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Keynes, il suo amante e il suo Cézanne

Il grande economista John Maynard Keynes (1883-1946) nel 1925 (Bettmann Archive / Getty Images) 

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L’idea era stata di Duncan Grant, il bel Duncan da tutti agognato; John Maynard Keynes, l’economista,diceva senza esitare che il collante del gruppo di Bloomsbury era la possibilità di andare a letto con lui. La guerra nel 1916 lo aveva un po’ sciupato, perché, per evitare la coscrizione (era pacifista), aveva lavorato in una fattoria, rientrando stremato nella mitica Charleston, la casa della compagna Vanessa Bell. Come che sia, a febbraio del 1918 Duncan lesse l’annuncio di un’asta che si sarebbe tenuta a Parigi il 26 e 27 marzo: andava all’incanto la collezione privata di Edgar Degas, morto a settembre; c’erano dei Corot, dei Cézanne, El Greco, Manet.In una città sotto il fuoco prussiano, e i telefoni ancora poco diffusi, era facile che l’asta sarebbe andata semideserta; ci si poteva aggiudicare con poco, disse dunque subito Duncan al suo amante storico Keynes, grandi capolavori. Keynes aveva concepito le regole che avrebbero governato l’economia di mezzo mondo al primo piano di Ch…

L’idea era stata di Duncan Grant, il bel Duncan da tutti agognato; John Maynard Keynes, l’economista,diceva senza esitare che il collante del gruppo di Bloomsbury era la possibilità di andare a letto con lui. La guerra nel 1916 lo aveva un po’ sciupato, perché, per evitare la coscrizione (era pacifista), aveva lavorato in una fattoria, rientrando stremato nella mitica Charleston, la casa della compagna Vanessa Bell. Come che sia, a febbraio del 1918 Duncan lesse l’annuncio di un’asta che si sarebbe tenuta a Parigi il 26 e 27 marzo: andava all’incanto la collezione privata di Edgar Degas, morto a settembre; c’erano dei Corot, dei Cézanne, El Greco, Manet.In una città sotto il fuoco prussiano, e i telefoni ancora poco diffusi, era facile che l’asta sarebbe andata semideserta; ci si poteva aggiudicare con poco, disse dunque subito Duncan al suo amante storico Keynes, grandi capolavori. Keynes aveva concepito le regole che avrebbero governato l’economia di mezzo mondo al primo piano di Charleston,al cui squisito giardino collaborava (al Giardino di Bloomsbury dedica l’ultimo romanzo Mario Fortunato: un gioiello; vi si racconta tutto questo, e molto altro). Keynes convinse il ministro del Tesoro a dedicare una minima parte del debito di guerra francese all’acquisto, per la Gran Bretagna, di qualcosa della collezione Degas; e partì verso Parigi in compagnia del direttore della National Gallery, Sir Charles Holmes. Il viaggio in treno in tempo di guerra verso una città assediata fu funestato dalle divergenze estetiche tra John Maynard e Holmes – al primo era stato raccomandato di acquisire moderni come Cézanne e Gauguin, Holmes era un tradizionalista;e insomma non riuscirono neanche a sfruttare tutte le ventimila sterline di cui disponevano– ma con quindicimila assicurarono all’Inghilterra un Corot, quattro Ingres, una natura morta di Gauguin e altro. Keynes per suo conto comperò un piccolo Cézanne, le Pommes, e intanto, purdi separarsi da Holmes, accettò un passaggio dall’ex Cancelliere dello Scacchiere Austen Chamberlain: la cui macchina si impantanò ormai nei pressi di Charleston; sicché Keynes, un metro e novantuno di flemma inglese, proseguì a piedi, avendo avuto cura di nascondere la pesante valigia sotto una siepe. A Charleston, quel 28 marzo 1918, stavano andando a cena; John Maynard si cambiò, scese, raccontò la sua storia e chiese se qualcuno poteva andare a ritirare i suoi bagagli abbandonati, c’era un Cézanne, spiegò. Fu una festa; per ringraziare Duncan dell’idea, Keynes gli regalò un disegno di Delacroix; Duncan lo portò il giorno dopo a incorniciare,ma dimenticò di ritirarlo.

Sul Venerdì del 9 agosto 2024

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