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Nel 1600 i jeans esistevano già. Le prove nei quadri di un misterioso pittore italiano

La donna che cuce 
A Milano vanno in mostra le opere di uno sconosciuto pittore lombardo che già nel diciassettesimo secolo ritraeva i suoi soggetti vestiti di denim. Con effetti sorprendenti
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Quello che vediamo è vero denim, sono jeans autentici, duecento anni prima dell’arrivo di Levi Strauss, il commerciante di San Francisco che li avrebbe inventati secondo l’immaginario collettivo. Li dipinse un autore di area lombarda della seconda metà del 1600, specializzato nel ritrarre soggetti con addosso quello strano tessuto divenuto, molto tempo dopo, così di moda.

Da questo mese la Galleria Canesso di Milano e Parigi, per festeggiare i suoi trent’anni di attività espone, tra altre gemme rinascimentali e barocche, diversi oli su tela del cosiddetto “Maestro della tela Jeans”, un artista scoperto dallo stesso Maurizio Canesso, tra i più grandi mercanti d’arte al mondo.

Quasi nessuno sa che già nel Sedicesimo secolo si commercializzava in Italia una tela simile al fustagno che i francesi chiamarono blue jeans, “blu di Genova”. Ma veniva usata per fabbricare le vele dei mercantili, non per vestirsi, come in questi quadri sorprendenti. «Il suo nome vero? Non lo sappiamo, nonostante…

Quello che vediamo è vero denim, sono jeans autentici, duecento anni prima dell’arrivo di Levi Strauss, il commerciante di San Francisco che li avrebbe inventati secondo l’immaginario collettivo. Li dipinse un autore di area lombarda della seconda metà del 1600, specializzato nel ritrarre soggetti con addosso quello strano tessuto divenuto, molto tempo dopo, così di moda.

Da questo mese la Galleria Canesso di Milano e Parigi, per festeggiare i suoi trent’anni di attività espone, tra altre gemme rinascimentali e barocche, diversi oli su tela del cosiddetto “Maestro della tela Jeans”, un artista scoperto dallo stesso Maurizio Canesso, tra i più grandi mercanti d’arte al mondo.

Quasi nessuno sa che già nel Sedicesimo secolo si commercializzava in Italia una tela simile al fustagno che i francesi chiamarono blue jeans, “blu di Genova”. Ma veniva usata per fabbricare le vele dei mercantili, non per vestirsi, come in questi quadri sorprendenti. «Il suo nome vero? Non lo sappiamo, nonostante la domanda sia stata girata a parecchi storici dell’arte», spiega Canesso. Ecco la Donna che chiede l’elemosina con due bambini: la sua vaporosa gonna alla caviglia è decisamente jeans, come in La donna che cuce e due bambini e ne Il pasto frugale.

Se osserviamo bene Il piccolo mendicante con focaccia ripiena quello che sfoggia sembra proprio un Levi’s 501 ante litteram. «Il primo dipinto del Maestro della tela Jeans lo acquistai nel 2004 in un’asta a New York. Dopo una lunga ricerca, ne ho trovati tanti: sette li ho venduti e tre sono ancora in mio possesso». Quanto valgono? «Dai 100 mila a più di un milione d’euro». Il resto della storia lo conosciamo.

I blue jeans (ri)nati come comodi e indistruttibili pantaloni americani da lavoro, il modello iconico di James Dean, la conquista dell’Europa. I blue jeans colorati e a zampa, sexy e gender fluid, griffati o di piazza. Abito democratico e quattro stagioni, ognuno di noi ne ha l’armadio pieno. «L’opera d’arte è una sospensione del tempo» disse Pierre Bonnard. E forse senza l’ignoto maestro lombardo non ci sarebbe stato Fonzie.

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