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Il codice segreto della fratellanza

Wu Kang Ren (a sinistra) e Jack Tan sono i protagonisti del film Come fratelli-Abang e Adik, dell’esordiente regista malese Jin Ong 
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È una scena in cui ho pensato: «non è solo un bel film, è un film con una scena memorabile». Due fratelli, giovani e poveri, seduti al loro tavolo da pranzo, da mangiare hanno un uovo sodo a testa, ciascuno lo rompe picchiettando il guscio sulla fronte dell’altro. Capiamo subito che non è la momentanea trovata di due ragazzi, ma un rituale che appartiene solo a loro. È un codice segreto, il senso di un legame, il simbolo inconsapevole di una rinascita sperata e fallita, pulcini che vengono al mondo incrinando ogni giorno la superficie della vita. I due fratelli, di strada e forse di sangue, sono Abang e Adik, inseparabili, uno la famiglia dell’altro.

Il maggiore è muto da sempre, lavora infaticabilmente e vive secondo le leggi della gentilezza e dell’accudimento. L’altro è fragile e arrabbiato, brucia in lui la ferita dell’abbandono e ha una scatola di latta da riempire di soldi, non importa in che modo. Come fratelli - Abang e Adik, è l’esordio del già pluripremiato regista malese Ji…

È una scena in cui ho pensato: «non è solo un bel film, è un film con una scena memorabile». Due fratelli, giovani e poveri, seduti al loro tavolo da pranzo, da mangiare hanno un uovo sodo a testa, ciascuno lo rompe picchiettando il guscio sulla fronte dell’altro. Capiamo subito che non è la momentanea trovata di due ragazzi, ma un rituale che appartiene solo a loro. È un codice segreto, il senso di un legame, il simbolo inconsapevole di una rinascita sperata e fallita, pulcini che vengono al mondo incrinando ogni giorno la superficie della vita. I due fratelli, di strada e forse di sangue, sono Abang e Adik, inseparabili, uno la famiglia dell’altro.

Il maggiore è muto da sempre, lavora infaticabilmente e vive secondo le leggi della gentilezza e dell’accudimento. L’altro è fragile e arrabbiato, brucia in lui la ferita dell’abbandono e ha una scatola di latta da riempire di soldi, non importa in che modo. Come fratelli - Abang e Adik, è l’esordio del già pluripremiato regista malese Jin Ong,un esordio magnifico che attraversa i generi senza paura, dal realismo far east al melodramma noir. La storia, immune da facili cliché e fassbinderianamente orientale, di due invisibili del quartiere Pasar Pudu di Kuala Lumpur (mercati di frutta, mille etnie, lingue e dialetti, traffico di migranti, niente famiglia, documenti e diritti) che possono vivere contando solo sul battito del loro cuore che si estende dalla tenerezza alla ferocia.

Dal titolo del film tutti pensiamo che Abang e Adik siano i nomi dei due ragazzi: sono invece le parole malesi per dire “fratello e fratellino”. Una coppia simbiotica che solo nella costruzione disperata della fratellanza riesce a trovare, a un prezzo altissimo, quell’identità cercata invano in un’anagrafe meccanica e crudele incapace di partorire il documento che dice “sei nato, tu esisti”.

Sul Venerdì del 10 maggio 2024

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