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Ricette. Paloma, da bere e da ascoltare

Il Coctail Paloma 

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Dal Messico a Battiato, Cucurrucucù paloma è un classico internazionale. Da abbianre a un cocktail in tema
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Nel 1954 il cantautore messicano Tomás Méndez scrisse una canzone che era destinata a una lunga e tortuosa vita in altri luoghi e altre lingue: la canzone parla della perdita di una donna amata e del verso che fa una colomba avvicinandosi alla sua finestra. Nello specifico, si tratta di una tortora luttuosa, nota per il suo canto malinconico e triste. La canzone, interpretata negli anni successivi, tra gli altri, da Harry Belafonte e Caetano Veloso, s’intitola Cucurrucucù paloma. Paloma, in spagnolo, vuol dire molto semplicemente “colomba”, e l’onomatopea serve a riprodurre il tipico verso dell’uccello.

Come molti avranno ben presente, un altro grande artista ha negli anni successivi ripreso la canzone, e cioè Franco Battiato, che ne La voce del padrone nel 1981, incide Cuccurucucù: non si tratta davvero di una cover, più che altro di una citazione e totale reinvenzione della canzone originale, di cui vengono conservati solo i primi versi del ritornello.

Non è affatto chiaro di cosa p…

Nel 1954 il cantautore messicano Tomás Méndez scrisse una canzone che era destinata a una lunga e tortuosa vita in altri luoghi e altre lingue: la canzone parla della perdita di una donna amata e del verso che fa una colomba avvicinandosi alla sua finestra. Nello specifico, si tratta di una tortora luttuosa, nota per il suo canto malinconico e triste. La canzone, interpretata negli anni successivi, tra gli altri, da Harry Belafonte e Caetano Veloso, s’intitola Cucurrucucù paloma. Paloma, in spagnolo, vuol dire molto semplicemente “colomba”, e l’onomatopea serve a riprodurre il tipico verso dell’uccello.

Come molti avranno ben presente, un altro grande artista ha negli anni successivi ripreso la canzone, e cioè Franco Battiato, che ne La voce del padrone nel 1981, incide Cuccurucucù: non si tratta davvero di una cover, più che altro di una citazione e totale reinvenzione della canzone originale, di cui vengono conservati solo i primi versi del ritornello.

Non è affatto chiaro di cosa parli questa versione, ma secondo alcuni è una sorta di romanzo di formazione musicale di Battiato stesso: una buona metà dei versi delle strofe sono titoli di canzoni, citazioni altrui, o in ogni caso evocazioni di momenti musicali e artistici di un passato che non c’è più: Il mare nel cassetto era una canzone di Milva del 1961, Le mille bolle blu è ovviamente una canzone di Mina, dello stesso anno. Così come le “serenate all’istituto magistrale” e i carri in maschera su cui già suonava per carnevale sarebbero, secondo questa interpretazione, i primi momenti lontani e perduti di una carriera musicale inevitabile. Appaiono poi Lady Madonna e With a Little Help from my Friends dei Beatles, Ruby Tuesday dei Rolling Stones e altre tre canzoni di Bob Dylan.

A chiudere il cerchio, la riscrittura giocosa dell’incipit dell’Iliade: “L’ira funesta dei profughi afghani, che dal confine si spostarono nell’Iran / Cantami o Diva dei pellerossa americani, le gesta erotiche di Squaw pelle di Luna”.

Sia come sia, la prima metà degli anni Cinquanta è anche l’epoca in cui cominciarono a essere commercializzate, in Messico, le prime bibite gassate industriali, e tra queste la soda al pompelmo. Nacque tra gli altri un cocktail semplicissimo e assai rinfrescante, che è rapidamente diventato un classico internazionale. Non è chiaro perché, quel cocktail divenne celebre col nome di Paloma.

Ricetta: Paloma

Gli ingredienti

50 ml di tequila

15 ml di succo di lime

100 ml di soda al pompelmo

1 pizzico di sale

Ghiaccio

Come procedere

Riempite un largo bicchiere di ghiaccio: versate quindi il lime appena spremuto, poi la tequila e mescolate. Aggiungete il sale e la soda al pompelmo fredda, quindi mescolate un’ultima volta, delicatamente, per non sgasare la soda. Terminate con una fettina di limone, se piace e se capita.

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