Giorgia, Marine, Marina: le tre macho
di Massimo GianniniIl Messico è donna, ma pure l’Italia non scherza. Certo, nel Belpaese il nuovo potere femminile spicca perché fa suo l’archetipo maschile del comando assoluto, arrogante e aggressivo. La moderna donna italica non persuade, ordina. Manco fossimo Fascisti su Marte. Cioè è Sorella e Padrona perché “fa l’uomo”, e non perché sa usare al meglio la sua dolce fermezza, la sua strenua capacità di mediazione, la sua carismatica moral suasion. L’immagine plastica, e ormai già iconica, è Giorgia Meloni che alla Camera intima ai vicepremier seduti al suo fianco: «Regà, arzateve pure voi però…». E i due, Salvini e Tajani, ciancicati come due scolaretti, obbediscono. E va bene così. Forse anche certe brutalità stilistiche – così lontane da quella “grazia di Stato” che ci si aspetterebbe dalle alte cariche, indipendentemente dal gender – fanno parte della nuova “egemonia culturale”. Del resto, a costruirla da zero non possono bastare le colte citazioni neonaziste e antisemite degli “splendidi ragazzi…
Il Messico è donna, ma pure l’Italia non scherza. Certo, nel Belpaese il nuovo potere femminile spicca perché fa suo l’archetipo maschile del comando assoluto, arrogante e aggressivo. La moderna donna italica non persuade, ordina. Manco fossimo Fascisti su Marte. Cioè è Sorella e Padrona perché “fa l’uomo”, e non perché sa usare al meglio la sua dolce fermezza, la sua strenua capacità di mediazione, la sua carismatica moral suasion. L’immagine plastica, e ormai già iconica, è Giorgia Meloni che alla Camera intima ai vicepremier seduti al suo fianco: «Regà, arzateve pure voi però…». E i due, Salvini e Tajani, ciancicati come due scolaretti, obbediscono. E va bene così. Forse anche certe brutalità stilistiche – così lontane da quella “grazia di Stato” che ci si aspetterebbe dalle alte cariche, indipendentemente dal gender – fanno parte della nuova “egemonia culturale”. Del resto, a costruirla da zero non possono bastare le colte citazioni neonaziste e antisemite degli “splendidi ragazzi” di Gioventù Nazionale, e meno che mai le dotte lezioni di Storia del ministro dell’Ignoranza Gennaro Sangiuliano che – dopo aver imparato a memoria tutte le terzine di Dante, il primo “poeta di destra”, e aver contro-intervistato tutti i cronisti sulle note atrocità commesse dai Khmer Rossi in ogni angolo della Penisola – è in grado di sbarcare a Londra, direttamente a Times Square, navigando sulle Caravelle di Colombo grazie alle carte nautiche di Galileo. La donna di destra è madre, è cristiana, ma è soprattutto macha. Non è una critica: è un dato di fatto.
Non a caso Meloni, adesso, è insidiata da altre due femmine-alfa: Marine e Marina. Marine è Le Pen: la leader del Rassemblement National è il simbolo dell’ultradestra estremista, eurofoba e xenofoba, che dalla Francia solca l’Onda Nera del Vecchio Continente, e chiede alla Sorella d’Italia di salire sul suo surf per sconfiggere l’Unione dei tecnocrati e dei burocrati, incarnata da un’altra donna, che però nella visione lepenista è una femmina-beta, cioè Ursula Von der Leyen.
Marina è Berlusconi: l’unica, vera erede di Silvio è la front-woman scopertasi moderata post mortem paterna, che da Arcore condanna le derive sovraniste e post-fasciste in Europa, strapazza la premier sui diritti civili in nome dei valori liberali e aleggia come uno spiritello su una Forza Italia orfana del Cavaliere e ansiosa di future discese in campo. Non è chiaro quale sia il modello vincente. Ma immaginate, da una parte, una destra guidata da Giorgia Meloni e Marina Berlusconi, e dall’altra parte una sinistra rappresentata da Elly Schlein e Chiara Appendino (ove mai Giuseppi, Avvocato senza Popolo, si decidesse a mollare i Cinque Stelle). Per una politica senza uomini mancherebbe solo il passo indietro di Renzi e Calenda al Centro, magari a vantaggio di Boschi e Carfagna. Ma questa sarebbe davvero una svolta contronatura: ai ragazzini capricciosi non puoi togliere la Playstation.