Michele Serra: grazie Sophie, nata 16 anni fa
di Michele SerraCiao Michele, ho appena letto la lettera dei miei genitori e la tua risposta: era sul Venerdì del 25 aprile 2008. Sono Sophie, nata a Praga con la fecondazione, come mia sorella Julie, arrivata nel 2011, per la grande gioia della mia famiglia. Ho appena compiuto sedici anni!! Ti ringrazio per le belle parole e per la speranza che hai dato a tutti.
Sophie – Milano
Ho ritrovato quella lettera di sedici anni fa, scritta, a tuo nome e in tuo nome, dai tuoi genitori. Cominciava così: «Mi chiamo Sophie e sono nata da una settimana. Sono figlia sana e allegra di tre genitori perché papà e mamma, pur giovani, hanno dovuto ricorrere alla fecondazione eterologa vietata in Italia (programma di ovodonazione). La gioia e l’emozione mia e dei miei genitori speriamo incoraggino molti futuri fratellini». La mia risposta cominciava così: «Benvenuta tra noi, piccola fuorilegge. Ma soprattutto: benvenuta tra noi, piccola europea: definizione che ci consola e ci rassicura in un momento molto poco lumino…
Ciao Michele, ho appena letto la lettera dei miei genitori e la tua risposta: era sul Venerdì del 25 aprile 2008. Sono Sophie, nata a Praga con la fecondazione, come mia sorella Julie, arrivata nel 2011, per la grande gioia della mia famiglia. Ho appena compiuto sedici anni!! Ti ringrazio per le belle parole e per la speranza che hai dato a tutti.
Sophie – Milano
Ho ritrovato quella lettera di sedici anni fa, scritta, a tuo nome e in tuo nome, dai tuoi genitori. Cominciava così: «Mi chiamo Sophie e sono nata da una settimana. Sono figlia sana e allegra di tre genitori perché papà e mamma, pur giovani, hanno dovuto ricorrere alla fecondazione eterologa vietata in Italia (programma di ovodonazione). La gioia e l’emozione mia e dei miei genitori speriamo incoraggino molti futuri fratellini». La mia risposta cominciava così: «Benvenuta tra noi, piccola fuorilegge. Ma soprattutto: benvenuta tra noi, piccola europea: definizione che ci consola e ci rassicura in un momento molto poco luminoso, qui in Italia, per le prospettive dei diritti personali». Aggiungevo, tra le altre cose: «Sei nata con una tecnica che la Chiesa cattolica considera blasfema. E poiché la Chiesa dispone delle coscienze di molti politici italiani ed è in grado di condizionare la vita pubblica e le leggi di questo Paese, il tuo concepimento e la tua nascita qui in Italia sarebbero stati impossibili… I “difensori della vita” considerano i concepimenti non voluti molto più preziosi dei concepimenti desiderati, ma vietati dalle (loro) leggi…».Nel frattempo, cara Sophie, le cose sono cambiate in meglio: come sempre, grazie alla tenacia e all’impegno di molte persone di buona volontà, che non si sono arrese. Dal 2014 la fecondazione eterologa, con una sentenza della Corte Costituzionale, non è più illegale. La tua lettera mi ha dato energia e contentezza. Non solo per i tuoi sedici anni (evviva!). Anche per il mio lavoro. Chi scrive soffre spesso della sindrome “parole al vento”. Ogni tanto arriva una smentita: qualche parola è arrivata a destinazione, qualche parola si è salvata, qualcuno l’ha raccolta e l’ha fatta rimanere viva. Dunque: grazie di cuore, Sophie, e una montagna di auguri a te e alla tua famiglia.
La foresta della Verna e San Francesco
Caro Serra, in una recente Amaca su papa Bergoglio lei giustamente parla del francescanesimo come di un movimento rivoluzionario. Mi fa piacere informarla di quanto lo sia stato nei confronti della gestione forestale (la fonte è Tommaso da Celano, che scrisse la biografia di Francesco). Per la foresta casentinese della Verna, che circondava l’omonimo convento, Francesco dette precise indicazioni ai suoi fratelli: tagliare poco (quel che era necessario per l’autoconsumo e per dare legna ai poveri) e distribuirlo tra tutte le specie arboree presenti, in modo da conservare quella che oggi chiamiamo biodiversità. Nulla a che fare con i frati benedettini, che commerciavano legname e quindi intervenivano pesantemente nella foresta di Vallombrosa, puntando sul solo abete bianco (a scapito della biodiversità).La cosa straordinaria è che, dopo la morte di Francesco, per secoli e secoli i frati continuarono a seguire le indicazioni del loro predecessore, conservando così la foresta in condizioni di grande naturalità. Nemmeno quando la foresta passò, nel XIX secolo, in gestione allo Stato italiano, l’approccio cambiò, perché anche il nuovo gestore prese atto dello straordinario valore storico e naturalistico della foresta, facendone una riserva. Il risultato è che, grazie a quanto suggerito da un uomo del XIII secolo, oggi quella foresta si presenta con un altissimo grado di naturalità. Ho avuto modo di accertarlo di persona, facendo studi scientifici su struttura e dinamiche della foresta della Verna. Davvero non occorre essere credenti per subire il fascino di certi uomini religiosi.
Marco Paci
Caro Paci, che bella storia. In casi come questi si suole dire: “alla fine i conti tornano sempre”, o anche: “il tempo è galantuomo”. Avere una visione olistica della natura valeva nel tredicesimo secolo e vale, nello stesso identico modo, ancora oggi. Significa che niente può essere spiegato e custodito senza tenere conto della connessione profonda tra tutte le cose viventi. Direi che è “religione” nel senso pieno della parola (e forse nel solo modo autentico): ciò che lega assieme, che dà un senso complessivo a pagine sparse che altrimenti non avrebbero significato. Che il frate di Assisi fosse, oltre che un santo per i cattolici, un genio anticipatore, è cosa che pensiamo, in molti, da secoli. La scienza si è poi occupata di mettere in chiaro, empiricamente, quella che poteva essere, secoli fa, solo una felice intuizione. Un afflato mistico nei confronti del cosmo tutto quanto. Per esempio, che gli animali e le piante vivano in stretta correlazione, oggi è cosa verificata scientificamente. Nonostante questo, l’avidità e la cecità degli uomini vede solo il dettaglio, la singola occasione da sfruttare in fretta. E perde di vista l’insieme. Biodiversità vuol dire, semplicemente, che tante forme di vita costituiscono un insieme forte e armonioso, poche forme di vita rendono più fragile e povera la vita stessa. Ma vallo a spiegare ai devoti delle monocolture, che oggi raccolgono molto, distruggono tutto ciò che non è monetizzabile a stretto giro e domani si ritroveranno con i terreni isteriliti. Infine: se i benedettini si offendono, dirò loro di prendersela con lei.
Non era lo spirito santo a scegliere il Papa?
Caro Serra, apprendo con stupore che Bergoglio, nell’ultimo Conclave, per contrastare la candidatura di qualche esponente della Curia Romana ha fatto confluire un pacchetto di voti su Ratzinger. Stupore perché mi avevano sempre assicurato che a determinare l’elezione del Papa fosse lo Spirito Santo.
Giuseppe
Caro Giuseppe, bisognerebbe chiederlo a Bergoglio, quali rapporti intercorrono tra lo Spirito Santo e i pacchetti di voti. Credo che potrebbe darci una risposta spiritosa. Quanto a me, ho sempre pensato che lo Spirito Santo assomigli molto al concetto orientale di “illuminazione”. È la fiammella pentecostale che nelle pitture antiche gravita sopra le teste dei santi. È la luce della sapienza e dell’umiltà. Basta avere vissuto con un poco di interesse per gli altri per sapere che quella fiammella non guizza sopra il Conclave più di quanto le capiti di farlo altrove. Ci sono illuminati ignoranti, illuminati poveri e perfino illuminati atei. Illuminati intermittenti e illuminati permanenti (pochissimi, questi ultimi). La situazione mondiale ci permette di capire che sono comunque in minoranza, altrimenti non avremmo tanti bulli, tanti prepotenti e tanti fanatici che guidano le Nazioni. Lo Spirito Santo è all’opposizione ovunque, per evidente rarefazione. L’elezione di Bergoglio, in questo senso, è da considerarsi senz’altro un miracolo, purtroppo solo temporaneo.
Sul Venerdì del 12 aprile 2024