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Michele Serra: Generale Vannacci, questa l’ho già sentita

PER POSTA: le risposte ai lettori del Venerdì. La sinistra accoglie con costernazione qualsiasi fesseria
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Gentile Michele Serra,sono esterrefatto riguardo all’affaire Vannacci. Non lo capisco. 1) «Gay non siete normali». E dov’è la notizia? Milioni di persone sono avverse agli omosessuali e spesso li contrastano con durezza (per usare un eufemismo). Ha rivelato una verità rivoluzionaria? Peraltro, che cosa propone? Sterminarli, mandarli in campi di restrizione, sottoporli a cure forzate per rientrare nella “normalità”? 2) No alle famiglie “arcobaleno”, sì alla famiglia tradizionale. Anche qui, dov’è la notizia? Lo gridava anche Meloni in un recente convegno di Vox in Spagna, lo sostengono milioni e milioni di persone non da ieri. 3) Sottotraccia un’ammirazione per il Duce (i regimi “forti”) e una velata critica per i regimi democratici. Ma in Italia scorrazzano apertamente formazioni che venerano la memoria del Duce e rivendicano un’organizzazione paramilitare di tipo fascista. Che il regime democratico presenti delle “fragilità” e dei limiti lo si sa dai tempi di Platone fino ad arrivare…

Gentile Michele Serra,sono esterrefatto riguardo all’affaire Vannacci. Non lo capisco. 1) «Gay non siete normali». E dov’è la notizia? Milioni di persone sono avverse agli omosessuali e spesso li contrastano con durezza (per usare un eufemismo). Ha rivelato una verità rivoluzionaria? Peraltro, che cosa propone? Sterminarli, mandarli in campi di restrizione, sottoporli a cure forzate per rientrare nella “normalità”? 2) No alle famiglie “arcobaleno”, sì alla famiglia tradizionale. Anche qui, dov’è la notizia? Lo gridava anche Meloni in un recente convegno di Vox in Spagna, lo sostengono milioni e milioni di persone non da ieri. 3) Sottotraccia un’ammirazione per il Duce (i regimi “forti”) e una velata critica per i regimi democratici. Ma in Italia scorrazzano apertamente formazioni che venerano la memoria del Duce e rivendicano un’organizzazione paramilitare di tipo fascista. Che il regime democratico presenti delle “fragilità” e dei limiti lo si sa dai tempi di Platone fino ad arrivare a Churchill. E si potrebbe continuare sullo stesso registro. Insomma, come si spiega quest’onda di consensi e di successo per uno che proclama cose note, sapute e risapute?
a.pedalino@unict.it

Caro Pedalino, Vannacci è un conformista che è riuscito a passare da anticonformista. Ma proprio questo spiega il suo successo (forse, prossimamente, anche elettorale) presso gli italiani di destra. Sono auto-convinti di essere una minoranza perseguitata ed emarginata, e da questo “pensiero eroico” traggono grande giovamento e autostima. Vuole mettere la soddisfazione di sentirsi dei ribelli, piuttosto che dei portatori di luoghi comuni? Sono anche convinti che abbia sempre governato la sinistra, un falso storico clamoroso eppure molto diffuso in quell’elettorato. Governano, decidono, occupano posti con un vigore che ha ben poco a che fare con il famoso spoil-system, e molto con la voracità del potere. Ma non sanno rinunciare (qui parlo soprattutto del gruppo Meloni) al loro mood di formazione, che è quello dei pochi ma coraggiosi. Va però aggiunta una considerazione. Sbaglia la sinistra a gridare allo scandalo per ogni banalità “politicamente scorretta”. Con quelle banalità, quasi sempre scontatissime, bisogna imparare a convivere senza dare ogni volta l’impressione che qualcuno abbia bestemmiato in chiesa. La sinistra, in questo, è ingenua e fragile. Accoglie con costernazione (incredibilis auditu! horribile visu!) ogni fesseria o gaglioffaggine, spesso detta apposta per scandalizzare. Fare finta di niente, a volte, sarebbe molto meglio. A Vannacci la sola cosa da dire è: questa l’ho già sentita, generale. Ha qualcosa di più originale da proporci?

Assange e Navalny pari non sono

Gentile Serra, ho letto e condiviso in pieno la sua Amaca del 2 marzo sul caso Navalny. Anche io, alcune sere fa, sono rimasta senza parole ascoltando quelle di un giornalista dal sorriso sprezzante, molto noto e molto amato da alcuni e, soprattutto, alcune(non da me), il quale affermava che il dissidente russo era un fervido nazionalista e aveva incitato all’odio razziale. Sempre l’amato sorridente lamentava che ci sono molti oppositori nelle carceri europee per i quali i giornaloni non hanno speso una parola, e che per Assange nessuno si muove. Non ho un’idea chiara su Assange e neanche sulle idee di Navalny. Ritengo però che non sia la stessa cosa sottoporre una persona a un processo e sbattere qualcuno in un gulag artico. Di Navalny ammiro il coraggio incondizionato, la coerenza, la difesa delle proprie idee anche di fronte alla consapevolezza di ciò che lo attendeva. Vorrei chiedere al sorridente sprezzante e a qualcun altro: istigava all’odio razziale anche Anna Politkovskaja? E mi chiedo: che c’entra Putin con la sinistra? Perché tanti duri e puri dicono di non essere filo-putiniani ma poi si scagliano contro chi si oppone a quello che altro non è che un dittatore? Vedono in lui l’ultimo figlio del marxismo-leninismo? O forse pensano che pur di opporsi all’imperialismo Usa, vada bene tutto?
Adriana Naldi

È vero, Navalny ha una genesi politica perlomeno discutibile. Ma la sua sorte, insieme a quella di tutti (tutti!) gli oppositori di Putin taglia la testa al toro. Ogni paragone, anche vago, tra i torti delle democrazie e quelli dell’autocrazia putiniana è semplicemente insensato (neanche fazioso: insensato). E Assange, comunque un unicum, è un sassolino messo sul piatto della bilancia mentre su quell’altro piatto c’è un macigno. Ho stima di chi dichiara apertamente di considerare false e ipocrite le libertà occidentali, al punto di preferire qualunque tipo di autocrazia. Espone con sincerità e coerenza il pensiero dei grandi reazionari, che onorano la Tradizione (Dio, Patria, Famiglia) e detestano la modernità. Ma non mi piace chi gioca a quel tavolo senza dire, piatto piatto, da che parte sta. Chi sta con Putin sta con il patriarca Cirillo, con l’intolleranza religiosa, con la Nazione e contro il cosmopolitismo, con la famiglia patriarcale e contro la libertà sessuale. Lo dica, aiuterà tutti a chiarire i termini del dibattito. Sulla modernità e la democrazia ho più dubbi che certezze; su Putin, invece, ho solo certezze. È un dittatore salito al potere con i favori dei più grandi ladri della storia moderna, gli oligarchi. Fa uccidere i suoi nemici e imbavaglia la libera informazione. Preferisco cento volte il decrepito sistema di vita che chiamiamo democrazia.

Vi prego, denunciate gli imbroglioni del web

Gentile Serra, ho ottant’anni, la seguo dai tempi di Tango e poi su Cuore e Repubblica. Oggi tra le innumerevoli fandonie divulgate su Google ho ricevuto il pezzo che le allego. Mi permetto di chiedere, a difesa della sua onorabilità e della serietà di Repubblica, di esprimere un commento che “sputtani” questi imbroglioni, arrivando anche a denunciarli alla magistratura per diffamazione. Mi scuso se questo mio appello possa apparire esagitato, ma non tollero che le persone e le strutture su cui ho fondato la mia fiducia vengano diffamate da ignobili speculatori che restino impuniti.

Silvano Restovin

Gentile Restovin, intanto grazie per la sua indignazione, che è anche la mia. Nel “finto articolo” che lei mi segnala si dice che sono stato arrestato dai carabinieri per impedirmi di divulgare non so quale suggerimento di proficui investimenti. Analoga sorte è toccata a Fabio Fazio, Concita De Gregorio e diverse altre persone pubbliche usate come richiamo per gli sprovveduti. Si tratta di pubblicità mascherate in forma di “cronaca”. Gli autori (misteriosi) della truffa sono già stati denunciati da me e anche da Gedi, perché la fake è camuffata da notizia di Repubblica. Il problema vero è la straordinaria facilità con la quale queste porcherie, contenute nelle “lenzuolate” pubblicitarie che appaiono nell’edizione on line dei giornali, vengono veicolate senza alcun filtro. Anche dopo la denuncia, quella fake e altre simili sono regolarmente ricomparse sul sito di Repubblica e su altre piattaforme. In sintesi: il web è un colabrodo. E il paradiso degli imbroglioni.

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