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Carlo Lucarelli: le prime manette di Pietro Pacciani

Pietro Pacciani arrestato nel 1951 per l’omicidio di un uomo che aveva trovato con la sua fidanzata, Miranda (da Facebook) 
BRUTTE STORIE Molto prima di essere accusato dei delitti del Mostro di Firenze, il contadino aveva ucciso un uomo...
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Sono tre, lei, lui e l’altro. Lei si chiama Miranda e ha sedici anni. Lui si chiama Severino e ne ha quarantuno, di professione fa il venditore ambulante di stoffe, gira per i poderi del Mugello a comprare stracci e pelli di coniglio ed è così che l’ha notata, l’ha seguita mentre portava al pascolo le pecore e l’ha convinta ad andare con lui tra i cespugli della Tassinaia in quel bel pomeriggio di aprile del 1951.

L’altro si chiama Pietro, di anni ne ha ventisei, e avrebbe dovuto esserci lui con Miranda, perché è la sua fidanzata. Si sono conosciuti quasi un anno prima, si sono messi insieme e adesso è lì, nascosto dietro un albero, a guardarla assieme a quel tizio, il commerciante. Pietro lo conoscono tutti come un giovane piuttosto rozzo e anche violento, uno che gli va subito il sangue alla testa e parte come un cinghiale, ma in quel momento no, se ne sta fermo, immobile, e guarda. Ci sta un pezzo, come ipnotizzato, poi qualcosa gli scatta dentro e parte, appunto, come un cinghiale…

Sono tre, lei, lui e l’altro. Lei si chiama Miranda e ha sedici anni. Lui si chiama Severino e ne ha quarantuno, di professione fa il venditore ambulante di stoffe, gira per i poderi del Mugello a comprare stracci e pelli di coniglio ed è così che l’ha notata, l’ha seguita mentre portava al pascolo le pecore e l’ha convinta ad andare con lui tra i cespugli della Tassinaia in quel bel pomeriggio di aprile del 1951.

L’altro si chiama Pietro, di anni ne ha ventisei, e avrebbe dovuto esserci lui con Miranda, perché è la sua fidanzata. Si sono conosciuti quasi un anno prima, si sono messi insieme e adesso è lì, nascosto dietro un albero, a guardarla assieme a quel tizio, il commerciante. Pietro lo conoscono tutti come un giovane piuttosto rozzo e anche violento, uno che gli va subito il sangue alla testa e parte come un cinghiale, ma in quel momento no, se ne sta fermo, immobile, e guarda. Ci sta un pezzo, come ipnotizzato, poi qualcosa gli scatta dentro e parte, appunto, come un cinghiale ferito. Vola addosso a Severino e lo colpisce con un coltello, come un forsennato, gli fa saltare via un orecchio, lo pugnala al petto, alla schiena, al volto, diciannove volte. Poi comincia a colpirlo col tacco di una scarpa, fracassandogli la testa. Una violenza bestiale.

Miranda è terrorizzata, Pietro la prende, la fa stendere sull’erba e ha un rapporto sessuale con lei accanto al corpo di Severino. Alla fine, si prende il suo portafogli, e la sera torna per buttare il commerciante in un laghetto vicino, ma è pesante e non ci riesce. Lo arrestano il giorno dopo. Il fratello di Severino è andato a cercarlo con alcuni amici, hanno raccolto un po’ di voci e sono arrivati fino a Miranda, che si è fatta scappare qualcosa, anche se a Pietro aveva giurato di non dire niente.

Così chiamano i carabinieri, che lo vanno a prendere a casa. Pietro si affaccia alla finestra e dice subito «io non ho fatto nulla», col suo accento toscano di Mercatale, provincia di Firenze. Lo processano e lo condannano a tredici anni, mentre Miranda se ne prende sei per complicità in omicidio, perché era lì, non ha detto niente e l’ha anche aiutato a nascondere Severino.

C’è una foto di Pietro e Miranda in manette tra i carabinieri, lui con le spalle curve, il mento sul petto e la testa di capelli ricci che gli nasconde il volto.Non è l’ultima volta che Pietro avrà le manette ai polsi. Pietro, Pietro Pacciani, accusato di una serie di delitti altrettanto e ancora più feroci. Quelli del Mostro di Firenze.

Sul Venerdì del 29 marzo 2024

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