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Una storia di perversione aziendale

Michele Riondino è Caterino Lamanna, operaio e spia antisindacale, nel film da lui diretto Palazzina Laf 
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Colpevolmente mancato quando è uscito, ho finalmente visto Palazzina Laf, da poco vincitore del Premio Cipputi che la Cineteca di Bologna assegna nel corso di una giornata dedicata al cinema che racconta il mondo del lavoro. Inizia con il funerale di un operaio, mentre i titoli di testa scorrono sulle tessere dorate del mosaico anni Cinquanta della parrocchia Gesù Divino Lavoratore nel quartiere Tamburi di Taranto.

Michele Riondino, che di Palazzina Laf è attore e regista, non racconta però le morti fisiche causate dal lavoro (comunque lì da vedere, tra gli impianti insicuri e i colpi di tosse dei tumori da amianto). Racconta quelle psichiche – la cancellazione della dignità umana nella perversione aziendale – a partire dal primo grande caso pubbli…

Colpevolmente mancato quando è uscito, ho finalmente visto Palazzina Laf, da poco vincitore del Premio Cipputi che la Cineteca di Bologna assegna nel corso di una giornata dedicata al cinema che racconta il mondo del lavoro. Inizia con il funerale di un operaio, mentre i titoli di testa scorrono sulle tessere dorate del mosaico anni Cinquanta della parrocchia Gesù Divino Lavoratore nel quartiere Tamburi di Taranto.

Michele Riondino, che di Palazzina Laf è attore e regista, non racconta però le morti fisiche causate dal lavoro (comunque lì da vedere, tra gli impianti insicuri e i colpi di tosse dei tumori da amianto). Racconta quelle psichiche – la cancellazione della dignità umana nella perversione aziendale – a partire dal primo grande caso pubblico di mobbing in Italia. Ispirato da Fumo sulla città, libro-reportage di Alessandro Leogrande, alla cui memoria il film è dedicato, Palazzina Laf (acronimo di laminatoio a freddo) è il nome di un edificio abbandonato dentro la fabbrica usato dalla proprietà per confinare,nel limbo quasi manicomiale del non lavoro, i dipendenti “scomodi”.

Lo sfondo è l’llva di Taranto del 1997, la storia è quella di Caterino Lamanna, un «Giuda inconsapevole, che a suo modo è anche un povero Cristo», operaio insoddisfatto e ignorante che, infiltrato ad arte nella Palazzina, diventa la spia antisindacale del dottor Giancarlo Basile, il cane da guardia del padrone. Film senza eroi, Palazzina Laf è una storia di minacce e paure, ambizioni e vendette, bassezze piccole e grandi nella cornice del peggior capitalismo da manuale. Tra cinema civile e commedia amara, un film di impegno sociale e caratterizzazione psicologica, capace di mostrare come la miseria morales ia un ingranaggio della miseria politica e dello sfruttamento economico. Più che meritati i David di Donatello a Michele Riondino e Elio Germano.

Sul Venerdì del 2 agosto

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