Il Venerdì

Carlo Lucarelli: il canale degli inganni

Una foto d’epoca di Bologna con un tratto del canale Navile
Una foto d’epoca di Bologna con un tratto del canale Navile 

BRUTTE STORIE Un delitto non tanto perfetto a Bologna nel 1948

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Anche se non sembra, Bologna è una città d’acqua, piena di canali che la attraversano, che ora sono interrati e coperti ma che una volta erano navigabili, e alla luce del sole. Il canale Navile, per esempio, che lambisce la città al confine con la campagna, dalle parti della ferrovia, attraversato da ponti e passaggi.

È su uno di questi che, una sera buia di febbraio del 1948, all’improvviso Mario afferra la moglie da sotto le ascelle e la butta nell’acqua gelida, dove la povera Giuseppina scompare. Poco prima le aveva fatto scrivere un biglietto indirizzato a lui in cui la donna si autoaccusava di adulterio, «Mario so di averti tradito», e annunciava di volersi suicidare, ma era uno scherzo, le aveva detto il marito, è carnevale, vedrai che faccia fanno gli amici quando salti fuori. E invece no, altro che scherzo, Mario lascia il biglietto sotto un sasso e quando un passante lo trova e glielo porta vanno dai carabinieri. Povera Pina, non ha retto alla vergogna.

In realtà l’adultero è lui. Ha conosciuto Giuseppina a Catanzaro mentre faceva il militare, l’ha sposata e ci ha fatto anche una figlia. È tornato a Bologna da solo, intanto, per sistemarsi, ha trovato lavoro come autista, e si è innamorato di un’altra donna, Mafalda. Quando Giuseppina è arrivata a Bologna a vedere perché non si faceva più sentire, Mario è caduto dalle nuvole, quasi se ne fosse dimenticato. E allora, biglietto e canale Navile, povera Pina.

Va avanti così per più di quattro anni. Mario sposa Mafalda e prosegue la sua vita convinto di aver commesso il delitto perfetto, ma ci sono due problemi. Il primo è il commissario Flora, della Squadra mobile di Bologna. Il dottor Flora è uno di quei detective che si affidano al fiuto, e il fatto che Mario non si sia mostrato così affranto né dalla morte della moglie né dalle corna non l’ha mai convinto. Gli sbirri come lui continuano a battere il chiodo, anno dopo anno, e quando ritiene che sia arrivato il momento giusto, nel settembre del ’53, Flora arresta Mario e lo torchia in questura per sei ore di fila.

E qui c’è il secondo problema: Mario. Che avrà anche architettato il delitto perfetto ma come criminale non è un granché. E infatti basta che il commissario gli dica che su di lui ha una massa di prove schiaccianti che lui crolla e confessa.Non è vero, Flora non ha in mano niente, è un inganno, come il biglietto di carnevale che Mario ha fatto scrivere a Pina, ma lui ci casca. Al processo ritratta, l’hanno menato, giura, gliel’hanno estorta quella confessione, ma non ci crede nessuno e si prende l’ergastolo.

Sul Venerdì del 12 aprile 2024

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