Ricette. Melanzane perline alla lavanda: fiore o frutto purché sia viola
di Tommaso MelilliTeju Cole è uno scrittore e fotografo statunitense: è nato in America da genitori nigeriani, è poi cresciuto a Lagos, ed è tornato negli Stati Uniti da adolescente, dove vive tuttora. Il suo ultimo lavoro, in teoria, è un romanzo: Tremore (Einaudi) parla di Tunde e Sadako, una coppia di intellettuali americani di sangue rispettivamente nigeriano e giapponese, e dei piccoli e grandi turbamenti che attraversano le loro esistenze.
Ho detto che è un romanzo “in teoria” perché di fatto ai due personaggi succede poco: come nei libri precedenti di Cole il vero passo del racconto non riguarda tanto ciò che i protagonisti fanno ma ciò che pensano e ciò che capita attorno a loro: i collegamenti fra divagazioni, pensieri e storie altrui sono apparentemente arbitrari e sognanti. Per ese…
Teju Cole è uno scrittore e fotografo statunitense: è nato in America da genitori nigeriani, è poi cresciuto a Lagos, ed è tornato negli Stati Uniti da adolescente, dove vive tuttora. Il suo ultimo lavoro, in teoria, è un romanzo: Tremore (Einaudi) parla di Tunde e Sadako, una coppia di intellettuali americani di sangue rispettivamente nigeriano e giapponese, e dei piccoli e grandi turbamenti che attraversano le loro esistenze.
Ho detto che è un romanzo “in teoria” perché di fatto ai due personaggi succede poco: come nei libri precedenti di Cole il vero passo del racconto non riguarda tanto ciò che i protagonisti fanno ma ciò che pensano e ciò che capita attorno a loro: i collegamenti fra divagazioni, pensieri e storie altrui sono apparentemente arbitrari e sognanti. Per esempio, il primo capitolo gira tutto intorno al colore viola: «Su un ripiano della libreria c’è una boccetta di inchiostro scuro che gli ha spedito Paul Lanier. L’inchiostro è ottenuto da uva selvatica raccolta vicino ai binari della ferrovia di St. Louis ed essendo fatto in casa ha cambiato colore. Nella boccetta sembra ancora intenso, quasi viola, ma spennellato sulla carta assume una sfumatura pallida che ricorda il mare. Ma “il mare” in che senso?».
Seguono alcune righe sul colore del mare, e poi: «Prende la boccetta d’inchiostro: African Violet, un lavanda antico, un viola infestato dall’indaco nei suoi toni più bassi. Adora la falsa rete di etimologie evocata da quel nome: la tenerezza di un viola, la tensione di un violino, l’accenno alla violenza. Non il viola dei vescovi medievali e dei professori universitari, ma il viola della pelle africana più scura».
Leggendo queste righe mi è venuta voglia di proseguire le sue associazioni, e cucinare un frutto viola, che consideriamo una verdura, che quando cuoce perde quel colore, e che sta molto bene con un fiore che di solito non mangiamo mai.
Ricetta: melanzane perline alla lavanda
Ingredienti per 4 persone, come antipasto o contorno
8/12 melanzane perline
10 cucchiai d’olio d’oliva
1 cucchiaio di fiori di lavanda secchi
1 cucchiaio di origano
1 spicchio d’aglio
Sale e pepe
Come procedere:
Riempite d’acqua la pentola di una vaporiera. Quando l’acqua sarà bollente cuocete le melanzane intere a vaporeper 6/8 minuti a seconda della dimensione. Toglietele dalla vaporiera e lasciatele raffreddare. Mentre cuociono preparate l’olio alla lavanda: versate la lavanda, l’origano e l’aglio sminuzzato in una piccola ciotola. Scaldate l’olio fino a quando ne sentirete scaturire l’aroma, quindi versatelo nella ciotola. Lasciate raffreddare completamente, quindi filtratelo e usatelo per condire le melanzane cotte al vapore. Appena prima di servire, su una griglia o in una padella, arrostite le melanzane sempre intere per tre minuti per lato, quindi servite.