Natalia Aspesi: è sempre colpa dei “Comunisti”
di Natalia AspesiPer scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Scrive il lettore Serafino da Ascoli Piceno:
Credo che tu abbia seguito le vicissitudini di chi afferma che la Cultura sia esclusiva materia governata da pericolosi ed infidi Comunisti. Prima di procedere ti faccio una breve definizione della denominazione di Comunisti secondo coloro che si comportano come nuovi padroni di tutto il Vapore in nome del 26 e rotti per cento ottenuto nelle ultime elezioni. Vale a dire che secondo la statistica – materia questa, sempre dominata dai Comunisti di poco fa – ben il 74 per cento dei votanti li ha bocciati! Quindi padroni “de che“ ? Ora ti racconto un aneddoto che giustifica la definizione di Comunista secondo loro: frequento un barbiere, come tutti. Un Fascista con tutta l’attrezzatura del Camerata esposta nel suo locale di lavoro: bottiglie di vino intestate al vecchio Duce, sculturine rappresentanti la figura sempre del Duce, calendari di …
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Scrive il lettore Serafino da Ascoli Piceno:
Credo che tu abbia seguito le vicissitudini di chi afferma che la Cultura sia esclusiva materia governata da pericolosi ed infidi Comunisti. Prima di procedere ti faccio una breve definizione della denominazione di Comunisti secondo coloro che si comportano come nuovi padroni di tutto il Vapore in nome del 26 e rotti per cento ottenuto nelle ultime elezioni. Vale a dire che secondo la statistica – materia questa, sempre dominata dai Comunisti di poco fa – ben il 74 per cento dei votanti li ha bocciati! Quindi padroni “de che“ ? Ora ti racconto un aneddoto che giustifica la definizione di Comunista secondo loro: frequento un barbiere, come tutti. Un Fascista con tutta l’attrezzatura del Camerata esposta nel suo locale di lavoro: bottiglie di vino intestate al vecchio Duce, sculturine rappresentanti la figura sempre del Duce, calendari di tanti anni con le prime pagine che ripetono ossessivamente sempre lo stesso tema. È ovviamente più giovane di me, quindi non dovrebbe aver vissuto il noto Ventennio per avere validi ricordi, ha fresca acquisizione di quelle amenità espresse nella forma della loro cultura o preparazione. Inoltre campeggia un cartello dove si afferma che tutto il materiale esposto non è in vendita! Per amore di verità debbo dire però che è dotato di una certa simpatia. Io sono un vecchio mascalzone che ha mantenuto queste caratteristiche anche in tarda età e che ama ancora affrontare qualche problema. In genere si parla di calcio e di motori, qualche volta di politica. Ad alcune mie considerazioni mi apostrofò anni fa: «Allora tu sei un Comunista». «Mai stato, anzi quando ho potuto ho dato loro qualche bastonata sulla schiena».
Insomma la sintesi è che chi non la pensa come loro è Comunista e basta. Fanno fatica o non riescono proprio a immaginare realtà diverse dal loro campo visivo.A mio avviso la Cultura non ha, né dovrebbe avere, partiti di riferimento. Purtroppo nel nostro sistema malato è sempre la Politica che ha la facoltà di operare per dare un nome ad una figura che si adoperi in un Teatro, un Museo, una Mostra, un Premio ecc. ecc. Ora le donne e gli uomini di cultura non fanno riferimento nel loro pensiero alla Destra che in realtà è negatrice di questa materia, preferendo i blocchi navali, sparare ai migranti come si fa con i leprotti, o affogarli in mare come qualche volta gli è riuscito. Meglio proporre di esautorare il Parlamento e il Presidente della Repubblica dalle loro funzioni costituzionali e sostituirli con un/una Premier eletto/a direttamente dal Popolo. Un altro Unto del Signore che dovrebbe provvedere a noi tutti dando frustate a chi non la pensa come lei/lui, bruciando libri, censurando idee, mandare al confino o giustiziare i più riottosi portatori di questi nefasti pensieri. Inoltre ritengono necessario “spezzare le reni“ a coloro che potessero vagheggiare pensieri di libertà ed indipendenza. Infine trasformare il Vecchio Paese a forma di Stivale in diciannove staterelli.Credo fermamente che dopo il fallimento di questa rivoluzione sarà a necessario riesumare, con il Dna da recuperare a Caprera, l’antico Garibaldi affinché provveda alla riunificazione ancora una volta. Come vedi carissima Natalia abbiamo tanto lavoro folle e disperato da fare ancora. Non abbiamo diritto ad alcun riposo. Ti esorto a prepararti alla bisogna, personalmente sto già provvedendo.
Dunque, se ragionando i vincitori non hanno che il 26 per cento degli italiani, bisogna dire che il 74 proprio non li ha votati! Il calcolo mi sembra dei più arruffati, il fatto è che proprio loro, quelli che nonci piacevano, adesso comandano. Male? Per ora abbastanza,per quanto la premier, coi suoi vestitoni, dal suo punto di vistaè massimamente tosta tantoche almeno per ora, dubbi non ne avverto, se non nei pasticciati ministri. Quanto ai comunisti, o meglio ai Comunisti, scomparsi da tutta l’Europa da troppo tempo per riapparire, devono essere quelli che travestiti da poliziotti manganellanti hanno cominciatoa manifestarsi massicciamente col fare entrare la polizia in un budello stretto dove ha potuto fare quel che voleva (e il buon Salvini a dire bravi, e altri ministri a dire guaia chi non li difende dai ragazzini impuberi). Intanto i Comunisti cattivi stanno mettendosi controle famiglie buone (che hanno altro da pensare), per prendersela con i non comunisti che obbligherebbero gli abortisti a sentire il battito del cuore del povero embrione. Chi muore lavorando potrebbe stare più attento, senza contare gli immigrati che verranno schiavizzati in Albania e non se ne saprà più niente. Il Vannacci potrebbe essere insegnato negli asili perché i bambini imparino a non amare subito i neri brutti e cattivi. E per favore gli omosessuali si tengano nascosti. E poi non mi viene in mente altro. Ma porcherie ce ne sono tante...
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Il cinema di oggi è una c...ata pazzesca
Non so se sono io che sto andando volutamente in senso contrario o è il mondo d’intorno che si fa sempre più incomprensibile. Vado al cinema e a teatro da quasi settant’anni, ho pure a casa una cineteca con oltre mille titoli ma in questi ultimi tempi non riesco ad intendermi con l’adulatorio comune. Ho visto il tanto decantato film di Wenders Perfect Days che per me è una sorta di documentario senza alcuna emozione. Che sicuramente vincerà il premio Oscar così come è stato per l’orribile film coreano Parasite. Le emozioni me le procurano film, pur diversi tra loro, come Luci della città e La febbre dell’oro di Chaplin e 2001 Odissea nello spazio e Barry Lyndon di Kubrick. Questi sì due autentici geni. Ieri sono andato a vedere a teatro il tanto decantato Fantozzi, una tragedia di Davide Livermore. Sono uscito alla fine del primo atto. Pensi che nel 1970 leggevo sul tram il libro Fantozzi e ridevo da solo tra gli stupiti passeggeri. E ovviamente ho visto il film omonimo e il secondo diretti magistralmente da Luciano Salce. Ma questa che è stata rappresentata dal Teatro della Corte di Genova è, come direbbe appunto Fantozzi, «una cagata pazzesca». Mi consoli o mi condanni, facci(a) Lei!! Con simpatia,
Roberto Cozzolino, Genova
Io penso di essere più scaltra di lei. Siccome Wenders non mi è mai piaciuto, non vado MAI a vederlo, e se ne parlano entusiasti, io scelgo di approvarli o no, dipende dalle persone. Non ho mai visto Fantozzi, una tragedia: ma pur andando a vedere alla Scala le opere con la regia di Livermore, per istinto non mi sono molto fidata. Quanto a Parasite, mi spiace, io l’ho abbastanza amato, però non so se l’avrei premiato, per di più sapendo che la Corea del Sud sta facendo cose molto belle soprattutto per Netflix. Io se fossi in lei, non resterei attaccato a Luci della città e La febbre dell’oro e sarei un po’ più moderno. Barry Lyndon l’ho molto amato e cerco di vederlo appena posso. Quanto agli Oscar, sono sicura (quasi), che vincerà La zona d’interesse, a meno che il premio abbandoni ogni snobismo. E un po’ anche lei.
Portare il lutto in televisione
Cara Natalia, perché ha smesso di guardare Sanremo quando è intervenuta la mamma di Giogiò, ucciso da un altro ragazzetto? Che dire... ne ho invidiato la forza, la voglia di vestirsi e farsi bella, porta per le scuole la sua tragedia immane... forse se si fosse presentata vestita tutta di nero con capo velato la si sarebbe accettata meglio?
Lettera firmata
Forse ha ragione lei, non lo so. Forse sono stata superficiale, forse ho pensato che la televisione non era adatta a un terribile lutto. Forse il viso truccato, forse l’abito dorato, forse l’apparire quasi a festa nel momento più drammatico della sua vita... Ripeto, non lo so, ma forse anche oggi direi la stessa cosa…
Sul Venerdì dell’8 marzo 2024