Il Venerdì

Alessandro Gassmann: Il pomodoro è più buono verde

Illustrazione di Alberto Ruggieri
Illustrazione di Alberto Ruggieri 

Dal risparmio idrico al riciclo di semi e bucce, l’azienda Mutti investe in sostenibilità. E accoglie le rondini

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Mutti è un nome storico nell’agroalimentare italiano. Nata a Parma, in Emilia-Romagna, nel lontanissimo 1850, specializzata nella trasformazione del pomodoro, l’azienda investe moltissimo in sostenibilità.Tre sono i campi principali in cui opera un apposito team: il risparmio idrico, la tutela della biodiversità, l’economia circolare. Per quanto riguarda l’uso dell’acqua, che è fondamentale per la coltivazione e la trasformazione del pomodoro, Mutti sta testando il ricorso a tecnologie basate su IoT, l’internet delle cose con l’obiettivo di risparmiarne il 30-40 per cento. Ad esempio, nello stabilimento di Montechiarugolo – sempre presso Parma – il 10 per cento dell’acqua viene riciclata e depurata per la reimmissione nei corsi d’acqua o il riutilizzo nei campi.Per la biodiversità, a parte una collaborazione con il Wwf per il ripristino degli habitat naturali attorno ai campi, è stato avviato il progetto la “Casa delle Rondini”, nei pressi dello stabilimento, che accoglie l’avifauna locale.Importanti sono anche i progetti di riqualificazione naturale dei corsi d’acqua che attraversano i territori, e vanno ricordati i 50 mila metri quadrati di superficie riforestata con 1.100 querce, con l’obiettivo di arrivare a quota 10 mila piante. Mutti poi ha iniziato ad usare gli scarti della produzione del pomodoro: con il progetto Tomapaint si sperimenta l’utilizzo di semi e bucce per creare bioresine.Insomma, un buon esempio di come anche le grandi aziende possano impegnarsi per migliorare il loro tasso di sostenibilità. Mutti sta sperimentando idee e soluzioni, e dunque siamo lieti di accoglierla nella comunità dei #GreenHeroes.

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