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Natalia Aspesi: ho votato, ma a che serve?

Disegno di Mojmir Jezek 
QUESTIONI (NON SOLO) DI CUORE: Ogni settimana le risposte alle lettere dei lettori
4 minuti di lettura

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.

Gentile Natalia, grazie per la risposta adeguatamente severa al signor Guglielmo Le Rose nel numero del 24 maggio. Chi si astiene, dicendo di non volere il declino del Paese, lo sta realizzando. Lei è molto anziana, non è carino ricordarlo, ma qui secondo me, è una medaglia: ha ancora voglia di ribattere, applausi e grazie. Magnifico anche il suo “di apparente sinistra” su Montanelli: mi ricordo bene il passaggio avendo anche io,fra poco, 80 anni. Aggiungo che il sentir dichiarare da persona che si dice di sinistra di essere un estimatore di Montanelli ingenera legittimi dubbi sulle convinzioni del signore in questione. Con stima,
A.

Scrivo a pochi giorni dalle elezioni Europee (oggi è il 6 giugno): non ne conosco i risultati quindi niente commenti. Si, è vero, sono vecchissima, eppure per questa data ho molto sperato, senza averne una idea. Se agli inizi abbiamo pensato che il nuov…

Per scrivere a Natalia Aspesi: n.aspesi@repubblica.it o Il Venerdì, via Ferrante Aporti 8, 20125 Milano.

Gentile Natalia, grazie per la risposta adeguatamente severa al signor Guglielmo Le Rose nel numero del 24 maggio. Chi si astiene, dicendo di non volere il declino del Paese, lo sta realizzando. Lei è molto anziana, non è carino ricordarlo, ma qui secondo me, è una medaglia: ha ancora voglia di ribattere, applausi e grazie. Magnifico anche il suo “di apparente sinistra” su Montanelli: mi ricordo bene il passaggio avendo anche io,fra poco, 80 anni. Aggiungo che il sentir dichiarare da persona che si dice di sinistra di essere un estimatore di Montanelli ingenera legittimi dubbi sulle convinzioni del signore in questione. Con stima,
A.

Scrivo a pochi giorni dalle elezioni Europee (oggi è il 6 giugno): non ne conosco i risultati quindi niente commenti. Si, è vero, sono vecchissima, eppure per questa data ho molto sperato, senza averne una idea. Se agli inizi abbiamo pensato che il nuovo governo – ma già allora con poca convinzione – potesse avere un senso, le nostre idee sono subito naufragate. Ministri che non sanno quello che fanno, una premier che ha già rivelato il suo tono irriducibile, che è poi quello che piace a una moltitudine di giovani vite che non vogliono pensieri e che se, in luglio, riempiranno San Siro (da tempo esaurito), sarà per gridare la miliardaria follia per Taylor Swift, il fenomeno ultravincente dell’America. Insomma non ho speranze, e il gentile (davvero molto gentile signore che non vota) avrà la conferma che aveva ragione lui, che tanto votare non serve a nulla.

Davvero non ci resta che Bridgerton?

Cinquantatré anni, un bambino adottato (la mia gioia), una separazione subita, dentro e fuori dai tribunali, dentro e fuori dalla psicologa. Orfana, si usa ancora il sostantivo? Un fratello, una rete di amiche, l’associazione delle passeggiate in montagna: rifugio di donne single, separate, divorziate, mediamente arrabbiate. Libri e film sempre protagonisti di questa mia vita piena e vuota allo stesso tempo. Uomini zero, nonostante le tante rassicurazioni sulle infinite possibilità. Ma dove? Unico brivido: Bridgerton, season 3. Che delizia. Peccato che la sveglia delle 6.17 non sia da viscontessa.
Elisabetta

Senta Elisabetta, dopo forse quarant’anni che rispondo alle lettere, mi sono fatta una idea sulla solitudine che colpisce le donne della sua età. Lei è molto, dico molto giovane, sono sicura che non è ingrassata e, come la mia adoratissima nipote, anche lei, senza l’intervento di qualche mago, pare una bambina, sì, proprio una bambina. Mia nipote ha una bella famiglia che molto la rispetta e, dato il suo lavoro, amici del tutto gay come capita ormai in certi posti: in più tutti sposati con uomini e molto fedeli. O no, sono cose loro. Penso al suo rifugio in montagna dove vanno d’estate “donne single, separate, divorziate, mediamente arrabbiate”. Quante donne, tutte sole, lo sguardo che si impiglia negli uomini. Bridgerton 3 al posto di un quieto abbraccio. Lei un marito lo ha avuto, dentro e fuori dai tribunali e poi dalla psicologa, il divorzio e adesso, vive con la sua gioia, un bambino adottato. E poi? Ripeto, uomini zero. Oggi le ragazze cominciano a frequentare gli uomini a 13 anni, li sanno stordire con la loro giovinezza, a 15 si fanno le “punturine”, a 16 fanno perdere la testa agli uomini: la gara è impari. In tutti questi anni io ho imparato una cosa. Degli uomini bisogna imparare a stare senza, che bellezza, quanti fastidi in meno, quanta inutile sofferenza, quanta gelosia sbagliata. Bisognerà che le donne imparino a considerarli un passaggio bellissimo della vita, che poi finisce.

La gaffe del papa, manna per gli omofobi

Buongiorno, riguardo all’infelice frase di Bergoglio vorrei sottolineare che la sua uscita sarà manna per tutti gli omofobi che si sentiranno autorizzati a rincarare la dose: «Se il Papa non rispetta i gay, perché dovrei farlo io?». Le parole sono pietre,le parole delle persone importanti sono macigni. Lei cosa ne pensa?
Paolo

Lei mi deve scusare ma io appartengo a quella categoria ormai del tutto scomparsa di signore che non se la prendevano mai, ogni cosa ci portava al riso. Insomma noi ridevamo sempre, mai arrabbiate soprattuttocon le gentili offese che ci facevano ridere. Insomma noi ridevamo, senza prendercela. Erano tempi così, capaci, dico capaci di rideree per esempio non ci rivolgevamo alla polizia se un uomo, orrore, aveva tentato di baciarci. Insomma ciò che a voi oggi pare offensivo,a noi pareva buffo. Papa Francesco, ottantenne e quindi probabilmente con animo lietoha detto la terribile parola “frociaggine” come, penso avrei detto anche io, senza alcun senso spregiativo, perché si può dire anche così, allegramente. Senza cattiveria, per dire, forse,che se i seminari diventano luoghi che raccolgono molti gay, ne va della loro vera missione. Papa Francesco l’ha detto, io ne ho riso. Provi a pensare un modo carino, divertente, per dirlo, e forse,si troverà d’accordo con me.

L’amore è cambiato ma la gelosia no

Cara dottoressa Aspesi, è risaputo che il concetto di amore si sia ormai modificato, perché è cambiato il mondo, è cambiata la mentalità, sono cambiati gesti e atteggiamenti. In passato l’amore era difficile, era lento, era intenso, era spesso romantico o spirituale, e la donna desiderata, spesso considerata pura, sublime o addirittura irraggiungibile, subiva un corteggiamento graduale di lettere, di sguardi, di inviti al ballo. Adesso, grazie ai social network, il corteggiamento è veloce,quasi inesistente, e spesso l’amore, spogliato di romanticismo e spiritualità, diventa mercificazione, sovente diventa addirittura violento e meschino, riducendosi talvolta ad una squallida questione di possesso materiale. Si potrebbe dire, allora, che il concetto di amore è cambiato molto, ovvio, e che, forse, c’è un’unica cosa che accomuna i rapporti sentimentali passati e presenti, e che resiste imperterrita alle modifiche del tempo e alle pressioni della tecnologia:la gelosia. Che è uno dei più grandi difetti dell’amore, certo, perché spesso rovina la vita agli altrie a se stessi, ma che si rivela ancora, mi corregga se sbaglio, il trattopiù solido, evidente, tipico, indistruttibile, imprescindibile dell’amore. Nei secoli dei secoli.
Fabio Fiaschi

Ha ragione o no questa lettera? È vero che il modo di amare,coi social network o no, è di molto cambiato ma che malgrado tutto è rimasta forse la gelosia? Davvero, questa lettera mi sembra molto interessante, chiedo troppo se vi prego di dirmi cosa ne pensate? Fabio Fiaschi ha ragione o no?

Sul Venerdì del 14 giugno 2024

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