Più emozioni, meno emoticon
di Vittorio LingiardiDove vive Riley, negli anni Cinquanta? Parlo della ragazzina che va per i 14, protagonista di Inside Out 2, la saga Disney-Pixar iniziata quando aveva 11 anni. Il contenitore teorico è lo stesso, le neuroscienze cognitive e comportamentali di Paul Ekman, pioniere nello studio delle emozioni umane.
Se il primo Inside Out raccontava la vita mentale di Riley a partire dalle sue emozioni di base (Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto), Inside Out 2 vorrebbe trascinarci nelle turbolenze emotive più complesse e conflittuali che si scatenano all’apparire di un nuovo bottone sulla sua consolle psichica: Allarme Pubertà.
Con la scoperta delle relazioni sociali arrivano nuove emozioni: Imbarazzo, Noia, Invidia, ma soprattutto Ansia. Prendono corpo i temi narcisistici: competizione, popolarità…
Dove vive Riley, negli anni Cinquanta? Parlo della ragazzina che va per i 14, protagonista di Inside Out 2, la saga Disney-Pixar iniziata quando aveva 11 anni. Il contenitore teorico è lo stesso, le neuroscienze cognitive e comportamentali di Paul Ekman, pioniere nello studio delle emozioni umane.
Se il primo Inside Out raccontava la vita mentale di Riley a partire dalle sue emozioni di base (Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto), Inside Out 2 vorrebbe trascinarci nelle turbolenze emotive più complesse e conflittuali che si scatenano all’apparire di un nuovo bottone sulla sua consolle psichica: Allarme Pubertà.
Con la scoperta delle relazioni sociali arrivano nuove emozioni: Imbarazzo, Noia, Invidia, ma soprattutto Ansia. Prendono corpo i temi narcisistici: competizione, popolarità. Il ruolo dei genitori si ridimensiona, quello dei pari si ingigantisce. La morale della storia, clinicamente corretta, sarà che tutte le emozioni sono importanti: non devono combattersi, ma integrarsi. Martellati da Gioia, io narrante di molesta maniacalità, che maneggia con disinvoltura eccessiva l’accetta cognitivo-comportamentale,a un certo punto ci chiediamo: perché nei 14 anni di Riley non esiste la sessualità? Perché non c’è traccia dei social (se non, accennati, nell’indolente scrollare di Noia), oggi vero banco di prova del narcisismo adolescente? Perché Nostalgia è ridotta a una vecchina molesta da compatire? Eppure è spesso nostalgica, l’adolescenza. E silenziosa e sospesa.
Nell’orizzonte ristretto di una pubertà semplificata, senza amori, ormoni, crisi d’identità, curiosità e passioni di conoscenza, l’unica preoccupazione di Riley è essere ammessa nel circolo sportivo delle più cool. Portiamola al cinema, povera Riley, regaliamole un libro, magari un romanzo dell’Ottocento: diventerà più moderna. Scoprirà emozioni, non emoticon.
Sul Venerdì del 15 agosto 2024