Niente è finito, tutto comincia
di Vittorio Lingiardi«Dobbiamo affermare incessantemente che niente è finito, che tutto comincia»: sono le parole di Rosa davanti al mare di Marsiglia. Sembra René Char ma è Robert Guédiguian, regista marsigliese di padre armeno e madre tedesca, impegno politico e vocazione romantica. Lo abbiamo amato alla fine degli anni Novanta per Marius e Jeannette e ora lo amiamo per questo E la festa continua! Siamo ancora a Marsiglia,la vecchia Marsiglia, dove Rosa è l’anima del quartiere, della sua numerosa famiglia e del reparto dove fa l’infermiera. Il filo rosso, un colore non a caso, che lega i luoghi delle sue giornate è l’impegno politico a favore dell’unità e della solidarietà. Ma la pensione si avvicina e i motivi di delusione politica sono molti. Però c’è un incontro, non dico di più, che riporta la vita.Di questi tempi è bello vedere un film che non bandisce la speranza, coltiva il sogno e, senza farti sentire scemo, accarezza un po’ il cuore. Io ne avevo bisogno. Come scrive Paolo Mereghetti, Guédiguian…
«Dobbiamo affermare incessantemente che niente è finito, che tutto comincia»: sono le parole di Rosa davanti al mare di Marsiglia. Sembra René Char ma è Robert Guédiguian, regista marsigliese di padre armeno e madre tedesca, impegno politico e vocazione romantica. Lo abbiamo amato alla fine degli anni Novanta per Marius e Jeannette e ora lo amiamo per questo E la festa continua! Siamo ancora a Marsiglia,la vecchia Marsiglia, dove Rosa è l’anima del quartiere, della sua numerosa famiglia e del reparto dove fa l’infermiera. Il filo rosso, un colore non a caso, che lega i luoghi delle sue giornate è l’impegno politico a favore dell’unità e della solidarietà. Ma la pensione si avvicina e i motivi di delusione politica sono molti. Però c’è un incontro, non dico di più, che riporta la vita.Di questi tempi è bello vedere un film che non bandisce la speranza, coltiva il sogno e, senza farti sentire scemo, accarezza un po’ il cuore. Io ne avevo bisogno. Come scrive Paolo Mereghetti, Guédiguian è uno che all’io preferisce il noi. Un noi che siamo noi, cioè il pubblico, ma anche il respiro della comunità. Leggo che il personaggio di Rosa è ispirato a quello di Michèle Rubirola, che non voleva guidare la lista di sinistra per le elezioni municipali di Marsiglia, ma era l’unica candidata che metteva tutti d’accordo. Così ha “dovuto” accettare e contro ogni previsione è stata eletta. Dopo pochi mesi è crollata, rinunciando alla carica di sindaca. La politica a cui aveva dedicato la vita le si è rivelata nelle odierne forme peggiori e lei, guardando il mare di Marsiglia con occhi probabilmente più tristi di quelli di Rosa,ha gettato la spugna. È triste, ma la capisco.Ma poi, se vedrete il film, che in fondo è una storia d’amore che ruota attorno a un crollo (edilizio),non potrete che ripetere con Rosa: «Niente è finito, tutto comincia».
Sul Venerdì del 19 aprile 2024