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Cattivissimo me: ora i Minion giocano a fare Bond

i Minion in una scena di Cattivissimo me 4 (Illumination & Universal Picture) 
Arriva Cattivissimo me 4 e, ancora una volta, sono le piccole creature gialle a togliere dai guai il loro capo. «Sarà una spy story alla 007», dice il regista Chris Renaud. Intervista
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«Gelato. Bananà. Papoy?»: i Minion parlano così. Oggi gli esserini gialli che hanno conquistato i fan (e non solo) di Cattivissimo me voltano pagina e si trasformano in supereroi. Succede nel quarto capitolo della saga (al cinema dal 21 agosto dopo alcune anteprime in giro per la penisola) che da oltre dieci anni intrattiene il pubblico di ogni età. Vorremmo non fare i conti in tasca alla loro casa di produzione ma sarebbe impossibile: queste creaturine dispettose e pasticcione al servizio di Gru – il protagonista super cattivo, ma solo sulla carta – hanno generato un’autentica miniera d’oro. Sono persino entrate nel Guinness dei Primati: una scuola elementare inglese ha ottenuto il record perché ha radunato 419 persone, tra grandi e bambini, vestite da Minion.

I bambini di oggi e gli adulti che lo sono stati tempo fa sono abituati a personaggi cartoon buoni, con rigide regole morali. Ecco, i Minion invece sono sempre stati irriverenti e menefreghisti: lo sono da quasi venti anni e pe…

«Gelato. Bananà. Papoy?»: i Minion parlano così. Oggi gli esserini gialli che hanno conquistato i fan (e non solo) di Cattivissimo me voltano pagina e si trasformano in supereroi. Succede nel quarto capitolo della saga (al cinema dal 21 agosto dopo alcune anteprime in giro per la penisola) che da oltre dieci anni intrattiene il pubblico di ogni età. Vorremmo non fare i conti in tasca alla loro casa di produzione ma sarebbe impossibile: queste creaturine dispettose e pasticcione al servizio di Gru – il protagonista super cattivo, ma solo sulla carta – hanno generato un’autentica miniera d’oro. Sono persino entrate nel Guinness dei Primati: una scuola elementare inglese ha ottenuto il record perché ha radunato 419 persone, tra grandi e bambini, vestite da Minion.

I bambini di oggi e gli adulti che lo sono stati tempo fa sono abituati a personaggi cartoon buoni, con rigide regole morali. Ecco, i Minion invece sono sempre stati irriverenti e menefreghisti: lo sono da quasi venti anni e per questo si sono guadagnati lo status di icone pop oltre le generazioni.

Ma per chi non avesse mai sentito parlare delle vere star di questo fenomeno da 11,3 miliardi di dollari tra merchandising e licenze che hanno fatto di Cattivissimo me una delle saghe di animazione più ricche della storia, possiamo fare un rapido flashback e partire da dove tutto ebbe inizio: una specie di cantina.

Genio dei sotterranei

Era il 2013 quando arrivò alla sottoscritta un inaspettato invito per visitare la sede della casa di produzione Illumination a Parigi. Arrivata all’indirizzo indicato, nessuna insegna, solo una minuscola officina con una discesa per ingresso. Ne hanno fatta di strada da quel seminterrato in cui dei giovanissimi creatori disegnavano e coloravano tavole giganti per poi animarle.

Tra gli artisti al lavoro nei laboratori sotterranei, una domanda sorgeva spontanea: «Chi dà la voce ai Minion?». La risposta era arrivata dal regista Pierre Coffin: dopo aver provato varie combinazioni senza successo, chiesto ad artisti che si erano rivelati troppo convenzionali o troppo fuori dagli schemi, aveva deciso di parlare proprio lui come un Minion, proprio così come se lo immaginava nella sua mente. Risultato: tutti sono rimasti basiti e lui si è guadagnato il ruolo a vita.

Chris Renaud, 57 anni, regista del quarto film (ma anche del primo, con Coffin, oltre che dei due capitoli di Pets) ci rivela via Zoom che ricorda benissimo quell’episodio anche a undici anni di distanza.

In questo quarto film Gru (doppiato da Max Giusti) torna suo malgrado nella Lega Anti Cattivi con la moglie Lucy. In passato, il pasticcione con velleità da cattivo aveva adottato tre bambine: Margo, Edith e Agnes. Oggi ha messo da parte le sue manie di grandezza (nel primo capitolo voleva addirittura rubare la luna), ha evitato di rincorrere qua e là nemici ridicoli e si è finalmente accasato. Peccato che ora siano i suoi arcinemici a cercarlo in lungo e largo. Come nel caso del nuovo villain della saga: Maxime Le Mal (doppiato da Stefano Accorsi). La posta in gioco ora è alta: Gru e Lucy hanno anche avuto un bebè, Gru Jr.. Chi potrà aiutare la famigliola se non proprio loro, i nostri eroi, i Minion?

A che cosa si deve la longevità dei suoi imprevedibili monelli gialli?

«Tutti i grandi film partono da un’idea geniale, come in questo frangente. Se ci si fa caso, rispetto a personaggi simili, quello che differenzia i Minion dagli altri è proprio il fatto che sono “umani”, sembra che vivano nel nostro mondo e abitino in una casa come noi finché, con un colpo di coda, diventano spie alla James Bond dove combattono super cattivi. E lo fanno da supereroi anche se senza superpoteri. E proprio per questo nella storia ho inserito molti riferimenti alla realtà di Batman, di cui sono fan: come i Minion, Bruce Wayne aka Batman non possiede poteri sovrannaturali ma combatte i nemici con gadget ultratecnologici. I Minion si rivelano ancora una volta i migliori collaboratori di Gru che in questo capitolo vive due realtà, quella familiare e quella lavorativa».

Gru, i Minion e l’intera saga sono ormai scolpiti nella cultura pop contemporanea. Quali sono, secondo lei, gli altri pilastri moderni diventati fenomeni e che lei stesso ha preso come modello?

«Gli Incredibili sicuramente, ma anche i film dell’agente 007. Essendo io super appassionato della serie di James Bond, ho inserito in questo film alcuni riferimenti alla spy story per i fan».

Lei, invece, che tipo di cartoni animati amava da bambino?

«Non ne avevo uno in particolare ma in compenso avevo un amico immaginario dal nome impronunciabile, “Lochsin Chooch”, ma ora che ci penso non ricordo nemmeno perché l’ho chiamato così. Ma quel personaggio inesistente mi ha fatto riflettere molto e, con il tempo, mi sono reso conto che le persone creative hanno questa particolare tendenza a inventare personaggi già da bambini, oltre a quella di voler a tutti i costi aiutare chi si trova in difficoltà».

Ha conservato qualcuno dei primi ricordi della saga?

«Un paio di disegni di com’erano all’inizio i personaggi o le storie, alcune create perché fossero prodotte dal designer della produzione».

Che effetto le fa vedere indossare dal pubblico un pigiama, una maglietta o uno dei tantissimi gadget legati alla saga?

«Io sono un fan di Star Wars e, come tutto il gruppo di personaggi di quella saga, anche quelli di Cattivissimo me si sono inseriti nella cultura allo stesso modo della serie ideata da George Lucas. Ho un amico che vive in Belize che mi ha spedito da casa sua un Minion realizzato a mano. Un altro amico me ne ha mandato uno (contraffatto) dalla Cina che conservo gelosamente sulla scrivania. I gadget di questo tipo non fanno che aumentare la consapevolezza della creatività che sta dietro ai Minion e l’attaccamento delle persone a questi personaggi. Io stesso ho comprato su una bancarella da spiaggia negli Stati Uniti una maglietta di un Minion vestito da Batman».

Attenzione spoiler! In questo quarto film, Gru partecipa a una reunion scolastica, un evento che spesso nei film è rappresentato come uno degli incubi peggiori degli ex adolescenti ora adulti… è capitato anche a lei?

«Non la parte della reunion, ma la vicenda che si svolge durante quella serata è presa da un’esperienza personale. Da ragazzo – ma ancora adesso lo faccio – suonavo in una band a Parigi. Proprio come Gru e Maxime Le Mal nel film. Come a loro, anche a me è capitato di avere delle grandi, inutili arrabbiature con i miei ex compagni di liceo per via della musica.In questa parte del film, che ho suggerito io perché ho vissuto questo tipo di esperienza, Gru è vulnerabile. Proprio come noi nella vita di tutti i giorni. Perché i protagonisti di Cattivissimo me per me sono persone e non personaggi. Il mio orgoglio più grande è umanizzare le mie creature».

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