✕

La ricetta: pasta panna prosciutto e piselli ed è subito nostalgia anni 80

PENTOLE E PAROLE. Che cosa mangiava il ministro De Michelis nelle sue notti folli? Ai night dedicò una guida, finita ora nella lista dei “libri brutti”
2 minuti di lettura

Al secolo risponde al nome di Francesco Roggero, ma da anni ha scelto di firmare la sua produzione artistica come Auroro Borealo, proprio come l’aurora se fosse maschio. È piuttosto difficile definire la sua musica, si fa prima a fare un esempio: il primo pezzo del suo ultimo album, uscito qualche mese fa, si chiama Ti amo, e comincia così: «Ti amo come l’amuchina in un centro sociale / Ti amo come i contadini ogni parte del maiale / Ti amo come la mortadella il polifosfato / Ti amo come i matrimoni aman La cura di Battiato / Ti amo come gli antichi egizi amavano i lavori pesanti / Ti amo come i sacerdoti amano i rimpianti». Confesso senza timore che alcune canzoni di Auroro Borealo hanno il potere di risollevare, almeno brevemente, alcuni dei momenti più bui.

Al secolo risponde al nome di Francesco Roggero, ma da anni ha scelto di firmare la sua produzione artistica come Auroro Borealo, proprio come l’aurora se fosse maschio. È piuttosto difficile definire la sua musica, si fa prima a fare un esempio: il primo pezzo del suo ultimo album, uscito qualche mese fa, si chiama Ti amo, e comincia così: «Ti amo come l’amuchina in un centro sociale / Ti amo come i contadini ogni parte del maiale / Ti amo come la mortadella il polifosfato / Ti amo come i matrimoni aman La cura di Battiato / Ti amo come gli antichi egizi amavano i lavori pesanti / Ti amo come i sacerdoti amano i rimpianti». Confesso senza timore che alcune canzoni di Auroro Borealo hanno il potere di risollevare, almeno brevemente, alcuni dei momenti più bui.

Ma non è della musica che volevo parlare: Borealo è, come si suol dire, artista assai poliedrico, e da tempo cura su Instagram una pagina chiamata Libri brutti, dedicata alla ricerca e divulgazione di piccole o grandi opere editoriali discutibili del passato più o meno recente che, per qualche motivo, sono scomparse dagli scaffali e dalla nostra memoria collettiva. Nelle ultime settimane questo approfondito e raffinato lavoro di ricerca storica si è prolungato in un podcast, che si chiama di nuovo Libri brutti, e che dedica ogni settimana un piuttosto lungo e a volte volutamente sbandato racconto a uno di quei volumi.

Il primo è un testo assolutamente introvabile ma oggetto di un culto particolare in certi ambienti, e cioè: Dove andiamo a ballare questa sera? Guida a 250 discoteche italiane. Pubblicato da Mondadori nel 1987, il volume sarebbe senz’altro stato volentieri dimenticato se non fosse stato scritto da Gianni De Michelis, a lungo deputato del Partito socialista italiano, che in quegli anni era nientemeno che vice-presidente del Consiglio: con una celebre e perfida battuta, Enzo Biagi lo soprannominò una volta «avanzo di balera».Lo scopo del podcast di Auroro Borealo è raccontare, tramite quei libri così brutti, dei pezzi di mondo, e soprattutto di Italia, che per fortuna o purtroppo non torneranno più. Lo scopo di questa introduzione è resuscitare un piatto che De Michelis ha senz’altro mangiato spesso prima e dopo certi balli, e cioè la pasta con la panna, il prosciutto e i piselli.

PASTA PANNA, PROSCIUTTO E PISELLI

Gli ingredienti

200 g di pasta a piacere
60 g di panna fresca
60 g di prosciutto cotto a cubetti
100 g di piselli freschi
1 cipollotto
40 g di parmigiano grattato
Olio, sale e pepe

Come procedere

Scaldate l’acqua per la pastae salate con moderazione.Calate la pasta. Nel frattempo, soffriggete il prosciutto in una padella caldissima con un goccio d’olio. Versate poi la panna direttamente nella padella, aggiungete il cipollotto tritatoe i piselli freschi cuocendoa fuoco medio fino a quando la pasta sarà pronta. Scolate quindi la pasta, riversatela in padella, mantecate col parmigiano e con abbondante pepe e servite.

Leggi i commenti