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Il Cosmopolitan a Bologna è il primo hotel totalmente eco

L’hotel Cosmopolitan a Bologna. 
La struttura è ad emissioni zero. Ed è alimentata da pannelli fotovoltaici. Alle aziende del settore piace, anche perché fa bene ai bilanci
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BOLOGNA. Sapete che ogni singolo pernottamento in un albergo genera 7,5 chili di CO2? E che possono essere sufficienti interventi come la sostituzione delle caldaie alimentate a gas metano con pompe di calore elettriche per abbattere drasticamente le emissioni nocive? La dimostrazione arriva dall’università di Bologna e da un hotel del capoluogo emiliano, il Cosmopolitan, che ha stabilito un record: è il primo albergo in Italia a emissioni zero. «Presto apriremo anche a Forlì e a Lido di Savio, nel Ravennate», dice Agostino Scialfa, l’imprenditore a cui fanno capo le tre strutture ricettive. Il Cosmopolitan, che conta 139 camere ed è specializzato nel turismo d’affari, è già molto richiesto dalle aziende che si sono dotate del bilancio di sostenibilità per i soggiorni dei manager in trasferta. Al termine di ogni pernottamento, infatti, viene rilasciato un certificato che attesta che il cliente non ha inquinato.

Tutto è nato dalla passione di Scialfa per due libri Il nostro mondo in f…

BOLOGNA. Sapete che ogni singolo pernottamento in un albergo genera 7,5 chili di CO2? E che possono essere sufficienti interventi come la sostituzione delle caldaie alimentate a gas metano con pompe di calore elettriche per abbattere drasticamente le emissioni nocive? La dimostrazione arriva dall’università di Bologna e da un hotel del capoluogo emiliano, il Cosmopolitan, che ha stabilito un record: è il primo albergo in Italia a emissioni zero. «Presto apriremo anche a Forlì e a Lido di Savio, nel Ravennate», dice Agostino Scialfa, l’imprenditore a cui fanno capo le tre strutture ricettive. Il Cosmopolitan, che conta 139 camere ed è specializzato nel turismo d’affari, è già molto richiesto dalle aziende che si sono dotate del bilancio di sostenibilità per i soggiorni dei manager in trasferta. Al termine di ogni pernottamento, infatti, viene rilasciato un certificato che attesta che il cliente non ha inquinato.

Tutto è nato dalla passione di Scialfa per due libri Il nostro mondo in fiamme di Greta Thunberg e I numeri non mentono, saggio sui cambiamenti climatici dell’ingegnere statunitense Vallav Smil – e dalla partnership con Turtle, spin off dell’ateneo bolognese fondato da Augusto Bianchini, docente di Ingegneria degli impianti industriali meccanici. Insieme hanno progettato la misurazione degli inquinanti emessi dall’albergo (380 tonnellate all’anno di anidride carbonica) e deciso dove intervenire. Così, per esempio, è stato eliminato l’impianto di riscaldamento a gas metano e sul tetto sono stati installati pannelli fotovoltaici da 91 kw.

E così tutto l’albergo, che ha anche tre arnie in giardino, è alimentato da energia elettrica da fonti rinnovabili. Per i residui di CO2, Scialfa ha stretto un accordo con due aziende, una trentina e l’altra veneta, che li compensano con i carbon credit (i certificati che corrispondono a una tonnellata di anidride carbonica non emessa o assorbita), che possono essere acquistati da imprese e istituzioni per contribuire economicamente a progetti compensativi di tutela ambientale. L’investimento totale è stato di oltre 3,2 milioni. Ma Scialfa si mostra tranquillo: «La sostenibilità è redditizia. Solo con l’efficientamento energetico risparmiamo il 20 per cento all’anno».

Sul Venerdì del 31 maggio 2024

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