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Quando la mente trova una casa

Un’immagine del documentario Sull’Adamant, girato da Nicholas Philibert in un centro diurno per disturbi psichici a Parigi: ci si cura con la musica, il disegno e il cinema 
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Un altro film-documentario da cercare, prima o poi rispunta fuori, è stato qualche giorno in sala all’inizio di marzo, insomma non è un blockbuster. Si intitola Sull’Adamant, ha vinto l’Orso d’oro alla Berlinale del 2023 e lo ha girato Nicolas Philibert (qualcuno lo ricorderà per il magnifico Essere e avere, girato in una scuola sperduta nel mondo rurale dell’Auvergne). Chi è a Roma lo può vedere allo Spiraglio Film Festival, evento internazionale di corti e lungometraggi alla 14esima edizione. Al Maxxi, è iniziato ieri e finisce questa domenica.

Lo spirito che anima Lo Spiraglio, progetto di cultura e promozione della salute mentale radicato nel territorio, non è così lontano da quello dell’Adamant. Che è un centro diurno per adulti con disturbi psichici costruito su una piattaforma galleggiante sulla Senna, nel cuore di Parigi, dove gli operatori si prendono cura degli utenti con la musica, il disegno, il cinema. Offrono una casa mentale a chi non ce l’ha o ce l’ha piena di spifferi…

Un altro film-documentario da cercare, prima o poi rispunta fuori, è stato qualche giorno in sala all’inizio di marzo, insomma non è un blockbuster. Si intitola Sull’Adamant, ha vinto l’Orso d’oro alla Berlinale del 2023 e lo ha girato Nicolas Philibert (qualcuno lo ricorderà per il magnifico Essere e avere, girato in una scuola sperduta nel mondo rurale dell’Auvergne). Chi è a Roma lo può vedere allo Spiraglio Film Festival, evento internazionale di corti e lungometraggi alla 14esima edizione. Al Maxxi, è iniziato ieri e finisce questa domenica.

Lo spirito che anima Lo Spiraglio, progetto di cultura e promozione della salute mentale radicato nel territorio, non è così lontano da quello dell’Adamant. Che è un centro diurno per adulti con disturbi psichici costruito su una piattaforma galleggiante sulla Senna, nel cuore di Parigi, dove gli operatori si prendono cura degli utenti con la musica, il disegno, il cinema. Offrono una casa mentale a chi non ce l’ha o ce l’ha piena di spifferi. Philibert inquadra i volti, registra le sedute,ci fa tornare a una psichiatria dell’ascolto,della relazione e del tempo per gli altri.

Lavoro difficilissimo, di basagliana memoria,che Philibert riprende con vicinanza e naturale gentilezza. Le ultime immagini mostrano il Centro avvolto nella foschia di un giorno che inizia. Una scritta in sovraimpressione dice così: «L’Adamant fa parte del polo centrale di Parigi e accoglie adulti dei primi quattro quartieri della città. È collegato al centro psichiatrico Esquirol degli ospedali Saint-Maurice. Progettato con l’équipe e i pazienti, ha aperto nel luglio 2010. In un mondo in cui pensare spesso si riduce a spuntare caselle e l’accoglienza del singolo viene soppressa, ci sono ancora luoghi che non cedono e cercano di mantenere viva la funzione poetica dell’essere umano e della lingua. Fino a quando?».

Sul Venerdì del 12 aprile

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