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Quelli che salvarono Ravenna

Illustrazione di Alberto Ruggieri 
Domani è la giornata mondiale delle cooperative. Alcune davvero eroiche. Come la C.A.B Ter.Ra
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Fondata nel 1883, la Cooperativa agricola braccianti territorio ravennate (C.A.B. Ter.Ra) è uno dei primi esperimenti al mondo di cooperazione tra braccianti. E ancora oggi, dopo oltre 140 anni di storia, mantiene vivo il principio della mutua assistenza tra i soci lavoratori. Sono settanta gli aderenti alla cooperativa, che coltiva a cereali, ortaggi e frutta in oltre duemila ettari di terreni di proprietà. Ma i soci di ieri, così come quelli di oggi, hanno sempre lavorato la terra con l’idea che la terra – e la comunità – siano un bene comune da preservare per sé stessi e per le generazioni a venire. La cooperativa, pur rimanendo fedele ai principi originari, ha attraversato la storia innovandosi e investendo. Ad esempio, nella conversione di 270 ettari alla coltura biologica; oppure, nell’installazione di 66 MW di impianti fotovoltaici, e nella riconversione di vecchie stalle in moderni allevamenti. Poi, è arrivato il 17 maggio 2023, con l’alluvione dell’Emilia-Romagna. Quel giorno Ravenna, la città dei mosaici bizantini, rischiava di esser invasa dall’acqua se un canale non fosse stato rapidamente “tagliato”, consentendo alla piena di sfogare la sua irruenza nei terreni a Nord della città, di proprietà appunto dei soci di C.A.B. Ter.Ra. Una scelta difficile, visto che già un quarto del terreno della cooperativa era stato sommerso e le colture rovinate; perdere altri 200 ettari, un dramma. Ma i soci non hanno avuto dubbi: il bene comune viene prima, (e il Venerdì aveva dedicato loro un articolo il 10 novembre 2023). Ravenna così è stata salvata, a spese dei campi coltivati. Quel giorno i soci si sono sostituiti alle inesistenti politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. E, visto che domani 6 luglio si celebra la Giornata internazionale delle cooperative, li vogliamo tra i #GreenHeroes.

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