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Quando Groucho incontrò Marilyn

I cinquer fratelli Marx nel 1957. 
ORA D’ARIA Le esilaranti memorie del più famoso fratello Marx
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Dopo vent’anni di vaudeville in famiglia, Groucho Marx partì nel 1931 per la California a fare cinema; Hollywood era “quietamente pastorale”, le tasse simboliche, gli attori opulenti; certe “girls” conoscevano i produttori meglio delle mogli. I fratelli Marx iniziarono con una co-sceneggiatura di Mankiewicz (quello di Quarto potere); nel ’33, col blues Noi vogliamo la guerra, Groucho parodiò Hitler. Fece allora centinaia di miglia tra torri di Babilonia, angiporti marsigliesi, deserti di sabbia sulla via della Mecca – tutti scenari di teatro e di film. Si pensa che gli attori siano gente ondivaga, sempre in giro a girare, e così le lettere, a Hollywood, le mandano all’avvocato o all’agente; l’ufficio legale della Warner nel 1946 inviò una lettera “collerica” all’avvocato di Groucho, che gliela girò. I fratelli Marx preparavano, ambientato in Marocco, Una notte a Casablanca. La Warner Brothers, che aveva prodotto nel 1942 Casablanca, sospettò che i Marx, sfruttando il successo planetar…

Dopo vent’anni di vaudeville in famiglia, Groucho Marx partì nel 1931 per la California a fare cinema; Hollywood era “quietamente pastorale”, le tasse simboliche, gli attori opulenti; certe “girls” conoscevano i produttori meglio delle mogli. I fratelli Marx iniziarono con una co-sceneggiatura di Mankiewicz (quello di Quarto potere); nel ’33, col blues Noi vogliamo la guerra, Groucho parodiò Hitler. Fece allora centinaia di miglia tra torri di Babilonia, angiporti marsigliesi, deserti di sabbia sulla via della Mecca – tutti scenari di teatro e di film. Si pensa che gli attori siano gente ondivaga, sempre in giro a girare, e così le lettere, a Hollywood, le mandano all’avvocato o all’agente; l’ufficio legale della Warner nel 1946 inviò una lettera “collerica” all’avvocato di Groucho, che gliela girò. I fratelli Marx preparavano, ambientato in Marocco, Una notte a Casablanca. La Warner Brothers, che aveva prodotto nel 1942 Casablanca, sospettò che i Marx, sfruttando il successo planetario del film con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman, volessero farne una parodia; e minacciarono di far causa. Groucho – raccontò lui – rispose personalmente. Era fiducioso che, col tempo,lo spettatore medio avrebbe imparato a distinguere tra Ingrid Bergman e Harpo; non pensava che Casablanca appartenesse esclusivamente ai fratelli Warner; e rispettosamente li invitava a considerare che anche “Fratelli” non era una loro esclusiva, ci sono i Fratelli Lumière, i Fratelli Karamazov, Dan Fratelli (un esterno del Detroit), eccetera.

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Lo scambio di lettere (fittizie) rende esilaranti le memorie Groucho e io (pubblicate nel 1997 da Adelphi). In privato Groucho detestava che, qualsiasi cosa dicesse, tutti ridevano, e che lo pretendessero sempre con il sigaro; alle cene, infilzava le malignità come banderillas. Il film si fece, la scena finale convinse Groucho che era tempo per lui di abbandonare il cinema. Nell’ultima ripresa (si doveva concludere in nottata, salvo pagar pegno) sul set c’era un grosso aeroplano, dal cui portello laterale si protendeva, orizzontale, a cinque o sei metri da terra, una scala a pioli; Harpo e Chico, risalendola, avevano raggiunto lo sportello, da cui venivano respinti da due cattivi nerboruti. Groucho dondolava ancora appeso per le ginocchia a testa in giù, e garriva come una bandiera per effetto di un ventilatore che gli soffiava addosso per creare l’illusione del volo. Era l’una; Groucho si disse: «Vecchio mio, sei vecchio»; alle due, lo comunicò ai fratelli. Invece, qualche altro lavoro lo realizzò, tra cui un film in cui faceva una delle prime apparizioni (breve e sinuosa) Marilyn Monroe: «Ma perché tutti mi corrono dietro?».

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