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Se il tennis è un’esperienza sessuale

I tre attori principali del film Challengers di Luca Guadagnino: da sinistra, Mike Faist (Art), Zendaya (Tashi) e Josh O’Connor (Patrick) 
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Se per David Foster Wallace il tennis è un’esperienza religiosa (dalla bandella: «lo scontro omerico tra il talento e la forza bruta,tra la bellezza apollinea di una volée perfetta e gli interessi economici “sporchi”che ruotano intorno a ogni sport»), per Luca Guadagnino il tennis è un’esperienza sessuale. Anche amorosa, certo. Challengers è un castello di destini incrociati con una storia bella e forte che entra ed esce dalle curve del tempo. Due amici che saranno nemici, due amanti che diventeranno ostili, due sposi che si sentiranno soli.

Come avrete capito, il numero di questo film non è il due, ma il tre: Patrick, Art, Tashi. Art e Patrick sono amici adolescenti e promesse del …

Se per David Foster Wallace il tennis è un’esperienza religiosa (dalla bandella: «lo scontro omerico tra il talento e la forza bruta,tra la bellezza apollinea di una volée perfetta e gli interessi economici “sporchi”che ruotano intorno a ogni sport»), per Luca Guadagnino il tennis è un’esperienza sessuale. Anche amorosa, certo. Challengers è un castello di destini incrociati con una storia bella e forte che entra ed esce dalle curve del tempo. Due amici che saranno nemici, due amanti che diventeranno ostili, due sposi che si sentiranno soli.

Come avrete capito, il numero di questo film non è il due, ma il tre: Patrick, Art, Tashi. Art e Patrick sono amici adolescenti e promesse del tennis, uno più fragile, l’altro più sicuro. Si desiderano, ma non vogliono saperlo troppo. È l’arrivo di Tashi, la donna che apre il due al tre, a far circolare il desiderio e quindi le passioni e quindi i conflitti e quindi i rancori e quindi le separazioni. Tashi non è solo un’acceleratrice di desideri altrui, lei li suscita, li determina, li attraversa. Così abbagliante da esser sempre sul punto di bruciare. Come in un oratorio haendeliano, anche qui i personaggi potrebbero aggiudicarsi nomi pieni, per esempio Potere, Audacia e Destino. Questo non impedisce loro di avere dinamismo psicologico e sensualità cinetica.

Challengers ci espone per due ore a corpi di luce e movimento, rivalità e attrazione. In un film dove c’è molto gioco a tennis, il rischio della coazione a ripetere è in agguato, ma la pallina rimbalza nel tempo e nel desiderio, quindi non annoia. La bravura di Guadagnino è proprio quella di trasformare noi spettatori in palline colpite e lanciate di continuo nel labirinto dell’erotismo visivo e nella fragilità del desiderio umano.L’ultima scena ci costringe a una torsione sublime. Comunque vada, hanno vinto.

Sul Venerdì del 21 giugno 2024

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