Anche i muri dicono addio al cane estinto
di Giada Lo PortoChe la scomparsa della povera Kira, a17 anni, abbia lasciato «mamma e papà» nel dolore più profondo, lo si capisce da quel manifesto affisso sul muro di una strada in provincia di Napoli. Proprio come quello affisso a Nola e dedicato a Lupin, 15 anni, «che resterà sempre nei nostri cuori». Che c’è di strano in questa Spoon River ambientata in alcune città campane, da Napoli ad Avellino, da Nola a Qualiano? Di strano c’è solo che Kira e Lupin sono due cani e che i manifesti funebri , di solito dedicati agli umani, questa volta sono tutti per loro.Ora, che la frontiera dell’ultimo saluto agli animali si sposti ogni giorno più in là, è un dato assodato. Funerali, cerimonie, musica classica, cimiteri. Ed ancora cremazioni, urne personalizzate col nome, la foto o la scultura del proprio animale.Ma l’apparizione dei tradizionali annunci funebri, molto frequenti in tanti paesi di provincia,dedicati a cani, gatti o conigli hanno fatto sobbalzare più d’uno. Soprattutto quando alcune dediche pe…
Che la scomparsa della povera Kira, a17 anni, abbia lasciato «mamma e papà» nel dolore più profondo, lo si capisce da quel manifesto affisso sul muro di una strada in provincia di Napoli. Proprio come quello affisso a Nola e dedicato a Lupin, 15 anni, «che resterà sempre nei nostri cuori». Che c’è di strano in questa Spoon River ambientata in alcune città campane, da Napoli ad Avellino, da Nola a Qualiano? Di strano c’è solo che Kira e Lupin sono due cani e che i manifesti funebri , di solito dedicati agli umani, questa volta sono tutti per loro.Ora, che la frontiera dell’ultimo saluto agli animali si sposti ogni giorno più in là, è un dato assodato. Funerali, cerimonie, musica classica, cimiteri. Ed ancora cremazioni, urne personalizzate col nome, la foto o la scultura del proprio animale.Ma l’apparizione dei tradizionali annunci funebri, molto frequenti in tanti paesi di provincia,dedicati a cani, gatti o conigli hanno fatto sobbalzare più d’uno. Soprattutto quando alcune dediche per gli animali defunti sono state piazzate accanto, o a volte anche sopra, a quelle dei defunti umani. «Non c’è più alcun rispetto nei confronti dei morti», sbotta la nipote di una novantenne che, in un paese campano, s’è trovata l’epigrafe di un cane poco sotto quella della nonna.
Dopo il Covid
Quello che sta accadendo in particolare in Campania, ma anche altrove, è conseguenza del boom di riti funebri per gli animali di famiglia. Dal Covid, questo tipo di cerimonie è cresciuto a dismisura. A detta degli esperti del settore le richieste per seppellire o far cremare il cane o il gatto sono quadruplicate rispetto al 2019. «Il cane, per la famiglia, è l’eterno bambino che vuole giocare sempre e non cresce mai, e i suoi proprietari spesso e non a caso si definiscono mamma o papà» spiega Ludovico De Luca, titolare di “Il riposo di Snoopy”, uno dei centri di cremazione e sepoltura degli animali autorizzati in Italia. Vengono proprio da qui anche i manifesti diffusi per le strade di Pompei e di altri paesi, regalati alle famiglie che scelgono riti funebri a misura di pet. “Snoopy” ha sedi anche in Basilicata e nel Lazio, e non a caso i manifesti funebri iniziano a diffondersi anche lì. «Il cane dipende dal proprietario e con lui entra in simbiosi» prosegue De Luca: «Sa, a volte il familiare che muore vive pure in un’altra città, non c’è quella sintonia fatta di quotidianità che si instaura tra l’uomo e l’animale». Quanto a chi storce il naso vedendo i manifesti funebri per gli uni accostati a quelli per gli altri, non si preoccupa più di tanto: «Capita che qualcuno la prenda male, è senz’altro vero, e però a fronte di uno che solleva la questione le assicuro che ce ne sono altri mille per cui il cane o il gatto sono un vero componente della famiglia».
Molto Pet-Friendly
I cimiteri dedicati agli animali si trovano in 13 Regioni d’Italia: Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Calabria e Sardegna. La clientela è eterogenea per età, estrazione sociale e possibilità economiche: si va dallo studente ventenne alla professoressa quarantenne, dal postino o operaio cinquantenne fino al militare o ferroviere in pensione. E non si accolgono solo cani e gatti, ma anche conigli, tartarughe, uccellini, criceti. In alcuni casi si disperdono le ceneri e ovviamente ogni cimitero ha un tariffario. A disposizione di chi ha perso il fedele compagno di una vita c’è anche una psicologa specializzata, a pagamento.
La gallina di Mussolini
A Bologna, il Comune ha appena modificato il regolamento dei servizi cimiteriali per consentire di conservare le ceneri di Fido nello stesso loculo o nella stessa tomba del proprietario. Mentre il cimitero per animali di Roma, “Casa Rosa”, sulla via Portuense, ospita circa mille animali. Esiste dal 1922. Pare che il veterinario d’allora, Antonio Molon, ricevette da Mussolini in persona la richiesta di seppellire una gallina, compagna di giochi dei suoi figli. Racconta Molon figlio. «In una fiera regalarono tre pulcini ai figli di Mussolini. Due morirono, l’altro diventò una gallina compagna di giochi di quei ragazzi fin quando morì. Mussolini chiese allora a mio padre se poteva seppellirla in modo, che i figli potessero portarle un fiore. Ma non creda sia stato l’unico. Da noi sono seppelliti i resti degli animali di Sandro Pertini, Giovanni Leone, Anna Magnani, Peppino De Filippo e Aldo Fabrizi». Alla periferia ovest di Milano, invece, c’è “Il Fido Custode”: seimila metri quadrati dedicati alle sepolture di animali. Con tanto di servizio di cremazione con il rilascio delle ceneri. C’è chi ha deciso di disperderle durante un giro in barca nel mare delle Egadi, in Sicilia. Altri ai Piani dei Resinelli, sopra Lecco. I prezzi dell’addio? Facendo una media fra le regioni, un funerale base costa circa 300 euro per arrivare a quello da 500 euro compreso di tutto: ritiro della spoglia dal veterinario, cremazione, urna e consegna delle ceneri. Alcuni siti online propongono urne particolari, in legno massello, dipinte a mano, con l’immagine del caro estinto: costano circa 55 euro.
Un rapporto cambiato
Secondo gli psicologi, l’umanizzazione del mondo animale è, da una parte, un segno della trasformazione del concetto di famiglia ma, dall’altra, rivela anche una distorsione del rapporto tra essere umano e animale domestico. In sostanza, mentre in una relazione paritaria con l’altro si può essere delusi o feriti, con il proprio animale questa eventualità non esiste. «Un cucciolo di cane dovrebbe essere adottato nelle scuole materne ed elementari per l’educazione sentimentale dei bambini» dice lo psichiatra Paolo Crepet. «Accudendolo si impara a custodire l’altro. È tutto un gioco che gira attorno al prendersi cura. L’umanizzazione del mondo animale fa parte di una sorta di diffusa e malcelata difficoltà nel pensare a una famiglia con 3 o 4 figli. Il cane dà più soddisfazioni di un figlio. Perché è ubbidiente».