✕

Ma dove vai, Nobel in bicicletta?

ORA D’ARIA Le imprese su due ruote di Einstein, Russell, Shaw
1 minuti di lettura

È ben nota la formula di Einstein: «La vita è come andare in bicicletta: si deve avanzare per non perdere l’equilibrio». La scrisse al figlio (“Das Leben ist wie Fahrrad fahren...”) il 5 febbraio 1930, mentre era a Pasadena, dove aveva concordato di insegnare per tremila dollari l’anno; la moglie rinegoziò a 15 mila. Einstein non aveva la patente e non nuotava, ma era forte a vela e in bicicletta, e dichiarò che la teoria della relatività speciale gli era venuta in mente mentre andava in bici.

Pedalare può schiarire le idee; Bertrand Russell, dei Russell di Bedford, “conti e duchi” (come specifica Claudio Gregori nel delizioso I vagamondi. Scrittori in bicicletta, da 66thand2nd) realizzò all’improvviso, mentre pedalava in campagna, che non amava più la moglie Alys (la lasciò). Russell era dist…

È ben nota la formula di Einstein: «La vita è come andare in bicicletta: si deve avanzare per non perdere l’equilibrio». La scrisse al figlio (“Das Leben ist wie Fahrrad fahren...”) il 5 febbraio 1930, mentre era a Pasadena, dove aveva concordato di insegnare per tremila dollari l’anno; la moglie rinegoziò a 15 mila. Einstein non aveva la patente e non nuotava, ma era forte a vela e in bicicletta, e dichiarò che la teoria della relatività speciale gli era venuta in mente mentre andava in bici.

Pedalare può schiarire le idee; Bertrand Russell, dei Russell di Bedford, “conti e duchi” (come specifica Claudio Gregori nel delizioso I vagamondi. Scrittori in bicicletta, da 66thand2nd) realizzò all’improvviso, mentre pedalava in campagna, che non amava più la moglie Alys (la lasciò). Russell era distratto, e gli amici attribuiscono a un lavoro di cui si occupava all’epoca sullo spazio non euclideo l’incidente che coinvolse due futuri premi Nobel in bici. Disattendendo il consiglio di Conan Doyle – «Pedala pensando solo al viaggio che stai facendo» – Russell interruppe di colpo “l’estasi matematica” in cui era immerso vedendo un cartello; si bloccò e scese dalla bicicletta. Lo seguiva da vicino George Bernard Shaw, che riteneva che «andare in bicicletta è una cosa capitale per un letterato», ma nonostante praticasse il nuoto, la boxe e il pattinaggio su ghiaccio, in bici era scarso; aveva iniziato solo a 39 anni nel 1895, e si era sottoposto a umilianti lezioni a pagamento (dodici), restando soggetto a frequenti, “omeriche” cadute. Era dunque un principiante quando fece con Russell e Sidney Webb, l’economista e futuro ministro, una gita in bici raccontata dallo Sheffield Independent il 20 settembre 1895.

Shaw investì Russel nel suo brusco alt, e ne seguì, testimoniò il giornale, «a terrific smash». Shaw fece un volo di cinque metri atterrando sulla schiena, ma riuscì a rimettersi sul sellino e a tornare (sedici miglia) a casa. Russell, sessant’anni dopo, raccontò che la sua bicicletta era rimasta distrutta dall’incidente, ed era rientrato in treno: così lento, che a ogni stazione Shaw si presentava al finestrino per deriderlo. Shaw ebbe il Nobel nel 1925, Russell nel 1950 (entrambi per la Letteratura). Nel 1898, Shaw aveva preso in moglie, a quarantadue anni, un’appassionata ciclista, Charlotte Payne-Townshend. Charlotte era “fabiana” (presocialista) e femminista; lo aveva chiesto per marito, e Shaw aveva risposto di no. Nell’aprile del ’98 però, lui le scrisse di aver avuto un incidente e di non riuscire a camminare. Lei era in Italia, accorse in suo aiuto, lo fece operare, e lo sposò.

Sul Venerdì del 31 maggio 2024

Leggi i commenti