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Massimo Giannini: con Francesco e con la Chiesa che vuole

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«Ma il Papa è cattolico?», chiedeva Newsweek in una celebre copertina del 2015. Quasi dieci anni dopo, i tanti nemici del @Pontifex argentino si sono dati una risposta: questo gesuita casinaro e testardo sta sfasciando la Chiesa. Le bordate contro la Curia, gli anatemi contro i cardinali, i libri e le interviste. Tutto serve a svilire Santa Romana Chiesa. Da ultimo, a indignare gli atei devoti e orfani del rigore teologico di Ratzinger si sono aggiunte i retroscena sull’ultimo Conclave: Bergoglio li ha svelati col solito candore, come se stesse parlando delle trame di corrente in Transatlantico o del complotto dei 101 contro Prodi. Scandalo!

Dunque a scegliere il Vicario di Cristo non è lo Spirito Santo, ma sono i banali traffici tra le porpore? Con la stessa semplicità, il Papa ha annunciato che per i suoi funerali non vuole il rituale catafalco, ma una bara qualsiasi come tutti i poveri cristi. Orrore! Così non viene meno la suggestione del sacro, l’ostensione del corpo regale, l’a…

«Ma il Papa è cattolico?», chiedeva Newsweek in una celebre copertina del 2015. Quasi dieci anni dopo, i tanti nemici del @Pontifex argentino si sono dati una risposta: questo gesuita casinaro e testardo sta sfasciando la Chiesa. Le bordate contro la Curia, gli anatemi contro i cardinali, i libri e le interviste. Tutto serve a svilire Santa Romana Chiesa. Da ultimo, a indignare gli atei devoti e orfani del rigore teologico di Ratzinger si sono aggiunte i retroscena sull’ultimo Conclave: Bergoglio li ha svelati col solito candore, come se stesse parlando delle trame di corrente in Transatlantico o del complotto dei 101 contro Prodi. Scandalo!

Dunque a scegliere il Vicario di Cristo non è lo Spirito Santo, ma sono i banali traffici tra le porpore? Con la stessa semplicità, il Papa ha annunciato che per i suoi funerali non vuole il rituale catafalco, ma una bara qualsiasi come tutti i poveri cristi. Orrore! Così non viene meno la suggestione del sacro, l’ostensione del corpo regale, l’atmosfera cerimoniale, le canne d’organo, l’odore d’incenso e via salmodiando? Ora, lo confesso: non ho il dono della fede.

Sono del partito di Woody Allen: non credo in Dio, anche se ho stima di lui. Viceversa, ho poca stima nella Chiesa come istituzione vaticana, residuo del potere temporale perduto ma riflesso in un potere spirituale che si pretende ancora infallibile e inflessibile, punitivo e protervo. Ma se ne parlo in questa rubrichetta è solo perché trovo quasi eroico lo sforzo di Francesco per la pace nel tempo della “Terza guerra mondiale a pezzi” e per riportare la Chiesa a una dimensione più umana e cristiana. La via la indica lui stesso nell’autobiografia (Life, HarperCollins). Leggetela. Vale la pena anche per noi miscredenti.

Vi do giusto qualche frammento sparso. «Francesco sta distruggendo il Papato? Cosa posso dire? La mia vocazione è quella sacerdotale: prima di tutto sono un prete, sono un pastore. E i pastori devono stare in mezzo alle persone, parlare con loro, dialogare, ascoltarle, sorreggerle, vegliare su di esse… Gesù non stava al di sopra del popolo, era parte del popolo... Quella del Vaticano è l’ultima monarchia assoluta d’Europa... Continuo a coltivare un sogno per il futuro: che la nostra sia una Chiesa mite, umile e servitrice, tenera, vicina e compassionevole… Dobbiamo superare il clericalismo, quell’atteggiamento di superiorità morale e di distanza nei confronti dei fedeli, che è diventato una peste… Immagino una Chiesa madre, che abbracci e accolga tutti, anche chi si sente sbagliato e chi in passato è stato giudicato da noi». Dite quello che volete, ma questo è Francesco, che parla come il poverello di Assisi. E non mi pare affatto male. Quanto alla vita ultraterrena, soprassiedo. In questo caso sono del partito di Giancarlo Pajetta: «Abbiamo mandato diverse delegazioni dall’altra parte. Ma non sono mai tornate».

Sul Venerdì del 12 aprile 2024

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