John Huston, cacciatore fallito
di Daria Galateria«Non ho mai ucciso un elefante», confessa il regista John Huston nell’autobiografia (Un libro aperto, La nave di Teseo), anche se nel ’51,nel suo primo viaggio nel continente nero per girare La regina d’Africa, ci provò. Nel più fitto della foresta avevano scovato il Ruiki, piccolo affluente del Congo, buono per il battello su cui Katharine Hepburn e Humphrey Bogart attaccanoi tedeschi e si innamorano; Bogie si era portato la moglie Betty (Lauren Bacall, che si occupò della cucina: un cacciatore nero procurava la selvaggina, ma su quello stufato misto giravano sospetti così atroci che fu licenziato, e di lì a poco sarebbe finito giustiziato).
Per il film, Huston aveva trenta giorni in tutto; il set di capanne fu costruito in foglie di palma e rafia, adorate dalle termiti, e attorno al campo si scavò…
«Non ho mai ucciso un elefante», confessa il regista John Huston nell’autobiografia (Un libro aperto, La nave di Teseo), anche se nel ’51,nel suo primo viaggio nel continente nero per girare La regina d’Africa, ci provò. Nel più fitto della foresta avevano scovato il Ruiki, piccolo affluente del Congo, buono per il battello su cui Katharine Hepburn e Humphrey Bogart attaccanoi tedeschi e si innamorano; Bogie si era portato la moglie Betty (Lauren Bacall, che si occupò della cucina: un cacciatore nero procurava la selvaggina, ma su quello stufato misto giravano sospetti così atroci che fu licenziato, e di lì a poco sarebbe finito giustiziato).
Per il film, Huston aveva trenta giorni in tutto; il set di capanne fu costruito in foglie di palma e rafia, adorate dalle termiti, e attorno al campo si scavò un fossato pieno di cherosene, da incendiare in caso di attacco (le termiti mangiano tutto, compresa la carta da parati, «se c’è una capra legata, ne lasciano soltanto le ossa»). Proprio il primo giorno delle riprese arrivò dal regista, agitatissimo, un indigeno; era stato avvistato un branco di elefanti – potevano distruggere un villaggio; e uno aveva, disse, delle “enormi zanne”: un’occasione, pensò John Huston, per conquistare un “trofeo”. All’epoca, in Africa, i neri potevano usare solo i fucili ad avancarica; Huston prese con sé Kevin, un ragazzo balbuziente, con una cinepresa. Le tracce erano di un grosso branco; li videro: si allontanavano in un grande lago, il posto era pieno di bufali rossi, e quando Kevin apprese che tutta la scienza di caccia di Huston riposava sulla lettura di un paio di libri fondamentali, votò per tornare indietro; i suoi esilaranti racconti, balbuzie compresa, diventarono un film a parte, di e con Clint Eastwood (Cacciatore bianco, cuore nero, 1990).Le termiti si affacciarono, esplorativamente, e si diede fuoco al cherosene – assassini, disse la Hepburn: amava gli animali, era fedele a Spencer Tracy e beveva solo acqua (considerava Bogie e Huston degli ubriaconi), così prese la dissenteria. La diarrea girava, e le persone in fila davanti al cesso un mattino videro Kevin, con i pantaloni abbassati, uscire urlando, senza balbettare: «Il mamba nero!»: il letale serpente, come un cilindro scuro, si sciolse e filò nella foresta. Ogni giorno la troupe risaliva il Ruiki per un bel tratto e girava mentre la corrente la riportava a valle. Il primo giorno furono assaliti dalle vespe nere: erano come aerei da caccia; al ritorno punsero tutti di nuovo, ma disinteressatamente; il terzo giorno non li presero più in considerazione. Spuntarono invece dei babbuini, che li aspettavano sulla riva a guardare; sembrava di recitare a teatro.
Sul Venerdì del 12 luglio 2024