I diritti d’autore di Molière
di Daria GalateriaNell’estate del 1669 il libraio Jean Ribou andò in Olanda a far incetta di libri stampati nei Paesi Bassi. Libri proibiti, cioè operine galanti, come la Storia amorosa delle Gallie, sugli amori di Luigi XIV (l’autore, il conte Bussy-Rabutin, fu esiliato per sempre) o la Morale pratica dei Gesuiti – austera opera giansenista. Libri sediziosi insomma: i libri proibiti all’epoca mescolavano opere blasfeme e licenziose – come le Mazarinades, fiorite nella recente rivolta della Fronda, che certificavano per esempio, in rima, gli amori del cardinale Mazzarino e della regina: «n’en doutez plus, il est vrai qu’il la fout», non dubitate, la fotte.
Denunciato dai colleghi librai, Ribou fu condannato a cinque anni di galera sulle navi francesi. Si poteva protestare un’invalidità: i chirurghi reali riscontrarono un vecchio colpo di spada alla schiena che rendeva Ribou inabile ai remi, la pena fu commutata in un congruo numero di frustate e nel bando per cinque anni.
Nell’estate del 1669 il libraio Jean Ribou andò in Olanda a far incetta di libri stampati nei Paesi Bassi. Libri proibiti, cioè operine galanti, come la Storia amorosa delle Gallie, sugli amori di Luigi XIV (l’autore, il conte Bussy-Rabutin, fu esiliato per sempre) o la Morale pratica dei Gesuiti – austera opera giansenista. Libri sediziosi insomma: i libri proibiti all’epoca mescolavano opere blasfeme e licenziose – come le Mazarinades, fiorite nella recente rivolta della Fronda, che certificavano per esempio, in rima, gli amori del cardinale Mazzarino e della regina: «n’en doutez plus, il est vrai qu’il la fout», non dubitate, la fotte.
Denunciato dai colleghi librai, Ribou fu condannato a cinque anni di galera sulle navi francesi. Si poteva protestare un’invalidità: i chirurghi reali riscontrarono un vecchio colpo di spada alla schiena che rendeva Ribou inabile ai remi, la pena fu commutata in un congruo numero di frustate e nel bando per cinque anni.
Jean Ribou, chi era costui? Era Il libraio di Molière, come racconta l’insigne Alain Riffaud in un saggio premiatissimo, pubblicato in Francia da Portaparole: Ribou, con la sua giusta fama di furfante e un rapporto con Molière a lungo burrascoso. Il 2 dicembre 1659, il trionfo delle Preziose ridicole suscitò in Ribou un audace progetto: incaricò il giovane Somaize di copiare il testo, e scrivere una commedia a fianco, Le vere preziose. Era la moda allora dei circoli femminili, della casuistica amorosa, e la doppia pochade vendeva bene – Molière, che non era stato informato, provvide a passare i diritti della commedia a editori più accreditati; ma Ribou fu più veloce, affidando a tre stamperie insieme l’impresa. Stessa idea per il Cocu imaginaire, nel 1660: Ribou spedì degli accoliti a imparare a memoria il testo alle rappresentazioni, e commissionò a un altro accolito la versione femminile, La cornuta immaginaria. Stavolta Molière reagì, ma Ribou, condannato a consegnare le sue copie illegali, dovette farle ristampare, perché erano andate a ruba.
Scandali e cattiva pubblicità giovano al commercio; Ribou prosperava con un Dizionario delle Preziose, le aristocratiche bas-bleu prefemministe, rivelando in un opuscolo i loro veri nomi. Nel 1665, Molière non pensò a far stampare Tartufo né Don Giovanni (Le Festin de pierre); Bidou ritirò fuori un’operina coeva con lo stesso titolo, dando a intendere che fosse quella di Molière. Stavolta Molière decise di tenere per sé i diritti delle sue opere, a prezzo “doppio”; per stamparle, ricorse a tal Blageart, «troppo piccolo per uomo, ma troppo grande per un nano» – ma dietro allo stampatore c’era Ribou, con cui Molière ormai, divertito, si intendeva.
Sul Venerdì del 26 luglio 2024