Mark Knopfler, artigiano della qualità
di Giuseppe VidettiQuesto è un artigiano della musica. Intaglia e cesella solo quando gli viene l’estro. Non produce all’ingrosso, anche se di clienti ne avrebbe a bizzeffe. Non fa liquidazioni e non svende. Mai lo vedrete vestito da uno stilista, mai a un gala del Met, mai sulla copertina di un tabloid. Low profile per scelta e per indole. Esiste il contrario di bombastico? Ecco, questo è il suo stile. Mark Knopfler, 74 anni, ex leader dei Dire Straits (1977-1995), ha una magia nelle mani; quando le dita s’incontrano con le corde della chitarra, si odono suoni che assomigliano solo ai suoi, quelli di Sultans of Swing, per intenderci.
L’ho visto in un video recente, su Instagram, e quasi non lo riconoscevo. Non è invecchiato gracefully, come dicono gli inglesi. È un anonimo pensionato. Poi ascolto Two Pairs of Hands, la canzone che apre il suo ultimo One Deep River (il decimo come solista – oltre a nove colonne sonore e tre album di duetti, uno con Chet Atkins e due con Emmylou Harris – a sei anni da Do…
Questo è un artigiano della musica. Intaglia e cesella solo quando gli viene l’estro. Non produce all’ingrosso, anche se di clienti ne avrebbe a bizzeffe. Non fa liquidazioni e non svende. Mai lo vedrete vestito da uno stilista, mai a un gala del Met, mai sulla copertina di un tabloid. Low profile per scelta e per indole. Esiste il contrario di bombastico? Ecco, questo è il suo stile. Mark Knopfler, 74 anni, ex leader dei Dire Straits (1977-1995), ha una magia nelle mani; quando le dita s’incontrano con le corde della chitarra, si odono suoni che assomigliano solo ai suoi, quelli di Sultans of Swing, per intenderci.
L’ho visto in un video recente, su Instagram, e quasi non lo riconoscevo. Non è invecchiato gracefully, come dicono gli inglesi. È un anonimo pensionato. Poi ascolto Two Pairs of Hands, la canzone che apre il suo ultimo One Deep River (il decimo come solista – oltre a nove colonne sonore e tre album di duetti, uno con Chet Atkins e due con Emmylou Harris – a sei anni da Down the Road Wherever), pubblicato il 12 aprile scorso.
Sarà anche invecchiato fisicamente, Mark Knopfler, ma è assai ringiovanito nello spirito! Two Pair of Hands è brillante. Classic rock? Roots rock? Blues rock? Country rock? Non saprei, le etichette mi mandano in tilt. È la magnifica, soffice, contagiosa ballata di un cantautore che usa la chitarra come il falegname scalpelli, punteruoli, lime e pialletti («Da dove arrivano quei suoni? Accendo l’amplificatore e poi gioco con le manopole», dice; troppo modesto per mettere l’accento sulla straordinaria abilità). E poi la voce che non svetta mai, eppure inconfondibile; un impressionismo musicale dove artigianato + creatività + semplicità + onestà = perfezione. NB. Tra le dodici canzoni c’è almeno un’altra meraviglia, il brano che chiude l’album: One Deep River.