Natalia Aspesi: sognando una premier di sinistra
di Natalia AspesiLa rubrica di Natalia Aspesi si è presa una breve vacanza: non sarà sul numero del Venerdì di oggi, 10 maggio, ma tornerà la prossima settimana
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Gentile Natalia, mi domando e le domando, dopo aver letto delle 19 miliardarie italiane, se ha ancora un senso parlare di quote rosa e di premier donne. La verità è che, per ogni casalinga meridionale (una volta si sarebbe detto di Voghera) c’è una donna italiana che comanda, opera e gestisce come e meglio degli uomini. Detto ciò, io credo ci sia una profondissima differenza tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein e cioè che la prima è nata per governare, mentre la seconda per amministrare. A parte il fatto che la Meloni fa politica da trent’anni, c’è in questa donna qualcosa che le menti italiane più illuminate non vogliono vedere. Volgarmente direi “gli attributi”, più specificamente che è una combattente pura perché individua sempree prima d…
La rubrica di Natalia Aspesi si è presa una breve vacanza: non sarà sul numero del Venerdì di oggi, 10 maggio, ma tornerà la prossima settimana
Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.
Gentile Natalia, mi domando e le domando, dopo aver letto delle 19 miliardarie italiane, se ha ancora un senso parlare di quote rosa e di premier donne. La verità è che, per ogni casalinga meridionale (una volta si sarebbe detto di Voghera) c’è una donna italiana che comanda, opera e gestisce come e meglio degli uomini. Detto ciò, io credo ci sia una profondissima differenza tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein e cioè che la prima è nata per governare, mentre la seconda per amministrare. A parte il fatto che la Meloni fa politica da trent’anni, c’è in questa donna qualcosa che le menti italiane più illuminate non vogliono vedere. Volgarmente direi “gli attributi”, più specificamente che è una combattente pura perché individua sempree prima degli altri il suo vero nemico; che oggi non può che essere il partito di Elly Schlein e cioè tutti coloro che l’hanno convintamente votata alle primarie perché portasse avanti la feroce e ingarbugliata questione del gender. La Meloni sa benissimo quali sono le priorità del governo attuale e cerca di attuare il suo programma nel disinteresse dell’opposizione che, invece, si occupa e preoccupa solo di questioni a latere e comunque non prioritarie. Perciò, la Meloni ribatte sempre a tono il suo «Me ne frego» delle istanze della sinistra mentre fa veramente ciò che vuole a livello sia nazionale che internazionale. Ora, l’unica cosa che resterebbe da fare alla Schlein sarebbe di far cadere il governo attaccando, di volta in volta,i suoi ministri, pur sapendo che il premier non è ancora tale poiché è solo un primus inter pares che non potrebbe mai discacciare un suo ministro né fare il solito rimpasto così caro alla vecchia Prima Repubblica, pena il suo decadimento di vero e proprio premier. Infatti,la Meloni ha un unico vero obiettivo e cioè quello di riformare la Costituzione lì dove Craxi e Renzi hanno fallito. Grazie.
Luigi Lamberti
Lei mi spaventa con questa sua capacità di vedere un vero e proprio futuro dove la Schlein amministra e la Meloni comanda. Dico amministrare e comandare in tempi in cui mi pare stiano facendo le prove, perché io non riesco a pensare che due signore riescano già ad amministrare e comandare. Forse ha ragione lei, le donne della “compianta” Voghera non esistono più, e hanno imparato benissimo a comandare. In un mondo in cui la Meloni, e persino la Schlein, dovrebbero decidere, mi perdoni, dopo averlo noi tanto desiderato, e invece mi lasciano gelata. La donna premier, la premier che chissà perché la si immaginava di sinistra come se la destra non includesse donne, ha sbaragliato la sinistra inconcludente e ha vinto. Chiedo scusa per questa tremenda, orribile, spaventosa idea: non era meglio se, per questa volta, si lasciavano le donne a casa? Così non avremmo smesso di sognare una premier donna ovviamente di sinistra, escludendo come ovvio Meloni. Che poi è arrivata con la sua valanga di ministri che vengono dal nulla e dal vuoto, lasciando inamovibili anche gli impresentabili, quelli che gli errori gravi li hanno fatti e rifatti. Ne hanno fatti e rifatti, ma vanno bene così.
Che nostalgia quei nostri vent’anni fa
Gent.ssima Natalia, buon pomeriggio, le scrivo questa mia, finalmente dopo tempo che volevo farlo. La seguo da venti anni circa, quando aspettando il treno in stazione per lavoro, volevo acquistare una rivista che fosse anche interessante e presi il Venerdì che non conoscevo e nello sfogliarlo lessi le sue risposte che mi incuriosivano molto. Da quel momento ho sempre cercato di acquistarlo per così continuare la sua lettura. Adesso sono in pensione e dopo varie vicissitudini continuo sempre a comprarlo. Le faccio i miei migliori Auguri di buon proseguimento e che si conservi così sagace. Non mi rendo conto di come siano passati troppo veloci questi anni e ho molta nostalgia di quei tempi anche se non facili. Con affetto l’abbraccio.
N. M.
Lei parla di nostalgia, di quei tempi che vivevamo forse con difficoltà e che oggi ricordiamo come il bello del passato. Vent’anni fa... quanto tempo e, lei, gentile, mi è rimasto amico, suggerendomi di continuare nell’essere sagace. Che parola strana, che non mi si adatta e che invece rispecchia quello che ero ,o quello che sono. Ma soprattutto quella che ero e che in parte è volato via. Per questo la ringrazio nel ridarmi quella voglia di esistere e di essere felice che, mi dispiace, stavo per dimenticare. Anche a lei un abbraccio.
Non è meglio la Fornero di Ursula von der Leyen?
L’oggetto ti potrebbe sembrare paradossale, ma è la pura realtà. Mi piacerebbe parlarti del nuovo libro di cui ti ho fatto cenno, ma credo sarebbe tanto lungo e dispendioso e non ti vorrei annoiare. Ho in animo di descriverti alcune notti a loro modo “erotiche “ secondo me da trascorrere rispettivamente con: Rosy Bindi, Dacia Maraini, Elsa Fornero e Liliana Segre. Non ti dispiacere se non ti cito perché nei tuoi confronti ho maturato tanto affetto che l’erotismo non sarebbe a modo mio, ma come il termine permetterebbe. Intorno a noi il mondo sta crollando e nessuno sembra rendersene conto. Ti chiedo, metaforicamente ovvio, come mai personaggi come Netanyahu, Macron, Putin e tanti altri abbiano diritto alla loro consacrazione di leader dopo averli visti e sentiti nelle loro elucubrazioni. Quello che penso è considerarli come il bimbo che mette le dita nella presa elettrica perché non sa quello che fa e cosa potrebbe causargli il gesto. Ma possibile che a noi è rimasto il meno da vivere e dobbiamo prevedere di terminare in mezzo a sfracelli? Il pulcino nero avrebbe detto: «Ma è un’ingiustizia però». E risolveva Mira Lanza. Invece non possiamo fare nulla, ci toccherà subire ogni conseguenza all’insegna del “Chi vò Die, se lu prega”. Degli sfracelli Italici oggi non voglio parlare, ho già dato e non ne posso più di ascoltarmi nell’eterna litania dell’impotenza. Altra cosa che ora mi opprime è che, nel prossimo rinnovo del Parlamento europeo, sembra dovrà seguire la nomina a comandare alla Ursula von der Leyen, scialba, con qualità acrobatiche che farebbero furore in un grande circo equestre, ma non nella disastrata Europa che meriterebbe un elemento di spessore, prestigio e qualità del tipo: uno dei Fondatori, uno, a caso . Invece… ci toccherà baloccarci con questa donnina anemica, dal costante pallore, che non sarà mai in grado di prendere decisioni di spessore.
Serafino
Un po’ mi dispiace, lei sa come anche a cent’anni noi signore vorremmo essere al centro dell’attenzione, o quasi. Penso che anche le signore saranno lusingate, soprattutto la Fornero, che è una donna di gentile intelligenza e secondo me, riportandoci al giusto passato, anche piuttosto d’antan sexy. E poi, sì, i tempi sono orribili,i grandi capi che decidono per noi ci fanno orrore, vecchi, brutti, rifatti, che Gesù, se posso suggerire, provi a strafulminarli, loro e le loro guerre pazze. Quanto poi alla sua antipatia per la povera von der Leyen, è vero, ha troppe giacche perfette, è sempre ben pettinata, è riuscita a restare magra, ha ben sette figli e bacia continuamente la Meloni, ma io non le ho dato molto peso, chissà, forse ha ragione lei. Abbia pazienza, dei libri che mi ha mandato, forse ne parlerò, e per ora, non avendoli ancora letti, mi sono chiesta perché sono così magri. Forse è il loro bello. Avvertenza micidiale: non mandatemi nessun libro scritto da voi se non siete Dostoevskij o sicuri di esserlo.
Sul Venerdì del 3 maggio 2024