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Come funziona la mamma?

Al centro della foto, Olivia de Havilland è Virginia Stuart in La fossa dei serpenti di Anatole Litvak: il film è del 1948 
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Anatole Litvak sarà al Cinema Ritrovato di Bologna, XXXVIII edizione, dal 22 al 30 giugno. Insieme a mille altre meraviglie, certo, ma è su di lui (e sulla retrospettiva Viaggi nella notte: il mondo di Anatole Litvak) che questo Venerdì accendo il mio piccolo riflettore. Perché è un maestro del cinema, senz’altro, con la sua carriera lunga sessant’anni, dall’Europa a Hollywood. Perché è nato a Kiev, da una famiglia ebraica di origine lituana, e oggi questi natali non mi lasciano indifferente. Ma anche perché credo di dovergli un pochino di quello che sono diventato. La fossa dei serpenti è un suo film del 1948: mia madre lo amava molto, soprattutto perché era una fan di Olivia de Havilland (infatti, quando lei e le sue sorelle vedevano Via col vento poi litigavano se fosse meglio la spavalda Rossella/Vivien o la timida Melania/Olivia). Insomma,una sera lo davano in televisione, io ero adolescente, lo ricordo bene, e l’abbiamo visto insieme. Penso che abbia influito sulla nascita del m…

Anatole Litvak sarà al Cinema Ritrovato di Bologna, XXXVIII edizione, dal 22 al 30 giugno. Insieme a mille altre meraviglie, certo, ma è su di lui (e sulla retrospettiva Viaggi nella notte: il mondo di Anatole Litvak) che questo Venerdì accendo il mio piccolo riflettore. Perché è un maestro del cinema, senz’altro, con la sua carriera lunga sessant’anni, dall’Europa a Hollywood. Perché è nato a Kiev, da una famiglia ebraica di origine lituana, e oggi questi natali non mi lasciano indifferente. Ma anche perché credo di dovergli un pochino di quello che sono diventato. La fossa dei serpenti è un suo film del 1948: mia madre lo amava molto, soprattutto perché era una fan di Olivia de Havilland (infatti, quando lei e le sue sorelle vedevano Via col vento poi litigavano se fosse meglio la spavalda Rossella/Vivien o la timida Melania/Olivia). Insomma,una sera lo davano in televisione, io ero adolescente, lo ricordo bene, e l’abbiamo visto insieme. Penso che abbia influito sulla nascita del mio interesse per la psichiatria (non traete conclusioni psicoanalitiche!). Il titolo, La fossa dei serpenti, mi sembrava avventuroso, tipo Sandokan, e certo non sapevo che Litvak si era ispirato alla pratica antica (non so se documentata) di gettarvi un malato di mente pensando che lo shock lo avrebbe guarito. L’ingenuità clinica del film è totale, ma l’indagine hitchcockiana, e dunque“il cinema”, prevale. Io intanto mi ero identificato col dottor Kik, lo psichiatra freudiano che cura Virginia Stuart, ricoverata con molti pensieri ma pochi ricordi. Vogliamo trarre conclusioni psicoanalitiche? Se fin dall’infanzia il desiderio di ogni futuro psichiatra, ma forse di ogni bambino, fosse capire come “funziona” la mamma? Scrutare, come un piccolo meteorologo, il suo viso-paesaggio per indovinare se sarebbe stata una giornata di sole o di nuvole?

Sul Venerdì del 14 giugno 2024

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