Massimo Giannini: Beato Silvio
di Massimo GianniniWilliam James, presidente della Society for Psychical Research alla fine dell’800, ci aveva avvertito: «Guai se ricordassimo tutto quello che è penetrato nella nostra mente: saremmo più confusi che se ci dimenticassimo tutto…». Si chiama memoria selettiva, ed è la tendenza a ricordare solo quello che ci conforta, ci rassicura e ci protegge. Oggi ne soffre soprattutto la politica. Tutta la politica. Ma a destra, va detto, il fenomeno sta assumendo connotati clinici. Prendete l’immagine del sindaco di Bari Antonio Decaro immortalato con la sorella del boss: ha fatto indignare i patrioti, totalmente immemori delle analoghe foto di Meloni con i fratelli Spada a Ostia nel 2017, e di Salvini con il capo tifoso milanista spacciatore di droga nel 2018.
William James, presidente della Society for Psychical Research alla fine dell’800, ci aveva avvertito: «Guai se ricordassimo tutto quello che è penetrato nella nostra mente: saremmo più confusi che se ci dimenticassimo tutto…». Si chiama memoria selettiva, ed è la tendenza a ricordare solo quello che ci conforta, ci rassicura e ci protegge. Oggi ne soffre soprattutto la politica. Tutta la politica. Ma a destra, va detto, il fenomeno sta assumendo connotati clinici. Prendete l’immagine del sindaco di Bari Antonio Decaro immortalato con la sorella del boss: ha fatto indignare i patrioti, totalmente immemori delle analoghe foto di Meloni con i fratelli Spada a Ostia nel 2017, e di Salvini con il capo tifoso milanista spacciatore di droga nel 2018.
A proposito di amnesie non casuali, la sindrome è sempre più acuta per la Sorella d’Italia, che per il secondo anno consecutivo, nel giorno del ricordo della strage delle Fosse Ardeatine, condanna l’eccidio di 335 innocenti compiuto «dai nazisti» ma rimuove l’indispensabile contributo che a quel massacro diedero i fascisti. Il ministro degli Interni della Repubblica di Salò Buffarini Guidi, il capo della polizia del Duce Pietro Koch, il questore Pietro Caruso e molti altri. Niente, nella testa dura dell’Underdog nata e cresciuta al calore della fiamma missina, tutto ciò che riguarda il Ventennio non trova sinapsi pronte a ripescarlo. Ma il capolavoro della memoria selettiva, adesso, riguarda il Cavaliere di Arcore. In questo caso, la selezione funziona al contrario, le sinapsi sono attivissime, di fosforo ce n’è in abbondanza.
Peccato che di Silvio Berlusconi, da giorni e giorni, si ricordino solo pensieri e parole che fanno di lui un profeta a metà tra Gesù Cristo e San Francesco. L’ultima fatica letteraria di Paolo Del Debbio, In nome della libertà, raccoglie il testamento spirituale e morale dell’Unto del Signore, negli ultimi giorni di passione trascorsi al San Raffaele. I giornali parenti ne hanno scritto, come se stessero raccontando i Vangeli. Forza Italia è «il partito del cuore e dell’amore, il partito che crede in Dio e nel suo amore per tutti noi, il partito che aiuta chi ha bisogno e che dà a chi non ha». È il partito «del mondo senza frontiere, che si ama e che è rispettoso di tutti gli Stati». È il partito «del mondo che ama la pace, che considera la guerra la follia delle follie». Insomma, Silvio santo subito.
Ora, nessuno vuole infangare un leader che ha fatto un pezzo di storia d’Italia, che non c’è più e non può replicare. Ma noi ricordavamo un altro Berlusconi. Quello dello stalliere Mangano e dei legami con Cosa Nostra, quello dei conflitti di interesse e delle leggi ad personam, quello degli attacchi al Colle e alle toghe, quello del lettone di Putin e del tendone di Gheddafi. Ma sbagliamo noi, sia chiaro. Come diceva Einstein, la memoria è l’intelligenza degli idioti.
Sul Venerdì del 5 aprile 2024
Qui di seguito, la lettera inviata al nostro giornale da Marina Berlusconi in risposta a questa rubrica e la controreplica di Massimo Giannini