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Quante emozioni con le lacrime di Lady Aretha Franklin

La copertina dell’album Soul ‘69 (1969) di Aretha Franklin che contiene The Track of My Tears 
La canzone della settimana è “The Tracks of My Tears” interpretata da Aretha Franklin
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Questa fu la colonna sonora di un mio compleanno – il sedicesimo – ai tempi del liceo. Il 2 agosto. Le canzoni vanno e vengono, le adori per una stagione poi le riponi in un angolo della memoria, come un vecchio cappotto in fondo al guardaroba. Non questa: The Tracks of My Tears di Aretha Franklin mi ha incastrato, è la coperta di Linus – un cappotto che indosso in ogni stagione, anche d’estate. Mai troppo pesante né ingombrante.

La cover del capolavoro di Smokey Robinson and the Miracles (1965) era nell’album Soul ’69, il quattordicesimo di Aretha. Non l’avrei mai avuto fra le mani se il fratello di una compagna di scuola, un ragazzone introverso e silenzioso già in età universitaria, non me lo avesse imprestato da ascoltare (lui era un appassionato di black music, io non ancora). In realtà il microsolco non finì di sedurmi – ora col senno di poi posso dire che non è uno dei migliori di Aretha, esageratamente affollato di musicisti, vistosamente arrangiato e con qualche problema di m…

Questa fu la colonna sonora di un mio compleanno – il sedicesimo – ai tempi del liceo. Il 2 agosto. Le canzoni vanno e vengono, le adori per una stagione poi le riponi in un angolo della memoria, come un vecchio cappotto in fondo al guardaroba. Non questa: The Tracks of My Tears di Aretha Franklin mi ha incastrato, è la coperta di Linus – un cappotto che indosso in ogni stagione, anche d’estate. Mai troppo pesante né ingombrante.

La cover del capolavoro di Smokey Robinson and the Miracles (1965) era nell’album Soul ’69, il quattordicesimo di Aretha. Non l’avrei mai avuto fra le mani se il fratello di una compagna di scuola, un ragazzone introverso e silenzioso già in età universitaria, non me lo avesse imprestato da ascoltare (lui era un appassionato di black music, io non ancora). In realtà il microsolco non finì di sedurmi – ora col senno di poi posso dire che non è uno dei migliori di Aretha, esageratamente affollato di musicisti, vistosamente arrangiato e con qualche problema di missaggio, un polpettone jazz con troppi ingredienti in cui l’unico veramente appetitoso è la voce di Lady Soul.

Aretha acchiappa una canzone leggera e malinconica, la squarta, la strazia e la ricompone al punto di renderla, non fosse per il testo, irriconoscibile. Introdotta dalla chitarra di Kenny Burrell, la voce riscrive la partitura originale alterandone i toni, sibilando le parole, creando una tensione sconosciuta alla versione pop dei Miracles, infine esaltata dall’impegno della vigorosa, sconfinata, esagerata jazz band.

Ecco altri dieci interpreti che hanno contribuito a fare di The Tracks of My Tears un evergreen:
1) Gladys Knight & The Pips
2) Carmel
3) Linda Ronstadt
4) Bryan Ferry
5) UB40
6) Boyz II Men
7) Billy Bragg
8) Michael McDonald
9) Vanilla Fudge
10) Dolly Parton

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