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Natalia Aspesi: non santifichiamo Berlusconi

QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE. Ogni settimana le risposte alle lettere dei lettori
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Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.

Gentile Natalia, sto leggendo un libretto aureo, C’eravamo tanto odiati di Andrea Minuz (il Mulino) dove si parla diffusamente di antiberlusconismo. Checché se ne dica e pensi, il berlusconismo (come il fascismo) è stata l’autobiografia della nostra nazione degli ultimi trent’anni. Io sono cresciuto e maturato in questi anni di guerra incivile verso un uomo e le sue idee mentre altri si sono arricchiti (Travaglio) o giovati (i sedicenti antiberlusconiani di sinistra come di destra), ma tutti ora sono come deprivati di un vero nemico pubblico. Oggi, infatti,con chi se la prendono? In ordine d’importanza, prima viene Renzi, poi (ma molto indietro) Calenda e infine tutti i berlusconiani falliti (la Santanché prima della negletta schiera). Una volta, verso la fine degli anni Ottanta, sentii un tale dire, durante una cena tra amici, che lui non si era potuto sposare e farsi una famiglia…

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.

Gentile Natalia, sto leggendo un libretto aureo, C’eravamo tanto odiati di Andrea Minuz (il Mulino) dove si parla diffusamente di antiberlusconismo. Checché se ne dica e pensi, il berlusconismo (come il fascismo) è stata l’autobiografia della nostra nazione degli ultimi trent’anni. Io sono cresciuto e maturato in questi anni di guerra incivile verso un uomo e le sue idee mentre altri si sono arricchiti (Travaglio) o giovati (i sedicenti antiberlusconiani di sinistra come di destra), ma tutti ora sono come deprivati di un vero nemico pubblico. Oggi, infatti,con chi se la prendono? In ordine d’importanza, prima viene Renzi, poi (ma molto indietro) Calenda e infine tutti i berlusconiani falliti (la Santanché prima della negletta schiera). Una volta, verso la fine degli anni Ottanta, sentii un tale dire, durante una cena tra amici, che lui non si era potuto sposare e farsi una famiglia per colpa di Andreotti. Poi è venuto Berlusconi a rendere contenti tutti gli scontenti. Che dire? Il dibattito è aperto e chi è senza peccato (di antiberlusconismo) scagli la prima pietra. Grazie
Lucio Lamberti

Nella recente e già finita osanna di Forza Italia per Berlusconi, che ha ricreato una specie di laica democristianità, io, non contando nulla, ero, sono stata tra chi ne ha detestato tutto. Forse ha ragione lei, forse non so. Io vorrei solo ricordare le quasi dimenticate grandi feste con signorine mantenute (un tempo si diceva proprio così) con stipendio e altro, per fare lui felice. Mentre per il resto ci preparava all’indifferenza per le tragedie del mondo.

Perché il film di Glazer non fa vedere la Shoah?

Gentilissima signora Aspesi, vorrei tornare sul dibattito riguardante il film La zona d’interesse. Avevo dei dubbi sull’“utilità” di vedere questa pellicola, in quanto avendo letto trama e alcune recensioni mi interrogavo sul cosa avrebbe potuto darmi una descrizione della tragedia dei campi di concentramento nazisti quando di questi campi non si vede nulla, e la drammaticità deve essere immaginata dallo spettatore solo in base a grida di dolore e fumo che si vede uscire dalle canne fumarie. Contrariamente al film, molti anni fa vidi una esposizione fotografica che crudamente mostrava gli esiti degli esperimenti nazisti sugli esseri umani: donne con i seni devastati da tumori indotti, uomini a cui venivano rotti gli arti sempre negli stessi punti per verificare quando la risaldatura naturale non sarebbe più avvenuta, fino agli esperimenti folli sui gemelli. Mi sono chiesto, guardando la pellicola di Jonathan Glazer, se chi era in sala sapeva dei bambini gemelli perfettamente sani i cui corpi venivano cuciti uno contro l’altro da Mengele, se qualcuno avesse mai letto delle donne fatte violentare dai cani lupo per divertimento, chi sapesse dei racconti atroci di Shlomo Venezia, unico ebreo sopravvissuto dei Sonderkommando, e delle donne incinte che partorivano nelle camere a gas a causa delle convulsioni provocate dallo Zyklon B. Solo se già ben si conosce tutto questo, allora guardare questo film può avere un senso. Ma dubito. La saluto cordialmente
Sergio Rodari

Mi è molto difficile cercare di capire il suo crudele discorso: lei vuole dire, forse, che chi non ha assistito alle atrocità dei campi nazisti non potrà mai rendersi conto di quel lì che poteva succedere. Ma tra un po’ non ci sarà più nessuno a testimoniare davvero i fatti, come già adesso capita con Israele, che potrebbe aver già perduto i sei milioni di morti diventati come una leggenda, poi una bugia, quindi una menzogna. La zona d’interesse è un grande film, che rispecchia un passato inesistente e vero di un’alterità spezzata, perché i bambini che giocano o si tuffano nel fiume con gli avanzi dei corpi gasati sono l’immagine di una angoscia e di una fine che di quegli anni solo il silenzio può rispettare. Mentre Glazer, come ebreo, ha il diritto di esprimersi, con tutta la violenza che la storia gli impone.

Non sono bello ma forse so baciare

Aspesi, oggi compio gli anni e ho deciso di scriverle. Lei, Natalia, scrive spesso che oggi tutte le giovani sono bellissime mentre ai suoi tempi c’erano le bruttine e la bellona di turno. E come faccio, scusi, io che non sono bello, se non di viso e occhi, chi mi prenderà allora? Mi sento distante dai parametri di oggi: i miei compagni guardano subito sedere e seno, non gli importa altro; neanche avessero 16 anni. A me piace il viso, o come penso io “il visino...”, se una ha il visino da persona emotiva, sensibile, timida allora mi attira, però non posso farmi avanti con il fisico che ho perché intorno a me sono tutti belli palestrati. Per lei, Natalia, quanto contava il fisico? E poi, scusi, come fanno a sapere se uno sia bravo a baciare o altro solo guardandogli sedere, bicipiti, addominali? Comunque vedo tante coppie, ma non molto felici... come se l’altro non desiderasse la felicità di lei o viceversa. È vero o no?
Riccardo Focardi

Già, come fanno a sapere se uno è bravo a baciare solo guardandogli il sedere? Grosso problema, di solito non c’è traccia tra un bel sedere e la capacità di baciare. Vedo però dalla sua lettera che i giovani di oggi non sono diversi da quelli di ieri:e in più si comportano come sedicenni guardando soprattutto sedere e seno. Sinceramente non so chi lei frequenti perché mi pareva che i ragazzi di oggi cercassero di farsi perdonare i tanti peccati di ieri. Ma forse mi sto sbagliando. Da quello che mi pare di capire, lei è un giovane uomo che forse non si reputa abbastanza palestrato, ma che però ha begli occhi e un bel viso. Senta, non so cosa dirle, però qualche dritta posso anche tentare di dargliela. Primo, abbandoni la voglia di trovare una ragazza timida, perché oggi le donne sono molto agguerrite e sicure di sé. In più, dicono, sanno farsi scegliere da chi gli piace e come piacergli. Io ho conosciuto uomini non molto belli ma che hanno imparato a farsi apprezzare e poi innamorare, evitando quella timidezza che le donne hanno buttato nel cestino. Consiglio: le donne sono diventate più forti, si affidi a loro, sapranno come cavarsela.

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