Cinque Terre: contro l’assalto del turismo anche l’intelligenza artificiale
di Michela BompaniManarola (La Spezia). Droni, satelliti, semafori, e anche un algoritmo, per gestire l’overtourism. Ovvero quell’invasione di visitatori che traboccano nei borghi e nei sentieri a picco sul mare. Così il Parco nazionale delle Cinque Terre ha deciso di sperimentare un nuovo modello digitale per gestire i flussi, costruendo un’infrastruttura per la raccolta e l’elaborazione dei dati, unita a misure più tradizionali, anche se inedite per un sito Unesco.
E, per la prima volta in Italia, nelle acque di un’area marina protetta viene istituita una “Ztl”, zona a traffico limitato, per ridurre l’inquinamento acustico. Tutto questo alla vigilia di una stagione in cui il Parco prevede di superare i 4 milioni di turisti. Anche perché, a metà dell’estate, riaprirà tutta la Via dell’Amore, uno dei più suggestivi e noti sentieri al mondo, a picco sul mare, chiuso nel 2012 dopo il crollo di un costone di roccia in cui rimasero ferite quattro turiste.
Manarola (La Spezia). Droni, satelliti, semafori, e anche un algoritmo, per gestire l’overtourism. Ovvero quell’invasione di visitatori che traboccano nei borghi e nei sentieri a picco sul mare. Così il Parco nazionale delle Cinque Terre ha deciso di sperimentare un nuovo modello digitale per gestire i flussi, costruendo un’infrastruttura per la raccolta e l’elaborazione dei dati, unita a misure più tradizionali, anche se inedite per un sito Unesco.
E, per la prima volta in Italia, nelle acque di un’area marina protetta viene istituita una “Ztl”, zona a traffico limitato, per ridurre l’inquinamento acustico. Tutto questo alla vigilia di una stagione in cui il Parco prevede di superare i 4 milioni di turisti. Anche perché, a metà dell’estate, riaprirà tutta la Via dell’Amore, uno dei più suggestivi e noti sentieri al mondo, a picco sul mare, chiuso nel 2012 dopo il crollo di un costone di roccia in cui rimasero ferite quattro turiste.
I totem interattivi
Partiamo dal primo Piano digitale biennale per suddividere e distribuire i flussi che è stato appena approvato e realizzato con la consulenza della società esperta in mobilità Mic Hub. C’è il via libera a un sistema di “totem interattivi” montati all’imbocco dei sentieri: un po’ contapersone, un po’ semafori per bloccare i turisti in caso di sovraffollamento.
I dati e le immagini – raccolte anche grazie ai droni – confluiscono in una dashboard, che servirà per gestire chiusure e informazioni. Che arriveranno ai turisti semplicemente consultando un’app sul telefonino. E, poiché in molte zone il segnale telefonico è assente,«faremo come in Africa» spiega Andrea Granelli, advisor strategico per il digitale del Parco «con sistemi alimentati con energia autogenerante, per poi sfruttare la connettività satellitare e sviluppare una rete di avvisi, in una zona che per eventi meteo o movimenti franosi può diventare pericolosa».
Un algoritmo, inoltre, lavorerà i dati storici degli arrivi dei turisti e i dati climatici, oltre a ricevere le rilevazioni in tempo reale delle presenze. «Il risultato permetterà di aggiornare i visitatori sulle zone troppo affollate e quelle meno, suggerendo itinerari alternativi».
Sul sentiero che collega Monterosso, Vernazza e Corniglia non soltanto tornerà il “senso unico” per fasce orarie, già introdotto l’anno scorso, ma arriveranno nuovi totem-semafori, che in caso di super afflusso bloccheranno gli accessi.
E nei giorni da “bollino rosso” su tutto il territorio sono previsti presìdi anche per vietare l’accesso a chi indossa le scarpe infradito, che il regolamento del Parco vieta sui 130 chilometri di ripidi sentieri che attraversano terrazze e vigneti. Anche la via dell’Amore avrà un accesso contingentato – e a pagamento.
Il numero chiuso
Poi ci sono le singole azioni dei Comuni. Riomaggiore ha inserito l’affollamento turistico nel piano di Protezione civile ed è pronto a far scattare, proprio come avviene per il meteo, l’allerta: chiudendo borghi, sentieri e banchine se si supera il “carico” di visitatori ammesso.
«Visto che la responsabilità della Protezione civile è del sindaco, voglio tutelare il territorio, i residenti e la sicurezza dei turisti, e non ho intenzione di finire in galera», sintetizza la sindaca Fabrizia Pecunia. Il controllo degli ingressi, nel borgo di Manarola (che fa parte del comune di Riomaggiore), è scattato da ieri, e punta a tutelare la “pubblica incolumità”.
La sindaca ha anche fatto partire l’iter amministrativo per adottare altre misure di sicurezza, insieme a Rfi e Trenitalia, per evitare gli affollamenti nelle stazioni. Non solo, il borgo potrà chiudere anche dal mare: se le presenze supereranno la soglia critica, alle compagnie di battellieri verrà interdetto l’attracco.basta con le friggitorie La gestione turistica passa anche da una riorganizzazione dell’offerta commerciale.
E sono diversi i Comuni che si stanno regolamentando. A Riomaggiore, per esempio, si è deciso di vietare l’apertura di friggitorie, negozi di kebab, sex shop, night club e discoteche.
«L’obiettivo è alzare la qualità: tutte le nuove aperture dovranno avere la certificazione Cets, la Carta europea del turismo sostenibile, rilasciata dal Parco», continua la sindaca Pecunia. Che ha inserito una nuova clausola, inedita, che obbliga gli esercizi commerciali a “destagionalizzarsi” (e quindi contribuendo a spalmare i flussi): dovranno pianificare e garantire al Comune aperture anche nei mesi invernali.
Biglietto quanto mi costi
Molto contestata, invece, è la manovra per gestire l’overtourism introdotta dalla Regione Liguria, con rincari che arrivano al 100 per cento dei biglietti del Cinque Terre Express, il treno riservato ai turisti che collega Levanto o La Spezia con i borghi e attraverso cui passa oltre il 70 per cento dei visitatori.
Dal 16 marzo – nei week end, nei ponti, a luglio e agosto – il biglietto giornaliero costa 32,50 euro. Le nuove tariffe hanno scatenato le proteste del Comitato Cinque Terre Unite, con sindaci, residenti e operatori economici e turistici che le definiscono discriminatorie.
Contro il caro biglietto ci sono già tredici ricorsi al Tar e due al Presidente della Repubblica, mentre il sindaco di Monterosso, Emanuele Moggia, parla di «danno d’immagine». Il presidente della Regione, Giovanni Toti, però, difende la scelta: «Grazie a queste tariffe, gli studenti della Liguria non pagano l’abbonamento per andare a scuola, i pendolari non hanno avuto aumenti e i cittadini delle Cinque Terre hanno l’80 per cento di sconto sui treni».
Anche il Parco ha deciso di ritoccare il ticket di accesso ai sentieri, per un numero limitato di giorni “rossi”, venti all’anno: la Trekking card giornaliera raddoppia a 15 euro, anche se si tratterebbe di una tassa di salvaguardia, interamente reinvestita nella protezione del territorio.
Popolazione residente: 4 mila
Il Parco delle Cinque Terre si trova così a sperimentare, sul proprio territorio, soluzioni a cui guardano tutte le città d’arte italiane, altri parchi e complessi culturali alle prese con la gestione dei turisti. «Servono modelli nuovi che prima però vanno sperimentati» ci dice Donatella Bianchi, presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre «lo stiamo facendo, ben sapendo che le sfide complesse non si vincono in una stagione.
Costruire una strategia a medio e lungo termine significa monitorare costantemente l’andamento delle misure. L’obiettivo finale è intercettare alla partenza i turisti e gestirli prima che arrivino».
Anche perché, dopo il Covid, le navi da crociera che attraccano a La Spezia portano oltre due milioni di turisti, sui tre milioni e mezzo che arrivano ogni anno nelle Cinque Terre (la popolazione residente è di 4 mila persone). Perciò serve un modello «più sostenibile per il territorio, più in linea con le esigenze del turista e competitivo su scala internazionale», dice Bianchi che, entro l’estate, presenterà il nuovo piano nel quale è anche contenuta la Ztl marina.
«L’abbiamo istituita dopo l’analisi dei dati sull’inquinamento acustico e gli impatti sulla fauna ittica raccolti negli ultimi cinque anni dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dall’Università della Sorbona, dall’Università di Perpignan, dall’Istituto Chorus e dalla Stazione zoologica Anton Dohrn. Siamo un laboratorio di sostenibilità, ma anche un luogo di vita, di produzioni agricole eroiche e di turismo. Proviamo a dare soluzioni innovative, sperando siano utili anche ad altri».
Sul Venerdì del 26 aprile 2024