“L’innocenza”: una storia, due finali
di Vittorio LingiardiPer tutto il tempo cerchi di mettere insieme le tessere del caleidoscopio narrativo, le versioni dei vari personaggi (come in Rashomon di Kurosawa), le loro voci, i pensieri nascosti. Poi, nell’ultimo quarto d’ora, la storia si ricompone e s’illumina. L’innocenza (titolo originale Monster, nelle sale a partire dal 22 agosto) è l’ultimo film di Kore-Eda Hirokazu, che avevamo amato per Un affare di famiglia (Shoplifters), Palma d’oro a Cannes nel 2018.
L’amicizia tra due adolescenti, i segreti del bullismo scolastico, il difficile mestiere dell’insegnante e quello ancor più difficile del genitore, sono gli ingredienti di un arcano racconto sulla complessità dei sentimenti – la loro purezza, ma anche la loro indecifrabilità. Minato ha 11 anni, ha perso il padre da poco, e vive con la mamma Sao…
Per tutto il tempo cerchi di mettere insieme le tessere del caleidoscopio narrativo, le versioni dei vari personaggi (come in Rashomon di Kurosawa), le loro voci, i pensieri nascosti. Poi, nell’ultimo quarto d’ora, la storia si ricompone e s’illumina. L’innocenza (titolo originale Monster, nelle sale a partire dal 22 agosto) è l’ultimo film di Kore-Eda Hirokazu, che avevamo amato per Un affare di famiglia (Shoplifters), Palma d’oro a Cannes nel 2018.
L’amicizia tra due adolescenti, i segreti del bullismo scolastico, il difficile mestiere dell’insegnante e quello ancor più difficile del genitore, sono gli ingredienti di un arcano racconto sulla complessità dei sentimenti – la loro purezza, ma anche la loro indecifrabilità. Minato ha 11 anni, ha perso il padre da poco, e vive con la mamma Saori in un piccolo appartamento. Nonostante il dolore del lutto, riescono ancora a giocare. Ma un giorno Minato inizia a mostrarsi irrequieto, pensieroso, taciturno. Torna da scuola con piccole ferite. Pone domande strane: «Se il cervello di un maiale fosse trapiantato in un essere umano, il risultato sarebbe un umano o un maiale?». Tra i banchi di scuola avvengono fatti indecifrabili, circolano sospetti, piccole calunnie.La responsabilità ricade su un insegnante, o forse sulla preside, ma come spesso accade nei film di Kore-Eda, ciò che sembra vero non lo è mai. La rete dei misteri si infittisce, un palazzo della cittadina va in fiamme, un padre alcolista maltratta suo figlio Yori, il piccolo amico di Minato. La storia si increspa, le musiche di Sakamoto sono limpidissime, mentre la sceneggiatura, anch’essa di Sakamoto (che purtroppo è scomparso all’inizio delle riprese) si muove tra depistaggi e volute omissioni. Fino al finale, anzi ai finali: uno è lieto, l’altro no. È un test molto interessante capire quale ci convince di più.
Sul Venerdì del 15 agosto 2024