L’arte della pelletteria può diventare sostenibile? La risposta ce la dà Bulganeri, che per le sue creazioni utilizza soltanto materiali in pelle vegetale. Questa storia nasce con un pezzo di “pelle” vegetale che Lorenzo Bulgarini, patron della pelletteria Bulganeri, si trova un bel giorno a maneggiare. Si tratta di un materiale prodotto da un’azienda italiana sfruttando le caratteristiche dei polioli del mais coltivato per usi non alimentari. Un tessuto che, a parte l’odore, appare al pellettiere in tutto e per tutto simile alla pelle che lui utilizza per le sue confezioni. Ma quel materiale ha la stessa affidabilità e durabilità della pelle animale? Per esserne certo Bulgarini ne testa la resistenza nelle situazioni più improbabili. I risultati vanno al di là delle sue aspettative, e anche i costi di approvvigionamento e di lavorazione sono in linea. E così nel 2022 la Bulganeri realizza una prima linea di oggetti in pelle cento per cento vegetale. Il confine è valicato e, a quel materiale, presto viene affiancata un’altra pelle vegetale. Anche questa prodotta in Italia ma stavolta derivata dai residui della vinificazione delle uve. Una soluzione che permette all’azienda fiorentina di affrancarsi definitivamente dall’uso di pelle tradizionale. Utilizzare questi materiali, risponde alle esigenze della clientela che ricerca soluzioni animal-free e permette di ridurre l’impronta carbonica. I materiali usati per realizzare le borse, le cinture, i portafogli, e presto anche le calzature della Bulganeri, se da una parte danno una seconda vita agli scarti della vendemmia, dall’altra supportano lo sviluppo di materiali a bilancio carbonico positivo, come i tessuti in polioli di mais, il cui ciclo di produzione assorbe più CO2 di quanta ne generi. Benvenuto nei #GreenHeroes a Bulganeri, e benvenuta anche la pelletteria tra le arti sostenibili.
Sul Venerdì del 26 aprile 2024