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E adesso che ho vinto l’Oscar, dove metto la statuetta?

Federico Fellini a casa a Roma con l’Oscar per 8 ½. Pierluigi Praturlon/Reporters Associati & Archivi/Mondadori Portfolio 
C’è chi la mostra in casa, chi la nasconde, chi la copia e chi l’affida ai genitori. Una sola regola: l’Oscar non può essere venduto prima di essersi offerti di restituirlo all’Academy. A un dollaro
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Los Angeles. «Il mio lo tengo in garage». Queste le parole di Robert Downey Jr, dopo la vittoria della sua prima statuetta, per Oppenheimer, e il garage è dove l’attore colleziona automobili, fra le quali un’Audi Avengers e una Ferrari California T blu, del valore di 10 milioni di dollari. Ma che fine fanno gli Oscar vinti? C’è chi lo usa come fermaporta, chi lo ha ceduto come pagamento e chi invece gli dedica un’intera stanza con tanto di riflettori. Stiamo parlando nell’ordine di Gwyneth Paltrow (Shakespeare in Love), Orson Welles (Quarto potere) e Tom Hanks (Philadelphia e Forrest Gump), che li tiene insieme alla sua preziosa collezione di macchine da scrivere vintage.

La statuetta in bronzo massiccio placcata in oro 24 carati è il massimo riconoscimento artistico per un attore (tre per Daniel Day Lewis, quattro per Katharine Hepburn) e meta agognata di una carriera dedicata alle arti (Walt Disney detiene il record con 26 statuette). Dal 1929 ne sono state consegnate più di 3.000. …

Los Angeles. «Il mio lo tengo in garage». Queste le parole di Robert Downey Jr, dopo la vittoria della sua prima statuetta, per Oppenheimer, e il garage è dove l’attore colleziona automobili, fra le quali un’Audi Avengers e una Ferrari California T blu, del valore di 10 milioni di dollari. Ma che fine fanno gli Oscar vinti? C’è chi lo usa come fermaporta, chi lo ha ceduto come pagamento e chi invece gli dedica un’intera stanza con tanto di riflettori. Stiamo parlando nell’ordine di Gwyneth Paltrow (Shakespeare in Love), Orson Welles (Quarto potere) e Tom Hanks (Philadelphia e Forrest Gump), che li tiene insieme alla sua preziosa collezione di macchine da scrivere vintage.

La statuetta in bronzo massiccio placcata in oro 24 carati è il massimo riconoscimento artistico per un attore (tre per Daniel Day Lewis, quattro per Katharine Hepburn) e meta agognata di una carriera dedicata alle arti (Walt Disney detiene il record con 26 statuette). Dal 1929 ne sono state consegnate più di 3.000. Nel 1951 l’Academy ha stabilito, con tanto di accordo firmato dal vincitore, che i destinatari «non venderanno o disporranno in altro modo della statuetta dell’Oscar, senza prima offrire di venderla all’Academy per la somma di un dollaro», per evitare le aste del passato (quasi 600 mila dollari per quello di Vivien Leigh per Via col vento).

C’è chi gli ha riservato il classico caminetto (Adrien Brody, Geena Davis); chi l’ha lasciato ad altri (Jamie Foxx e Alicia Vikander); chi lo tiene in cantina (Francis Ford Coppola); chi sul pianoforte (Jennifer Lawrence e Diane Warren); chi in bagno (Kate Winslet, Susan Sarandon, Emma Thompson. E Jodie Foster: «Stavano bene con i rubinetti»), chi sui frigoriferi (Timothy Hutton e Richard Dreyfuss). La neo vincitrice Emma Stone non vuole sfidare il destino: «Visto che il primo l’ho dato alla mamma, sono sicura che le darò anche questo». Dimora familiare anche per Cillian Murphy: «Credo andrà a Cork, dai miei genitori in Irlanda, gliel’avevo promesso in caso di vittoria, così da esporlo al liceo dove ho studiato, far vedere ai ragazzi che ce la possono fare, non importa da dove vengano».

E poi c’è l’italiano Max Narciso, nel team vincitore del corto War is Over ispirato dalle musiche di John Lennon e Yoko Ono, che vuole «nascondere l’originale, farne una copia e metterla sul caminetto di casa a Los Angeles».

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