Michele Serra, non disturbate i nidi di ballerine
di Michele SerraCaro Serra, giorni fa mi accorgo casualmente che, a fianco della casetta degli attrezzi, su una mensola e tra due spazzole che uso per pulire le bici, una specie di passero, credo una ballerina, ha sfruttato i peli delle spazzole per costruire il suo nido. Quattro fantastici micro uccelli stanno crescendo a vista d’occhio, incuranti del G7, nati da uova grosse come un confetto. Vederli ha riparametrato i valori, il G7 è diventato un black carpet di zombie, durante i tg esco a vedere gli uccelli, estasiato. E mi sono accorto di loro solo perché mi hanno costruito il nido all’altezza degli occhi. Non pulirò le bici fino ad ottobre.
Mauro Tedesco
Caro Tedesco, mi sento molto partecipe di questa sua micro lettera su un micro evento. Forse siamo due stupidi, io e lei, ma capita molto frequentemente anche a me, che per scelta abito nel bel mezzo di campi, boschi, alberi e animali, considerare con ammirazione e sollievo l’irrilevanza delle vicende umane, o almeno il loro drastico ridimension…
Caro Serra, giorni fa mi accorgo casualmente che, a fianco della casetta degli attrezzi, su una mensola e tra due spazzole che uso per pulire le bici, una specie di passero, credo una ballerina, ha sfruttato i peli delle spazzole per costruire il suo nido. Quattro fantastici micro uccelli stanno crescendo a vista d’occhio, incuranti del G7, nati da uova grosse come un confetto. Vederli ha riparametrato i valori, il G7 è diventato un black carpet di zombie, durante i tg esco a vedere gli uccelli, estasiato. E mi sono accorto di loro solo perché mi hanno costruito il nido all’altezza degli occhi. Non pulirò le bici fino ad ottobre.
Mauro Tedesco
Caro Tedesco, mi sento molto partecipe di questa sua micro lettera su un micro evento. Forse siamo due stupidi, io e lei, ma capita molto frequentemente anche a me, che per scelta abito nel bel mezzo di campi, boschi, alberi e animali, considerare con ammirazione e sollievo l’irrilevanza delle vicende umane, o almeno il loro drastico ridimensionamento, rispetto alla potenza della natura (da moltiplicare per milioni di galassie, in molte delle quali, azzarda la scienza, la vita ha potuto o potrà trovare luogo, anche se noi non lo sapremo mai). Quando si parla, apocalitticamente, di “fine del mondo”, si dice una cosa molto inesatta. È della fine della specie umana, male che vada, che si sta parlando. Dopo la quale i nidi di ballerina, e tutto il resto, l’immenso resto che è l’universo, continueranno indifferenti a seguire il loro corso, e a prosperare.Se ci emoziona un nido, una fioritura, un alveare, l’abbeverata di una bestia al fiume, è anche perché il motore della vita ci appare sovrastante rispetto alla nostra sorte. A qualcuno questo nostro sottostare a leggi ben più forti e determinanti rispetto a quello che gli uomini, compresi i cosiddetti “grandi della Terra”, possono decidere, provoca smarrimento e angoscia. Non è il mio caso. Mi dà sollievo, vuol dire che veramente “la vita continua”, come suol dirsi. Lo “spostati, che mi nascondi il Sole” che secondo la leggenda Diogene rivolse ad Alessandro Magno, uno degli uomini più potenti della storia, è uno degli aneddoti che, fin da bambino, mi colpisce e mi emoziona. Ai potenti del G7 si vorrebbe dire, con Diogene, “fate in modo che le vostre guerre e le vostre decisioni non disturbino i nidi di ballerine”. Infine, le dò una buona notizia. Potrà pulire la sua bici ben prima di ottobre. Gli uccellini crescono molto in fretta e abbandonano il nido presto. Già a luglio, probabilmente.
La voce del duce
risuona ancora
Caro Serra, «Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli: potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di fascisti. Potevo, ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto». (Benito Mussolini, primo discorso alla Camera dei deputati, 16.11.1922). Siamo sulla buona strada e (quasi) senza colpo ferire: mutatis mutandis, i vantaggi del “progresso”.
Gaspare Bisceglia (Napoli)
Mi sembra, caro Bisceglia, che la sua interpretazione delle animose riforme meloniane sia la peggiore possibile. La più lugubre. Non che sia da escludere l’intenzione anticostituzionale e antidemocratica di una parte politica (per fare nomi: neofascisti e leghisti) che non brilla, diciamo così, per fedeltà repubblicana. Ma ritrovarsi sottomessi senza squadristi, senza violenza esplicita, senza un delitto Matteotti, senza un’azione eversiva, questo spero e credo che non ci accadrà. Esiste un’opposizione, per quanto incerta, esiste una grande parte di questo Paese che non si dà per sottomessa. C’è un Parlamento, ci sono media in buona parte liberi e vigili. Proviamo a batterci, ne vale la pena.
Dite al gup che le parole
sono importanti
Caro Michele Serra, nella polemica tra Paola Egonu e Roberto Vannacci nemmeno io spendo mezza parola per dire da che parte sto. Sono anche d’accordo, come lei scrive, che la “guerra delle parole” (qualcuno direbbe per l’egemonia) sia più importante di quella nei tribunali. Tuttavia con la sentenza del Gup di Lucca qualcosa è successo. Proprio sul terreno delle parole quella sentenza potrebbe lasciare il segno. Ogni volta che proveremo a spiegare che Vannacci (o chi parla come lui) è razzista e pieno di pregiudizi, chiunque potrà ribattere: sei sicuro? Forse sono tuoi i pregiudizi contro Vannacci, forse sei tu il razzista verso quelli come lui. Il generale si è limitato a dire che la pelle nera non può essere “rappresentativa dell’italianità”. La frase è stata giudicata inopportuna ma non offensiva. Quindi da oggi si può dire che chi è nato in Italia, vive in Italia e parla italiano ma ha la pelle nera è un po’ meno italiano degli altri. Forse proprio la “guerra delle parole” dovrebbe consentirci di discutere anche la sentenza di un Gup.
Giovanni C.
Il compito della magistratura non è conferire patenti di legittimità politica, o di liceità etica, ai nostri comportamenti. È stabilire se ci sono reati da perseguire. Dire “odio tutti gli africani”, o “bisogna picchiare gli omosessuali”, è platealmente reato. Ma il razzismo ha infinite altre vie per manifestarsi, l’omofobia anche, e Vannacci le ha percorse quasi tutte. Lui così come il suo compare Salvini. Sperare che sia un giudice a fermarlo è vano e anche un poco comodo. Spetta a noi, spetta alle parole e agli atti dei cittadini, spetta alla politica combattere il razzismo e l’omofobia. Possibile che Tangentopoli non ci abbia insegnato nulla? Trasformare un manipolo di magistrati in attori di una rivoluzione è stato un errore tragico. Ripeto: tragico. Errore di pavidità e di confusione. La sola maniera di combattere le idee razziste, o classiste, o in qualunque modo oppressive e liberticide, è la politica. Il resto è un alibi.
Che oggi fa caldo
lo so anche da me
Caro Serra, so che è impossibile vivere in una società ideale, ma tra le tante cose brutte della vita vorrei almeno evitare il terrorismo dei media sul meteo. Il mio sogno è svegliarmi ed esclamare spontaneamente e con un moto di sorpresa “oggi fa caldo!”, senza che i media già da giorni mi abbiano avvertito che il caldo sarebbe arrivato. No alla fame nel mondo, no alla distruzione ambientale, no alle guerre, no alle diseguaglianze sociali, ma anche no ai media che ci fanno avere caldo giorni prima che il caldo arrivi.
Andrea Fiorini
Credo di avere scritto, nei decenni, molti articoli contro la spettacolarizzazione del meteo, la sua versione ansiogena e speculativa, oggi dilagante. La meteorologia è scienza, una scienza sempre più rilevante mano a mano che il clima diventa un argomento di grande importanza politica. Ma sulla grande maggioranza dei media la meteorologia non parla un linguaggio scientifico. Parla come un imprenditore che vuole conquistare “clic” a colpi di titoloni. E dire che di meteorologi che non sono imbonitori, ma scienziati, ce ne sono. A parte il sempre meritatamente citato Luca Mercalli, mi piacciono il tono e l’atteggiamento razionale di Paolo Sottocorona, sulla 7. Che anche per merito della Rai, in casa mia (e in molte altre case) sta diventando una vera e propria rete-rifugio per gli spettatori in fuga.