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Natalia Aspesi: Hiroshima, io me la ricordo

Disegno di Mojmir JeŽek 
QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE: Ogni settimana le risposte alle lettere dei lettori
5 minuti di lettura

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.

Gentile signora Aspesi, provo sempre un grande piacere quando Lei pubblica le mie lettere e per questo la ringrazio moltissimo. Nel suo commento sulla rubrica del 24 maggio ha fatto bene a ricordare Hiroshima e Nagasaki, cosa che non ho fatto nella mia lettera e invece avrei dovuto. Quando si parla di bomba atomica, definizione ormai obsoleta, il pensiero va subito a quelle due città rase al suolo in pochi istanti, irriconoscibili ma con qualche scheletro di rare costruzioni sopravvissute per non dimenticare. La maggior parte delle persone che vi abitavano sicuramente non si sono neppure rese conto di morire, per quelle sopravvissute deve essere stato terribile sopportare sofferenze atroci. Chi ha ordinato di sganciare le due bombe sapeva perfettamente quali effetti devastanti avrebbero avuto, i molti test eseguiti nei deserti americani avevano già dimostrato i loro risultati. Mi s…

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.

Gentile signora Aspesi, provo sempre un grande piacere quando Lei pubblica le mie lettere e per questo la ringrazio moltissimo. Nel suo commento sulla rubrica del 24 maggio ha fatto bene a ricordare Hiroshima e Nagasaki, cosa che non ho fatto nella mia lettera e invece avrei dovuto. Quando si parla di bomba atomica, definizione ormai obsoleta, il pensiero va subito a quelle due città rase al suolo in pochi istanti, irriconoscibili ma con qualche scheletro di rare costruzioni sopravvissute per non dimenticare. La maggior parte delle persone che vi abitavano sicuramente non si sono neppure rese conto di morire, per quelle sopravvissute deve essere stato terribile sopportare sofferenze atroci. Chi ha ordinato di sganciare le due bombe sapeva perfettamente quali effetti devastanti avrebbero avuto, i molti test eseguiti nei deserti americani avevano già dimostrato i loro risultati. Mi sono sempre chiesto che pensieri c’erano nella mente di chi ha dato l’ordine nel momento in cui lo ha impartito, nella mente dei piloti degli aerei da cui sono state sganciate e di tutti coloro che sapevano che non era un test. Con risultati noti: incenerimento totale di qualsiasi cosa si trovasse nel raggio d’azione della bomba, persone comprese. Era proprio necessario fare tutto ciò per porre fine alla Seconda guerra mondiale? Questa era la giustificazione di tale massacro. Oggi, probabilmente, non sopravviverebbe nessuno con cui giustificarsi. Come sempre la ringrazio per l’attenzione che mi riserva e come sempre la saluto affettuosamente.
A.S.

Io c’ero e forse, se ben ricordo, non mi impressionai come avrei dovuto. La bomba fu sganciata su Hiroshima il 6 agosto del 1945, su Nagasaki il 9 agosto. Se ci penso adesso, a differenza di chi nulla sa dei veri effetti della bomba e la temono “un po’, solo un po’”, penso che chi davvero la usasse ora sarebbe un ultra-criminale. Forse avere queste armi che condannano senza scampo chi le ha, è contro la ragione e il senso della vita. Che io mi ricordi nessuno chiese all’America il perché di una spaventosa azione che portò una orribile pace. Ora mi chiedo: perché Putin dovrebbe essere meno spietato degli americani di allora?

La maggioranza della minoranza

Sono assolutamente d’accordo con Lei in merito al fatto che chi non esercita il sacrosanto democratico diritto del voto sia assolutamente da condannare. Seguitando su questa strada di non partecipazione al voto per (presunta) protesta verso“il sistema”, il risultato è che, comunque, ci troviamo al potere una “maggioranza della minoranza” che, fregandosene altamente di quelli che non votano, impone la dirompente forza fascisteggiante alle istituzioni e alla popolazione tutta. In conclusione, avendo scoperto che Lei è coetanea della mia cara mamma che ha compiuto gli anni il 16 maggio scorso, Le porgo i miei più cari auguri per il Suo prossimo compleanno: siete proprio due ragazze in gamba!
Emanuele Aliotta, San Gillio (Torino)

Magari potrei essere più vispa della sua cara mamma, ma mi accontento. Comunque la sera del 9 giugno sarò impaziente di conoscere i risultati. Ho poca speranza, mi viene in mente il Pifferaio Magico che porta nel castello tutti i bambini e li fa scomparire (è una fiaba dei fratelli Grimm). E lasciando i più tonti,i più servili, liberi di farne di ogni colore, e per esempio non mandare alla Fiera del libro di Francoforte, tra l’altro a noi dedicata, il libro di Saviano perché osa raccontare le cose di casa nostra. Intanto la premier ha mostrato finalmente la sua vera natura intellettuale e politica, servita dalle sue schiere al corrente del suoi “scherzi”. Arrivando a non perdonareil governatore della Campania De Luca, già noto per il suo modo simpatico (o crudele) di parlare, perché le sue parole venissero ben sentite e secondo lei apprezzate. Invece quel rivolgersi al governatore pronto ad accoglierla istituzionalmente, quella frase attorno a «stronza» le ha tolto l’autorevolezza che si è presa in questi interminabili mesi. Signora Meloni, un premier non litiga col vicino, non risponde alle parolacce, ignora una villanata detta così, da uno che per lei prova gli stessi sentimenti di molti altri. Se anche il premier si abbassa ad essere una che scivola in giù, dimenticando il senso della sua statura, può darsi che agli stolti sembri proprio “come me”, ma chi non aveva ancora capito chi è ne sentirà la caduta. E mi viene da ridere pensando allo slogan della destra per le elezioni, che vicino al bel faccino della Signora fa dire ai modelli a pagamento:«Io voto Giorgia perché è una del popolo»: a una vera cicciona, a un finto medico (con i soldi alla Sanità dimezzati), alle donne (per difenderle dai maschi cattivi) eccetera, a tutti promettendo soldi vistosamente portati via.

Contro l’innominabile ci vorrebbe un Drago

Non so Lei, ma se sento ancora questo nome e cognome, non compro piùi giornali e non vado nemmenoa votare. Ho appena finito di ascoltare la nostra premier e sono spaventato, anzi terrorizzato (come la povera Monica Maggioni che l’intervistava) per ciò che può accadere dopo l’ennesimo plebiscito a suo favore. Tutti scommettono sui pochi italiani che andranno a votare per le europee, ma è un fatto che questi saranno i più tignosi, dal momento che noi, i migliori, non ci andremo. Ma se la scelta fosse davvero tra Lucia Annunziata e la suddetta innominabile, facciamo questo sforzo, magari il sabato (ho capito bene, si vota di sabato?) e poi la domenica tutti al mare. Ed ecco fatto il nostro dovere, che dovrebbe essere quello di dare meno voti al governo in carica e lasciare che venga un Vero Dittatore, un vero Drago che sappia, nel rispetto assoluto delle leggi, tirarci fuori da queste sabbie mobili in cui stiamo appena con la testa fuori. Insomma, il Paese ce la può fare solo se qualcuno, Uno, si prende la responsabilità di governare “contro”gli eletti e i loro elettori. Grazie.
Lettera firmata

Gentile Lettera Firmata, alla fine non ho capito: Lei voterà oppure no? Certo non saremo una folla, forse saremo niente. Io pure non conosco i poteri dell’Europa, so solo che tutti insieme forse possiamo difenderci e per esempio tener testa alla Russia, non tutti mi pare, escludendo infatti gli amici di quella che lei chiama “l’innominabile”. Io credo che siamo in un momento drammatico e lei faccia come vuole, ma ci sono tempi in cui anche nella scontentezza, nei nostri dubbi, anche un voto può aiutare. Per lo meno a non fare brutta figura. E se no aspettiamoci quel Drago, quel vero Dittatore, che rispettando le leggi ci liberi da questo incubo rabbioso.

Perché Elly Schlein è tanto criticata?

Ho apprezzato molto il fatto che lei detesti chi non va a votare. A chi mi dice che non andrà a votare perché “tanto non cambierà nulla perché sono tutti uguali” io rispondo che non è affatto vero, che ci sono persone brave e serie e meno brave e poco serie tra i politici come tra la gente diciamo “normale”. Anche perché, in fondo, i politici sono gente “normale”. Un tempo sicuramente c’erano politici più preparati che non si improvvisavano ministri. Io ritengo che la segretaria Elly Schlein sia preparata e in grado di fare opposizione seria; non capisco perché sia così tanto criticata: che cosa dovrebbe fare di più? Magari un pochino più aiutata dai suoi compagni? Forse perché è una donna si pensava che avrebbe fatto miracoli?
S.V., Genova

Chi non fa uso del grande privilegio di votare è secondo me una persona a cui alla fine va benissimo che al Parlamento arrivino le destre. Pensi che oramai più di un negozio mi manda a casa le cose acquistate e da pagare senza scontrino, alla faccia di chi paga tuttora secondo le regole. Purtroppo la Elly è una gentile e appassionata persona, ma credo, e lo dico col dolore di essere stata sempre con i vari nomi del Pd, il suo partito, il partito che dovrebbe sostenere la sinistra, ha sbagliato a dedicarsi completamente ai generi e ai fluttuanti, mentre tutta l’altra gente non poteva capire. Il silenzio della sinistra su temi importanti e vitali l’ha resa estranea alla gran parte delle persone. Se Elly capisse che essere di sinistra vuole dire anche rispettare le regole (non quelle di destra), ci avvicineremmo di più a quella che per noi era, un tempo, la sinistra.

Sul Venerdì del 7 giugno 2024

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