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Volete rilassarvi? Contate le farfalle invece delle pecore

Morpho helenor del Costarica (Muse) 
Uno studio dice che la loro bellezza ha un effetto distensivo sulla psiche. Come si può provare ora al Muse di Trento. Dove è stata ricostruita una foresta con mille esemplari dai Tropici
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Contare le farfalle non fa addormentare, ma di certo rilassa. Intervistati dopo il Big Butterfly Count, un progetto di citizen science per censire le farfalle inglesi organizzato dalla ong Butterfly Conservation, i partecipanti hanno riferito una diminuzione dell’ansia (9 per cento) e in generale di sentirsi meglio. È l’effetto “connessione con la natura”, ma senz’altro è anche merito delle farfalle: troppo belle per non star bene solo a guardarle. L’ordine dei Lepidoptera comprende quasi 160mila specie ed è un mistero come sia spuntata fuori una tale diversità considerando che questi insetti hanno 250 milioni di anni e in tutto questo tempo il loro genoma non è cambiato quasi per niente, dice uno studio su Nature Ecology & Evolution.Tra le più spettacolari ci sono le Morpho del Centro e Sud America, con le ali straordinariamente blu, che volando creano un effetto flash che disorienta i predatori.

Contare le farfalle non fa addormentare, ma di certo rilassa. Intervistati dopo il Big Butterfly Count, un progetto di citizen science per censire le farfalle inglesi organizzato dalla ong Butterfly Conservation, i partecipanti hanno riferito una diminuzione dell’ansia (9 per cento) e in generale di sentirsi meglio. È l’effetto “connessione con la natura”, ma senz’altro è anche merito delle farfalle: troppo belle per non star bene solo a guardarle. L’ordine dei Lepidoptera comprende quasi 160mila specie ed è un mistero come sia spuntata fuori una tale diversità considerando che questi insetti hanno 250 milioni di anni e in tutto questo tempo il loro genoma non è cambiato quasi per niente, dice uno studio su Nature Ecology & Evolution.Tra le più spettacolari ci sono le Morpho del Centro e Sud America, con le ali straordinariamente blu, che volando creano un effetto flash che disorienta i predatori.

«Il colore può essere dato da pigmenti (gialli, rossi, neri, rarissimamente verdi come nella specie Graphium agamemnon del Sudest asiatico, ndr) oppure, come nel caso delle Morpho, dal modo in cui la luce viene riflessa dalle microstrutture presenti sulle squame che ricoprono le ali come le tegole su un tetto», ci spiega il biologo Francesco Barbieri, direttore scientifico della Casa delle Farfalle di Bordano (Udine) che ospita oltre mille esemplari in tre serre con habitat dell’Amazzonia, della giungla africana e della foresta del Sudest asiatico. Chi si trovasse dalle parti di Trento le può ammirare dal vivo al Muse, dove fino al 19 maggio la serra tropicale del museo ospita la “Foresta delle Farfalle”. Si passeggia tra piante esotiche circondati da migliaia di esemplari di una trentina di specie asiatiche, africane, centro e sudamericane. Il cibo non gli manca, tra Bar delle Farfalle (punti ristoro con frutta matura) e piante dai fiori zuccherini come le africane Pentas e Streptocarpus. Per godersi la passeggiata però bisogna sudare. «Le farfalle vengono da climi tropicali, hanno bisogno di una temperatura superiore ai 26°C e di un’umidità di oltre il 70 per cento», prosegue l’esperto, che ha collaborato all’esposizione.L’elevata umidità è cruciale per lo sfarfallamento, cioè quando la farfalla emerge dalla crisalide e pompa i fluidi corporei nelle ali per farle espandere e indurire: a Trento c’è un’incubatrice per osservare questa fase magica.

«A metà marzo sono arrivate le prime crisalidi, un migliaio, ma le consegne proseguiranno con cadenza settimanale: per schiudersi una crisalide impiega da settimane a mesi, dipende dalla specie, ma una farfalla adulta vive in media una settimana. Il ricambio quindi è continuo», dice Barbieri. Le crisalidi arrivano al Muse dopo aver viaggiato 3-5 giorni in pacchi termicamente isolati. Senza stress, perché nel bozzolo le crisalidi (o pupe) non mangiano né si muovono. «Le importiamo da diversi Paesi tropicali, soprattutto dal Costa Rica dove, assieme alle Filippine, ci sono più allevamenti» continua il biologo.«Sono strutture piccole, per lo più a conduzione familiare, che non vendono ai privati ma alle circa 300 case delle farfalle in tutto il mondo».Le Morpho helenor e altre specie arrivano da un’associazione di donne (Asociación de Mujeres Ecológicas y Artesanas del Porvenir) di una piccola comunità nel Nord del Costa Rica. «Allevare farfalle è un lavoro “leggero”, quindi adatto anche alle donne che in questi Paesi sono spesso sole a mandare avanti la famiglia», aggiunge Barbieri «In ogni caso è un’attività da incoraggiare, perché è un modello di sostenibilità sociale e ambientale. Per allevare farfalle c’è bisogno di coltivare le piante selvatiche di cui si nutrono i bruchi, che sono estremamente specializzati nella dieta. Quindi, invece che tagliare gli alberi per il legno oppure per coltivare o allevare mucche e maiali, chi sceglie le farfalle contribuisce a “rigenerare” la foresta».

Dipendendo dalle piante, le farfalle sono sentinelle della salute degli habitat naturali: se ne volano di meno, vuol dire che qualcosa nell’ambiente non va. In Europa, secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura, il 9 per cento dei lepidotteri è minacciato e il 10 per cento è prossimo alla minaccia proprio per la distruzione dell’habitat e il cambiamento climatico. Stessi problemi nel resto del mondo. Anche le Morpho rischiano a causa della deforestazione e sarebbe un delitto se scomparissero. Per una questione ecologica, certo, ma ammettiamolo, anche perché sono meravigliose. Come del resto tutte quelle del Muse: ci sono le farfalle civetta del genere Caligo provenienti dal Centro e Sudamerica che hanno sulle ali un grande occhio per spaventare i predatori; o le coloratissime Cethosia del Sudest asiatico, tanto appariscenti quanto velenose (e infatti i colori sono un avvertimento per chi se le vuole mangiare); e che dire del dimorfismo sessuale dell’asiatica Papilio memnon, con le femmine che imitano l’aspetto di diverse specie di farfalle velenose?Abbiamo chiesto a Barbieri quale fosse la sua prediletta, ma gli è impossibile scegliere: «Ogni volta che dico “questa è la mia specie preferita” mia moglie ride perché sa che è l’ennesima di altre mille. E altre mille ne verranno».

Sul Venerdì del 12 aprile 2024

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