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Massimo Giannini: spalare nel Web

Al 9000 è il super robot della nave spaziale Discovery in 2001: odissea dello spazio. 1968 Metro-Goldwyn-Mayer Studios 
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Caro Hal, arrenditi: l’uomo ha vinto. C’è esultanza in Europa, primo continente del mondo a varare una legge per ingabbiare la versione ultra-moderna del computer Serie 9000, che in 2001: Odissea nello spazio, il capolavoro più visionario di Kubrick, tenta di sabotare la missione pur di non farsi sfilare il controllo dai sapiens. Ci hanno già provato l’America di Biden (ammesso che Sleepy Joe resti alla Casa Bianca dopo le presidenziali di novembre) e persino la Cina di Xi Jinping (con il suo Global AI Governance Initiative). È sempre benvenuto un regolamento che si propone di “proteggere i diritti fondamentali e la democrazia dall’Intelligenza Artificiale ad alto rischio”, come gli strumenti di polizia predittiva modello Minority Report (il futuro distopico anticipato da Philip K. Dick), i sistemi di riconoscimento emotivo nei luoghi di lavoro e nelle aule scolastiche o i meccanismi di riconoscimento biometrico negli ambienti pubblici.

Ed è giusto richiedere a “mostri” come ChatGpt d…

Caro Hal, arrenditi: l’uomo ha vinto. C’è esultanza in Europa, primo continente del mondo a varare una legge per ingabbiare la versione ultra-moderna del computer Serie 9000, che in 2001: Odissea nello spazio, il capolavoro più visionario di Kubrick, tenta di sabotare la missione pur di non farsi sfilare il controllo dai sapiens. Ci hanno già provato l’America di Biden (ammesso che Sleepy Joe resti alla Casa Bianca dopo le presidenziali di novembre) e persino la Cina di Xi Jinping (con il suo Global AI Governance Initiative). È sempre benvenuto un regolamento che si propone di “proteggere i diritti fondamentali e la democrazia dall’Intelligenza Artificiale ad alto rischio”, come gli strumenti di polizia predittiva modello Minority Report (il futuro distopico anticipato da Philip K. Dick), i sistemi di riconoscimento emotivo nei luoghi di lavoro e nelle aule scolastiche o i meccanismi di riconoscimento biometrico negli ambienti pubblici.

Ed è giusto richiedere a “mostri” come ChatGpt di rispettare le norme europee sul copyright e dichiarare con tanto di etichetta i contenuti generati su audio e video o i dati utilizzati per allenare i modelli di linguaggio. Ma io resto scettico. La sanzione massima per chi viola il nuovo regolamento ammonta a 35 milioni: la mancia al cameriere, per i Capitalisti della Sorveglianza che si spartiscono una torta da 4 mila miliardi e fatturano più del Pil italiano.

Quello che è successo col Web e con i Social dovrebbe insegnarci qualcosa. Le piattaforme digitali ci avevano promesso il paradiso democratico: ebbene, ci hanno fregato. Cory Doctorow, giornalista canadese esperto di diritti digitali e sicurezza informatica, ha raccontato il grande inganno in uno strepitoso articolo appena uscito sul Financial Times. Leggete, e inorridite. Facebook, un esempio tra i tanti: quando tutto è cominciato, nel 2006, ci aveva detto “iscrivetevi, non vi spieremo mai”. Quasi vent’anni dopo, l’astuto Zuckerberg ha tradito il giuramento: ci ha spiato a strafottere. Si è accordato con gli inserzionisti pubblicitari, gli ha venduto a peso d’oro l’accesso ai dati dei suoi 2 miliardi e mezzo di utenti, permettendogli di profilare i clienti e individuare i target perfetti per il loro advertising.

Così Mark, come i suoi simili Over The Top, ci hanno preso in ostaggio e si sono arricchiti a spese nostre. E adesso “prova a prenderli”, tanto per parafrasare quell’altro magnifico film con Leo Di Caprio, stavolta di Spielberg. Doctorow propone un movimento di massa per fermare la enshittification, cioè quella che l’American Dialect Society ha scelto come parola dell’anno 2023. Letteralmente, significa “merdificazione” delle piattaforme digitali. Concretamente, vuol dire che i servizi di cui ci stiamo avvalendo su Internet “si stanno trasformando in mucchi di merda”. Dunque: turiamoci il naso, e cominciamo a spalare.

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