✕

Amatissimi Keane, anche McCartney era loro fan

La canzone della settimana è “Nothing in My Way” dei Keane
1 minuti di lettura

Questi erano diventati i cocchi di Paul McCartney. Avevano persino minacciato di spodestare i Coldplay. Poi che è successo? Come può disintegrarsi un gruppo che ha prodotto brani come Nothing in My Way? Il pop-rock non è molto diverso dal calcio, le canzoni sono rotonde e, come il pallone, non sempre vanno in porta. Ma i Keane hanno avuto un momento magico che è durato più di un singolo in classifica.

Tom Chaplin – il cantante del gruppo britannico che fa rock con pochissime chitarre e moltissime tastiere – mi raccontò (dopo l’esordio con Hopes and Fears, 2004, quattro milioni di copie vendute) di aver incontrato per strada Paul McCartney, la vigilia di Natale: «Mi ha riconosciuto, si è fermato a parlare, mi ha fatto gli auguri. Un Merry Christmas indimenticabile!».

Pochi mesi dopo, intervisto McCartney al Charlotte Street Hotel (nel frattempo la band ha pubblicato il secondo, Under the Iron Sea, con Nothing in My Way, la mia preferita, anche più bella della celebrata Everybody…

Questi erano diventati i cocchi di Paul McCartney. Avevano persino minacciato di spodestare i Coldplay. Poi che è successo? Come può disintegrarsi un gruppo che ha prodotto brani come Nothing in My Way? Il pop-rock non è molto diverso dal calcio, le canzoni sono rotonde e, come il pallone, non sempre vanno in porta. Ma i Keane hanno avuto un momento magico che è durato più di un singolo in classifica.

Tom Chaplin – il cantante del gruppo britannico che fa rock con pochissime chitarre e moltissime tastiere – mi raccontò (dopo l’esordio con Hopes and Fears, 2004, quattro milioni di copie vendute) di aver incontrato per strada Paul McCartney, la vigilia di Natale: «Mi ha riconosciuto, si è fermato a parlare, mi ha fatto gli auguri. Un Merry Christmas indimenticabile!».

Pochi mesi dopo, intervisto McCartney al Charlotte Street Hotel (nel frattempo la band ha pubblicato il secondo, Under the Iron Sea, con Nothing in My Way, la mia preferita, anche più bella della celebrata Everybody’s Changing), e mentre ci accomodiamo esordisce: «Ha ascoltato i Keane? Le piacciono? Non pensavo che dopo i Radiohead avremmo avuto altre meraviglie». Era chiaro, in quel momento, che una nuova British Invasion – con Franz Ferdinand, Muse, Bloc Party, Snow Patrol, Kasabian e Arctic Monkeys in arrivo – stava dilagando.

Voce potente e dolcissima, Tom Chaplin è un campione dell’alt-rock d’inizio millennio, e i Keane (come i Muse) sono i degni eredi di quel progressive che nei primi anni Settanta conquistò la scena post-Beatles con un rock sinfonico e sofisticato (i primi Genesis, Van Der Graaf Generator, Yes). Uno sprofonda nella stupefacente solennità di Nothing in My Way e si chiede: perché i Keane non hanno scavalcato i Coldplay? E perché si sono messi in pausa? Per le band senza un carismatico frontman (praticamente tutte quelle sopra citate) il percorso è assai più accidentato.

Leggi i commenti