Carlo Lucarelli: una strage in famiglia dopo una vita di bugie
di Carlo LucarelliLe aveva raccontato che stava comprando una villetta a Lizzano, una frazione di Cesena, dove sarebbero andati a vivere insieme.Le aveva detto che si chiamava Luca e che faceva un lavoro pericoloso e affascinante, il poliziotto sotto copertura, praticamente un agente segreto.Per questo lo pagavano molto bene e da lì venivano tutti quei soldi con cui faceva tanti regali a quella ragazza ventenne, la portava a cena nei migliori ristoranti e andava con lei in vacanza a Kiev, per conoscere la sua famiglia.
In realtà non era vero. La villetta gialla che le aveva mostrato era quella dei suoi genitori, dove viveva con loro e assieme a una moglie e una figlia di dodici anni. Di mestiere faceva il saldatore, aveva lo stipendio di un normale operaio e non era Luca, il suo nome, gli amici lo chiamava…
Le aveva raccontato che stava comprando una villetta a Lizzano, una frazione di Cesena, dove sarebbero andati a vivere insieme.Le aveva detto che si chiamava Luca e che faceva un lavoro pericoloso e affascinante, il poliziotto sotto copertura, praticamente un agente segreto.Per questo lo pagavano molto bene e da lì venivano tutti quei soldi con cui faceva tanti regali a quella ragazza ventenne, la portava a cena nei migliori ristoranti e andava con lei in vacanza a Kiev, per conoscere la sua famiglia.
In realtà non era vero. La villetta gialla che le aveva mostrato era quella dei suoi genitori, dove viveva con loro e assieme a una moglie e una figlia di dodici anni. Di mestiere faceva il saldatore, aveva lo stipendio di un normale operaio e non era Luca, il suo nome, gli amici lo chiamavano Gillo (ma all’anagrafe era Massimo Predi. Chi sa quanto sarebbe andato avanti se non fosse che suo padre, ad un certo punto, si accorge che mancano un sacco di soldi dal conto che avevano cointestato. Era successo così anche a Jean-Claude Romand, raccontato meravigliosamente da un romanzo di Emmanuel Carrère, L’avversario, e dal film di Nicole Garcia che ha lo stesso titolo: una vita di menzogne per le quali arrampicarsi sugli specchi, fingendo un lavoro che non ha mai avuto e rubando dal conto del suocero, poi qualcuno che dice: «Scusa, ma i soldi?». E crolla tutto.
Gillo reagisce esattamente come Romand. La sera del 12 gennaio 2000 torna a casa con un martello e prima ammazza il padre che lo aspettava in salotto per discutere dei soldi, poi va in camera da letto dove la madre sta dormendo e ammazza anche lei, poi sale al piano di sopra e ammazza a martellate sua moglie e infine anche la figlia, li butta tutti in un pozzo che sta in garage e ci parcheggia sopra la macchina del padre. Si trasferisce in albergo e comincia a vendere tutto quello che può per trasferirsi in Ucraina con la ragazza di cui si è innamorato, e intanto racconta in giro che sono tutti in vacanza.
A fregarlo sono i conigli. Qualcuno passa davanti alla villetta e vede che i conigli che stanno nelle stie sono morti di fame, così chiama i carabinieri che arrivano, scoprono il pozzo e trovano tutti quei morti. Lo arrestano il giorno dopo alla stazione di Bari, dove è scappato per cercare di uscire dal Paese. Si proclama innocente, a sterminargli la famiglia è stato qualcun altro, ma non gli crede nessuno. Ergastolo, facilmente confermato in tutti i gradi di giudizio.
Sul Venerdì del 1° marzo 2024