Passeremo un’estate da vermocani
di Alex SaragosaC’è da scommettere che anche quest’anno arriveranno valanghe di segnalazioni ai biologi marini per l’avvistamento di strane specie lungo le coste.La star 2024 del settore, si è già capito, sarà sicuramente il vermocane, Hermodice carunculata, un anellide polichete, cioè una sorta di millepiedi marino dotato di setole, lungo in media 20 centimetri e vivacemente colorato, che sui media è stato descritto nelle scorse settimane come una specie aliena e invasiva, intenta a distruggere la fauna marina italiana. «In realtà la sua area di distribuzione va dal Golfo del Messico al Mediterraneo, e la sua presenza in Italia è documentata fin dal XIX secolo nelle acque siciliane, quindi non si tratta certo di una specie aliena», spiega il biologo marino del Cnr, Ernesto Azzurro.
C’è da scommettere che anche quest’anno arriveranno valanghe di segnalazioni ai biologi marini per l’avvistamento di strane specie lungo le coste.La star 2024 del settore, si è già capito, sarà sicuramente il vermocane, Hermodice carunculata, un anellide polichete, cioè una sorta di millepiedi marino dotato di setole, lungo in media 20 centimetri e vivacemente colorato, che sui media è stato descritto nelle scorse settimane come una specie aliena e invasiva, intenta a distruggere la fauna marina italiana. «In realtà la sua area di distribuzione va dal Golfo del Messico al Mediterraneo, e la sua presenza in Italia è documentata fin dal XIX secolo nelle acque siciliane, quindi non si tratta certo di una specie aliena», spiega il biologo marino del Cnr, Ernesto Azzurro.
Aliena no, ma di certo invasiva, visto che questa specie, che ama le acque calde, grazie al cambiamento climatico anno dopo anno sembra diventare più abbondante e con una diffusione sempre più settentrionale, che comprende ormai anche la Toscana. «Il vermocane è onnivoro e opportunista: percorre velocemente i fondali marini nutrendosi di animali morti o di invertebrati come coralli e gorgonie, trasmettendo loro anche patogeni. Per queste specie, già penalizzate dalle ondate di calore, il successo del vermocane rappresenta un ulteriore, preoccupante impatto», dice sempre lo scienziato.E danni li provoca anche ai pescatori, perché nel suo menu sono ormai entrati anche i pesci intrappolati dalle reti, così che chi le ha gettate spesso si trova a tirare su grovigli di vermi e lische. «Si potrebbe però provare a ridurne un po’ il numero, visto che catturarli è molto semplice: basta mettere un pezzo di carne in una nassa, per trovarla dopo poco tempo piena di questi animali». E se i pescatori sono ben consapevoli di non dover toccare a mani nude il vermocane, occorrerà avvertire anche i turisti della sua pericolosità: il suo corpo è infatti coperto di setole acuminate contenenti neurotossine, che possono provocare dolori molto forti.
Del tutto innocue sono invece le specie responsabili di altri strani avvistamenti: palline arancio, conchiglie rosa schiumose e “scarpette di cristallo”.«Le palline arancio arrivano dalle salpe, animali trasparenti, che vivono al largo e possono sembrare meduse, mentre in realtà non sono neanche invertebrati, ma cordati, cioè nostri lontanissimi parenti, dotati di una “corda nervosa” sul dorso. Alla fine dell’inverno, per riprodursi, le salpe si uniscono in file che nella Salpa maxima possono arrivare a 12 metri di lunghezza. Subito dopo essersi riprodotte muoiono, finendo spesso sui litorali, dove il corpo velocemente scompare, lasciandosi dietro però le “palline arancioni” del loro apparato digerente».Conchiglie rosa e “scarpette di cristallo”sono invece i resti di due specie di molluschi che muoiono anch’essi in massa dopo la riproduzione primaverile. Le prime appartengono alla Janthina pallida, una lumachina che si muove grazie a bolle di muco piene di gas e uova rosa, da lei prodotti. Le “scarpette trasparenti” sono invece la conchiglia interna, formata da una gelatina piuttosto densa, della Cymbulia peronii, che si potrebbe descrivere come “una lumaca con le ali”: sulla “scarpetta”, un guscio trasparente, si innestano i muscoli delle pinne dell’animale.«Ma anche altri strani animali trasparenti sono diventati molto facili da incontrare: sono le noci di mare, Mnemiopsis leidyi, ctenofori, cioè animali gelatinosi come le meduse, ma non urticanti: sono lunghi pochi centimetri, ma formano vistosi banchi vicino alle coste. Venti anni fa sono state portate nel Mediterraneo con le acque di zavorra delle navi provenienti dall’Atlantico, e ultimamente sono diventate così abbondanti in alcune aree dell’Adriatico da costituire un problema per la pesca. Si nutrono infatti di zooplancton, sottraendolo ad alici e sardine, di cui mangiano anche uova e larve».
Attenti a quei quattro
Le noci di mare si vanno così a sommare ad altre minacce aliene agli ecosistemi marini italiani, come l’ormai famoso pesce scorpione, Pterois miles, predatore tropicale insaziabile e intoccabile, armato com’è di letali spine velenose, che ormai è facile incontrare nelle acque del meridione, o l’ancor più famigerato granchio blu dell’Atlantico, Callinectes sapidus, le cui popolazioni stanno esplodendo nell’Adriatico, spazzolando tutto ciò che vive sui fondali.«E oggi non è più solo: nel 2023 con i colleghi Fabio Grati e Carlo Froglia, abbiamo segnalato l’arrivo davanti alle Marche di un suo parente, il Portonus segni, granchio blu del Mar Rosso, anch’esso molto invasivo. Le acque del Nord Adriatico però sono ancora troppo fredde per questo crostaceo tropicale e per ora ne fermano l’espansione».Chi farà il bagno fra Venezia e Trieste, quindi, cambiamento climatico permettendo, incontrerà il nuovo granchio blu solo nei menù dei ristoranti, ma potrebbe invece imbattersi in un altro ospite sgradito il Lagocephalus sceleratus, o pesce palla maculato, segnalato poche settimane fa in Istria, in acque che si pensavano ancora troppo fredde per lui. «È anch’esso una specie arrivata dal mar Rosso: molto invasiva e pericolosa da mangiare perché contiene un composto letale, la tetradotossina. Lo stiamo monitorando per mettere in guardia, attraverso la campagna “Attenti a quei 4”, le popolazioni delle aree dove appare (gli altri sono pesce palla maculato, scorpione e coniglio, ndr)», conclude Azzurro.Chi avvistasse creature “strane”, può segnalarlo al gruppo Facebook Oddfish, aperto dal Cnr. Per un’estate più tranquilla.
Sul Venerdì del 28 giugno