Tutti a ballare a Vienna come Franz e Sissi
di Lorenza ScalisiVienna. Si le Congrès danse, il ne marche pas. Vale a dire, “se il Congresso danza, non avanza”. In questo motto si riassume l’atmosfera che si respirò alla corte imperiale di Schönbrunn negli otto mesi in cui, fra novembre 1814 e giugno 1815, si svolse il Congresso di Vienna. Otto mesi di feste, ricevimenti e balli che avevano lo scopo di alleggerire il peso di settimane interminabili, trascorse a discutere su come ricostruire l’Europa e con essa l’Ancien Régime cancellato dalla rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche.
Se di giorno si trattava di argomenti cruciali, come la restituzione delle opere d’arte saccheggiate da Bonaparte e l’abolizione della tratta degli schiavi, oltre che di una ridistribuzione generale dei territori, di sera si aprivano le danze, in un tourbillon di giochi di potere e accordi segreti stretti sulle leggiadre note di un valzer. La tradizione di Vienna capitale dei balli nasce quindi così, come forma di divertissement per teste coronate e politici, …
Vienna. Si le Congrès danse, il ne marche pas. Vale a dire, “se il Congresso danza, non avanza”. In questo motto si riassume l’atmosfera che si respirò alla corte imperiale di Schönbrunn negli otto mesi in cui, fra novembre 1814 e giugno 1815, si svolse il Congresso di Vienna. Otto mesi di feste, ricevimenti e balli che avevano lo scopo di alleggerire il peso di settimane interminabili, trascorse a discutere su come ricostruire l’Europa e con essa l’Ancien Régime cancellato dalla rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche.
Se di giorno si trattava di argomenti cruciali, come la restituzione delle opere d’arte saccheggiate da Bonaparte e l’abolizione della tratta degli schiavi, oltre che di una ridistribuzione generale dei territori, di sera si aprivano le danze, in un tourbillon di giochi di potere e accordi segreti stretti sulle leggiadre note di un valzer. La tradizione di Vienna capitale dei balli nasce quindi così, come forma di divertissement per teste coronate e politici, e in due secoli di storia non ha mai smesso di essere coltivata dai viennesi che, non a caso, la notte di San Silvestro, salutano il nuovo anno con un giro di valzer scandito dagli inconfondibili rintocchi del Pummerin, la grande campana della cattedrale di Santo Stefano, seguito dall’immancabile melodia di Sul Danubio Blu di Johann Strauss.
Un rito sospeso fra il sacro e il profano, che inaugura sempre una nuova stagione danzante. Anzi, quattro stagioni che vedono il calendario scandito da decine di appuntamenti più o meno mondani, per un totale di 450 eventi l’anno. A conti fatti, più di uno a sera, per un’offerta che va da quelli più abbordabili, sia dal punto di vista della location che della mise da indossare, fino a quelli più à la page, che culminano con l’ambitissimo Vienna Opera Ball, nel target del jet set internazionale. Il parterre de rois ha visto avvicendarsi negli ultimi anni personaggi “nazional popolari”, come le dive nostrane Sophia Loren e Ornella Muti, fino a star di Hollywood come Jane Fonda, Brooke Shields, Melanie Griffith e Priscilla Presley, che quest’anno ha furoreggiato sulla scia dell’uscita del film Priscilla di Sofia Coppola, scivolando nel girone delle leader dei social, Kim Kardashian in testa.
A ciascuno il suo
Di eventi ce n’è davvero di ogni genere, e basta una breve ricerca online per trovare quello più in linea con i propri gusti. Una volta individuato il ballo – personalmente ho optato per il tradizionale Gran Ballo dei Caffettieri, che ogni anno a febbraio trasforma il palazzo imperiale del l’Hofburg in un’immensa sala con oltre 6.000 persone – ha inizio il divertimento, a partire dalla scelta del- l’outfit. Per gli uomini è fin troppo facile: frac o smoking nero con farfallino bianco, rigorosamente senza orologio, semmai da taschino o, nel caso, uniforme militare da gran galà; per le signore abito da sera floor-length, ossia lungo fino al pavimento, scarpa comoda, possibilmente con cinturino (per non fare la fine di Cenerentola), accessori e gioielli e, se si vuole osare, una regale tiara magari ispirata ai gioielli imperiali, come quella indossata dalle 160 debuttanti che hanno inaugurato l’Opera Ball 2024.
Premesso che ci si può portare tutto da casa, per chi volesse un servizio all inclusive ci si può affidare al concierge dell’hotel per l’organizzazione di trucco+parrucco+abito da ricevere in camera prima della gran sera. Io ho scelto questa seconda opzione: location, il Leo Grand, hotel ricavato in un palazzo aristocratico del Settecento, dove ho preso la camera 52 con vista sulla cattedrale di Santo Stefano. Sono quindi arrivata un paio di giorni prima in città per avere il tempo di cercare l’abito giusto. Fra i molti atelier del centro – Elfenkleid, Eva Poleschinski, Kleiderverleih, Sabine Karner e Susanne Bisovsky – ho puntato sullo storico Flossmann, dove la mise da principessa si può anche noleggiare. Soluzione meno poetica ma decisamente più pratica.E poiché a Vienna ballare è una cosa seria, oltre all’apparenza bisogna puntare sulla sostanza.
Per riuscire a fare un giro di pista con dignità, godendomi l’atmosfera e il momento, ho prenotato un paio di lezioni private in una delle numerose scuole locali, la Elmayer, una vera istituzione grazie alla figura di Thomas Schafer Elmayer, maestro delle cerimonie delle occasioni più prestigiose. Suo, per esempio, il compito di accogliere gli ospiti al Gran Ballo dei Caffettieri, e sempre suo il compito di introdurre prima la polonaise delle debuttanti e infine di invitare a scendere in pista tutti i presenti al grido «Alles Walzer!».
Mano al portafogli
Famosi anche il Ballo dei Pasticcieri, da consigliare a chi ama i dolci, sparsi un po’ ovunque nelle sale dell’Hofburg, e il Ballo dell’Orchestra della Filarmonica, nello scenario del Musikverein dove ogni anno viene trasmesso il Concerto di Capodanno. Come per tutti gli eventi che si rispettino, bisogna prenotare con largo anticipo, per avere la certezza di assicurarsi un posto a sedere e magari anche per cenare, con Wiener Schnitzel, würstel e patate. Ebbene sì, anche nell’ex dimora di Sissi, l’Hofburg, si servono piatti popolari, democratici come possono essere i prezzi dei biglietti per la maggior parte dei balli (dai 70 euro in su).
Discorso a parte per il Ballo dei Caffettieri, dove il semplice ingresso costa 130 euro. Per l’Opera Ball si sale ancora: 220 euro per un posto a un tavolo da 4 o 6 persone, 385 per il biglietto con accesso alle varie sale da ballo, fino ai 14.000 – 24.500 per un palco da sei persone affacciato sulla hall centrale.In fatto di costi, va meglio ai giovanissimi. Bisogna avere un’età compresa fra i 18 e i 25 anni per le donne e massimo 28 per gli uomini, non aver mai partecipato al Vienna Opera Ball ed essere degli ottimi ballerini di valzer left-hand. Il tutto per 120 euro con la certezza di un ricordo indelebile a due. Già, perché quella del ballo è un’arte che si pratica in coppia, ma nella Vienna che sa tramandare e allo stesso tempo evolvere le sue tradizioni, ha fatto la sua comparsa la figura del taxidancer, colui che, all’occasione, si avvicina a un’ospite senza accompagnatore e chiede: «Permette?».
Nulla di ambiguo o con secondi fini, come ben esplicitato dai siti taxi-dancer.at e bluerose-vienna.com. I taxidancer sono in genere universitari o poco più, che presenziano ai balli anche solo per fare qualche giro di valzer nell’attesa del momento della Quadriglia del Pipistrello, altro capolavoro di Strauss che trascina in pista chiunque, sull’onda emotiva di scene da film alla Franz & Sissi o in stile Bridgerton.Nessuno sa bene la sequenza dei passi, ma a dirigere il “traffico” c’è il maestro della cerimonia che impartisce i comandi... in francese, eco da Ancien Régime. Fino a quel galoppo finale che spinge tutti a simulare una corsa folle, un po’ strampalata ma divertente.
Le prenotazioni per l’edizione 2025 del Vienna Opera Ball apriranno il 3 di giugno alle ore 10, mentre per le aspiranti coppie di debuttanti il periodo per le iscrizioni è settembre, con la consapevolezza che, una volta ammessi nel “plotone” di circa 200 coppie, si è tenuti a presenziare alle prove per mettere a punto le coreografie. Per chi stesse meditando di buttarsi nella mischia della Quadriglia del Pipistrello e di tutto ciò che la precede, c’è un incentivo in più: il 2025 sarà l’anno delle celebrazioni per i 200 anni dalla nascita di Strauss e si prevedono grandi festeggiamenti.
Nel frattempo, si possono fare le prove generali a Venezia, in quello che sarà a tutti gli effetti il primo Gran Ballo delle Debuttanti Made in Italy. A organizzarlo ci ha pensato una veneziana doc, la direttrice d’orchestra Silvia Casarin Rizzoli, che il 29 aprile, Giornata mondiale della Danza, nella splendida Scuola grande di San Giovanni Evangelista, insieme al maestro cerimoniere, il principe Maurizio Agosti, inaugurerà la serata, portando in scena prima i ballerini del Teatro alla Scala e poi le coppie di giovani in smoking lui e abito bianco lei, che lasceranno poi il “palco” a tutti i convenuti. Una magia dall’eco viennese ma in versione Serenissima che ancora mancava.
Sul Venerdì del 12 aprile 2024