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Nigel Farage, Mr. Brexit è sempre più a destra. E può decidere le elezioni. Intervista

Un milkshake in faccia: è l’accoglienza che il 4 giugno una donna di Clacton-on-Sea, in Essex (Sud-est dell’Inghilterra) ha riservato a Farage, 60 anni, all’inizio della campagna elettorale per conquistare un seggio al Parlamento britannico (Ansa) 
Il leader populista, a capo del partito Reform UK, torna in campo e ci dice: “Starmer ha già vinto, sarò io la vera opposizione. La Brexit non è stata implementata. Siamo stati traditi, punirò i conservatori. Meloni? È la vostra Thatcher e renderà l'Italia un Paese ancor più conservatore”
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LONDRA - Potete odiarlo, amarlo, criticarlo, detestarlo, accusarlo di essere uno xenofobo opportunista e uno squalo implacabile quando vede il sangue dei suoi avversari. Ma non ve lo toglierete mai dai piedi. «Perché io sono un veggente!», scherza, o forse no, con noi quando lo incontriamo dopo un comizio, mentre beve un bicchiere di Cabernet rosso all’una di pomeriggio a stomaco vuoto. Quisquilie per uno miracolosamente sopravvissuto a un incidente aereo nel 2010 e pure a un tumore ai testicoli.

Nigel Farage è tornato, ancora una volta. Dopo aver conquistato l’agognata Brexit, ecco un’altra clamorosa irruzione nella politica britannica, a 60 anni:«Da oggi sono ufficialmente leader di Reform Uk», partito di destra che promette una lotta durissima all’immigrazione e tasse per gli imprenditori che assumono stranieri. «Mi candiderò per il seggio di Clacton-on-Sea» in Essex, nel Sudest dell’Inghilterra. Farage ci riprova dopo aver già fallito sette volte a ottenere un seggio al Parlamento…

LONDRA - Potete odiarlo, amarlo, criticarlo, detestarlo, accusarlo di essere uno xenofobo opportunista e uno squalo implacabile quando vede il sangue dei suoi avversari. Ma non ve lo toglierete mai dai piedi. «Perché io sono un veggente!», scherza, o forse no, con noi quando lo incontriamo dopo un comizio, mentre beve un bicchiere di Cabernet rosso all’una di pomeriggio a stomaco vuoto. Quisquilie per uno miracolosamente sopravvissuto a un incidente aereo nel 2010 e pure a un tumore ai testicoli.

Nigel Farage è tornato, ancora una volta. Dopo aver conquistato l’agognata Brexit, ecco un’altra clamorosa irruzione nella politica britannica, a 60 anni:«Da oggi sono ufficialmente leader di Reform Uk», partito di destra che promette una lotta durissima all’immigrazione e tasse per gli imprenditori che assumono stranieri. «Mi candiderò per il seggio di Clacton-on-Sea» in Essex, nel Sudest dell’Inghilterra. Farage ci riprova dopo aver già fallito sette volte a ottenere un seggio al Parlamento di Westminster: «Ma per i sondaggi stavolta posso farcela».

Fino a qualche ora prima, Farage aveva categoricamente smentito le voci sul suo comeback: «Meglio fare campagna per il mio amico Trump, le elezioni americane sono molto più importanti!», diceva. Ora invece sostiene che «darò certamente una mano a Donald, ma se venissi eletto il 4 luglio, sarebbe più complicato…». In ogni caso, il suo Reform Uk prosciugherà ulteriori voti a destra, uccidendo ogni speranza del primo ministro Rishi Sunak di rimontare gli oltre venti punti di svantaggio dal leader laburista Keir Starmer, ormai sulla soglia di Downing Street

Insomma, proprio lei, Nigel Farage, sta facendo un favore alla sinistra, si rende conto?
«Non è vero. Le elezioni sono già finite: Starmer vincerà. Ma non aiuterò i conservatori per nulla al mondo: saremo noi di Reform Uk la vera opposizione a Westminster mentre i tories, spaccati su tutto, verranno umiliati alle elezioni. Se lo meritano. Sono dei traditori e si sono suicidati».

Perché?

«Nel 2019 siamo stati decisivi per farli sbarazzare di Theresa May. Nonostante avessimo stravinto le europee con quasi il 33 per cento diventando il più grande partito a Strasburgo, alle elezioni politiche ci siamo fatti da parte affinché vincesse Boris Johnson e completasse la Brexit. Invece, guardate cosa hanno combinato: il Paese è a pezzi, la Brexit non è stata realizzata e dal 2010 il Regno Unito ha avuto una immigrazione netta di 4,3 milioni di persone. I tories hanno tradito il Paese, punto. Ma hanno deciso di suicidarsi sin dal 2010, con David Cameron primo ministro: da allora i conservatori sono diventati social democratici, hanno tagliato i fondi alla Difesa, hanno promosso l’immigrazione di massa e il culto dell’Unione europea e di zero emissioni ambientali. Ben gli sta!».

E l’hanno tradita anche sulla Brexit?

«Assolutamente. La Brexit ci ha dato grande potere su normative, leggi e immigrazione, ma i conservatori non hanno realizzato niente. Assolutamente niente».

È come se la Brexit non fosse mai accaduta?
«Non è stata messa in pratica. Altrimenti, non avremmo 2,4 milioni di nuovi migranti negli ultimi due anni. E figuriamoci ora con Starmer al potere, che si riavvicinerà alla Ue».

Insomma, la Brexit è stata un flop?

«No, affatto. Ma deve essere implementata. L’uscita dalla Ue e le modifiche costituzionali dopo il referendum del 2016 sono fatti enormi e innegabili. C’è stato qualche progresso nel commercio extra Ue. Ma soprattutto, nel 2016, insieme alla vittoria di Trump, la Brexit è stata l’inizio di un grande fronte populista nel mondo».

Lei è molto vicino a Trump. Crede che riuscirà a tornare alla Casa Bianca nonostante gli scandali e la condanna per il caso della pornostar Stormy Daniels?

«Un verdetto assolutamente scioccante».

Ma Trump è stato giudicato colpevole da una giuria unanime di cittadini.

«La politicizzazione della giustizia americana è oramai dilagante, incluse le giurie popolari. Il 98 per cento dei processi negli Usa si conclude con l’ammissione di colpevolezza dell’imputato perché il procedimento costa troppo. Tutto il sistema è corrotto».

Ma questa vicenda toglierà comunque molti voti a Trump, no?

«Non credo proprio. Potrebbe succedere come con Berlusconi da voi. In ogni caso, farò di tutto affinché vinca, perché con lui e senza Joe Biden l’America sarà più grande e il mondo un posto più sicuro».

Come fa a esserne così convinto?
«Guardi il curriculum di Donald in politica estera: nessuna guerra sotto la sua presidenza, gli Accordi di Abramo in Medio Oriente e senza un presidente così debole alla Casa Bianca, autore di quell’umiliante ritiro dall’Afghanistan, non credo che Putin avrebbe mai attaccato l’Ucraina».

Ma lei davvero crede che Trump possa chiudere la guerra in Ucraina “in 24 ore”, come va ripetendo?

«Sull’Ucraina potrebbe fallire, lo ammetto. Ma almeno ci proverà. Questo è il modus operandi di Donald: promesse eclatanti e poi trova sempre una soluzione. Merita il Premio Nobel per la Pace, ma figuriamoci se le élite glielo daranno mai. L’Occidente pensa che l’Ucraina vincerà se forniamo quante più armi possibili. Ma la Russia non cederà mai. Questa rischia di essere una guerra infinita, come quella dell’Isonzo».

Ma lei, da britannico, non teme che Trump possa mettere in pericolo la sicurezza europea, con le sue frasi incendiarie sulla Nato?

«Chi lo pensa è uno stupido, un deficiente, un idiota! Non hanno mai capito Trump. Difatti le sue parole sulla Nato stanno rendendo l’Alleanza atlantica sempre più forte. Donald me lo ha detto: “Se tutti i Paesi pagano la loro quota, io sosterrò la Nato al cento per cento”».

A proposito di Europa, nel frattempo ci sono state le elezioni per il Parlamento Ue. Le manca Strasburgo dopo tanti anni?

«No. Ma sono contento che il movimento di destra ed euroscettico sia sempre forte. In ogni caso, l’antidemocratica Ue capitolerà, al cento per cento, e lo vedrete presto. Io so prevedere le cose, come la Brexit, l’emergenza immigrazione e dissi pure in tempi non sospetti che la Russia avrebbe invaso l’Ucraina».

Ma come fa a essere convinto che la Ue crollerà? Dopo l’esplosione della guerra in Ucraina, sembra più unita rispetto al passato…

«Macché! Guardi le posizioni della Germania sull’Ucraina rispetto agli altri. Berlino e Parigi sono più distanti che in passato. E vogliamo parlare del premier ungherese Orbán che sostiene Putin mentre i polacchi odiano i russi? Tutto questo non è sostenibile a lungo termine».

Che cosa pensa di un’altra paladina della destra come Giorgia Meloni?

«Mi hanno sorpreso le sue posizioni pro-Nato e per l’Ucraina, anche perché so bene che nel partito e nella coalizione di governo ci sono posizioni diverse: ci si aspettava molto di più nella lotta all’immigrazione. In ogni caso, anche Margaret Thatcher combinò poco nel suo primo mandato. Meloni è la vostra Lady di Ferro e renderà l’Italia un Paese ancora più conservatore».

Sul Venerdì del 14 giugno 2024

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