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Carlo Lucarelli: il cold case dei pesciolini rossi

Massimo Iorio detto Max, ucciso nel 1997. Il caso fu risolto solo nel 2012, grazie ai progressi nelle analisi del Dna. L’assassino, si scoprì, era Zoran Ahmetovic, che si accanì anche sui pesci di Max 
BRUTTE STORIE: Un omicidio brutale con un dettaglio indimenticabile
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Nella cronaca, come nei romanzi gialli, sono i dettagli più strani che si imprimono nei ricordi, accendendola fantasia. Max, per esempio, ucciso a Rimini nel marzo del 1997.

Le colleghe del Comune di Rimini non l’hanno visto arrivare quella mattina, ed è strano perché è un impiegato modello. Il pomeriggio il suo ex compagno va a suonare alla sua porta, nessuna risposta, ma siccome una volta vivevano insieme sa dove stanno le chiavi di riserva ed entra. Max è in camera da letto, sotto una massa di vestiti tirati fuori dall’armadio, è stato strangolato e poi finito a coltellate. E sul pavimento, in una pozza d’acqua ormai quasi asciugata, ci sono due dei tre pesciolini rossi che Max teneva in una brocca, il terzo è nel bidone della spazzatura, schiacciati con altrettanta folle violenza.

Chi è …

Nella cronaca, come nei romanzi gialli, sono i dettagli più strani che si imprimono nei ricordi, accendendola fantasia. Max, per esempio, ucciso a Rimini nel marzo del 1997.

Le colleghe del Comune di Rimini non l’hanno visto arrivare quella mattina, ed è strano perché è un impiegato modello. Il pomeriggio il suo ex compagno va a suonare alla sua porta, nessuna risposta, ma siccome una volta vivevano insieme sa dove stanno le chiavi di riserva ed entra. Max è in camera da letto, sotto una massa di vestiti tirati fuori dall’armadio, è stato strangolato e poi finito a coltellate. E sul pavimento, in una pozza d’acqua ormai quasi asciugata, ci sono due dei tre pesciolini rossi che Max teneva in una brocca, il terzo è nel bidone della spazzatura, schiacciati con altrettanta folle violenza.

Chi è stato? Max era una persona eccezionale, sensibile, disponibile, simpatica, lo ricordano tutti così, amici e colleghi, perché è stato ucciso in quel modo? È la domanda che domina le inchieste di inquirenti e stampa, naturalmente, ma assieme a quella ce n’è un’altra che si insinua sempre nelle ricostruzioni, quasi fosse più urgente, e infatti in questo piccolo riassunto dei fatti io l’ho messa alla fine, dove va il colpo di scena, addirittura dopo la morte di Max.

E i pesciolini rossi? Perché i pesciolini rossi?

L’omicidio di Max è stato risolto. Max era stato visto la sera prima in una discoteca assieme a un giovane, che aveva presentato come Michele. Dopo indagini a 360 gradi, come si dice, che avevano coinvolto e pienamente scagionato molte persone vicine a Max, “Michele” era diventato il principale indiziato.

Di lui, però, si aveva soltanto un identikit, che non aveva portato a nulla. L’omicidio era diventato un cold case in attesa dei progressi tecnologici delle indagini scientifiche, e infatti, quindici anni dopo, l’analisi del Dna su una goccia di sangue repertata nell’appartamento assieme a quello presente su alcuni mozziconi di sigaretta, finisce per dare un nome all’assassino, un giovane pregiudicato, che viene arrestato, confessa e si prende sedici anni di galera.

Violenza, patologie psichiatriche, omofobia, una furia omicida che si era scatenata su Max e anche sui pesciolini, quasi fossero una parte di lui. La tenacia della procura e una indagine correttamente eseguita a suo tempo hanno portato alla soluzione dell’omicidio di Max, che era un giovane straordinario, amato da tutti, la cui morte resterà comunque per tanti “il caso dei pesciolini rossi”.

Sul Venerdì del 24 maggio 2024

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