Massimo Giannini: e se scegliessi una vacanza patriottica?
di Massimo GianniniNon vorrei eccedere in autoreferenzialità. Ma vi confesso che i dubbi amletici sulla destinazione ideale delle mie vacanze ha innescato un fitto dibattito tra i miei amici e, soprattutto, i miei nemici. E così, un po’ condizionato dalla solita spocchietta teutonica nei confronti dell’Italia – stavolta sgocciolata da un editoriale di Der Spiegel che si chiede se valga ancora la pena frequentare il Belpaese, ormai sempre più caro e sovraffollato – ho pensato a qualche avventura oltrefrontiera.
Le offerte convenienti non mancano. Finite le Olimpiadi, Parigi invoglia come poche altre capitali: se ti fai largo tra le pantegane, e riesci a non bere quei “sei-sette litri di merda” che ha dovuto sputare Greg Paltrinieri, puoi farti una ricca nuotata nella Senna con la sindaca Anne Hidalgo, felicemente sopravvissuta alla “escherichia coli”.
New York non è da meno: se riesci a non calpestare gli homeless che bivaccano tra Pier 17 e Grand Station, ti puoi dilettare a Central Park con la caccia e…
Non vorrei eccedere in autoreferenzialità. Ma vi confesso che i dubbi amletici sulla destinazione ideale delle mie vacanze ha innescato un fitto dibattito tra i miei amici e, soprattutto, i miei nemici. E così, un po’ condizionato dalla solita spocchietta teutonica nei confronti dell’Italia – stavolta sgocciolata da un editoriale di Der Spiegel che si chiede se valga ancora la pena frequentare il Belpaese, ormai sempre più caro e sovraffollato – ho pensato a qualche avventura oltrefrontiera.
Le offerte convenienti non mancano. Finite le Olimpiadi, Parigi invoglia come poche altre capitali: se ti fai largo tra le pantegane, e riesci a non bere quei “sei-sette litri di merda” che ha dovuto sputare Greg Paltrinieri, puoi farti una ricca nuotata nella Senna con la sindaca Anne Hidalgo, felicemente sopravvissuta alla “escherichia coli”.
New York non è da meno: se riesci a non calpestare gli homeless che bivaccano tra Pier 17 e Grand Station, ti puoi dilettare a Central Park con la caccia ecosostenibile al cadavere d’orso, che i familiari burloni delle grandi dinastie yankee scaricano abitualmente negli angoli più suggestivi del polmone verdognolo della Grande Mela.
Caccia per caccia, però, quella in corso in alcune delle più ridenti cittadine del Regno Unito non ha eguali. Stanchi dei noiosi inseguimenti alle volpi della brughiera, i fantasiosi britannici hanno cambiato preda: se vuoi cacciare il migrante e l’islamico, il richiedente asilo e il mendicante straniero, allora i tuoi posti del cuore sono Liverpool, Middlesbrough, Southport. Qui, se ti unisci alle giocose bande di hooligans neonazisti colorite di croci uncinate e fornite di mazze ferrate, puoi colpire indisturbato, tanto ai sudditi di Sua Maestà interessano solo le paparazzate di Andrew e Kate.
Ma di nuovo, al culmine dell’indecisione, un vecchio compagno di liceo mi ha quasi rifatto cambiare programma. Perché andare all’estero, quando “la Nazione” offre tanti spunti? E allora, ecco l’idea del “Gran Tour delle Stragi”. Visto che in questo sciagurato Paese molti “patrioti” avvelenano i pozzi e nessuno ricorda più niente (a parte quel sant’uomo di Sergio Mattarella) si potrebbe fare una cosa tipo quella che il mio amico Pif, nel magnifico La Mafia uccide solo d’estate, fa con suo figlio: un giro a tappe nei luoghi in cui si sono consumate le più sanguinose mattanze del terrorismo neofascista.
Potrei cominciare proprio dalla Stazione di Bologna (2 agosto 1980, 85 morti). Poi andrei a San Benedetto Val di Sambro (4 agosto 1974, 12 morti). Quindi mi sposterei a Milano, in Piazza Fontana (12 dicembre 1969, 17 morti) e alla Questura (17 maggio 1973, 4 morti). Subito dopo toccherebbe a Brescia, in Piazza della Loggia (28 maggio 1974, 8 morti). Per finire, farei una sosta anche a Peteano (31 maggio 1972, 3 carabinieri uccisi). È una vacanza troppo triste, dite? Forse sì. Sarà per questo che Giorgia Meloni non ci è mai andata.
Sul Venerdì del 15 agosto 2024