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Mordi Venezia e fuggi

Turisti crocieristi in tour a Venezia. N ic Pinton 

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In laguna arrivano cinque navi al giorno, ma i crocieristi hanno solo una manciata di ore per visitare la città. Cosa riescono ad ammirare? Per scoprirlo ci siamo uniti a loro. Ecco la cronaca minuto per minuto
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Venezia. Li vedi spuntare a due a due in fila indiana sulla sommità dell’ultimo ponte, che porta in piazza San Marco, in Riva degli Schiavoni. Davanti a loro, a dare il passo con in mano il lollipop (la bandierina che svetta in alto), la guida turistica.

Sono le otto del mattino ed è il primo gruppo di crocieristi appena sbarcato dal lancione. Hanno attraccato al Cornoldi e fanno il loro ingresso in città accolti da 28 gradi di temperatura, un’umidità appiccicosa e un silenzio ferragostano che a quest’ora è rotto solo dal rumore delle ruote dei banchetti di souvenir che i commercianti trainano fino a sistemarli sui masegni della grande piazza. Nemmeno un cocai (il gabbiano in dialetto veneziano) o un colombo a salutarli.

Il gruppo di croc…

Venezia. Li vedi spuntare a due a due in fila indiana sulla sommità dell’ultimo ponte, che porta in piazza San Marco, in Riva degli Schiavoni. Davanti a loro, a dare il passo con in mano il lollipop (la bandierina che svetta in alto), la guida turistica.

Sono le otto del mattino ed è il primo gruppo di crocieristi appena sbarcato dal lancione. Hanno attraccato al Cornoldi e fanno il loro ingresso in città accolti da 28 gradi di temperatura, un’umidità appiccicosa e un silenzio ferragostano che a quest’ora è rotto solo dal rumore delle ruote dei banchetti di souvenir che i commercianti trainano fino a sistemarli sui masegni della grande piazza. Nemmeno un cocai (il gabbiano in dialetto veneziano) o un colombo a salutarli.

Il gruppo di crocieristi brasiliani (giunto con la nave a Fusina, poi il trasferimento con i lancioni in centro storico), alle 8 e 20 è già arrivato in Piazzetta dei Leoncini accanto alla Basilica dove a quest’ora il sole illumina da poco il campanile e una parte delle procuratie vecchie. La guida fa cenno di mettersi in cerchio e di ascoltare. Di lì a poco entriamo in chiesa (anche noi che ci intrufoliamo nel gruppo).

La messa che si sta celebrando è appena iniziata: ci si accomoda in fondo seguendo le indicazioni. Gli occhi dei turisti sono rapiti dalla bellezza del luogo mentre le parole del prete, «andate in pace», richiamano l’attenzione. Don Giuseppe alla fine del rito, quando gran parte dei pellegrini è andata via, ci viene incontro dall’altare e racconta dei mosaici che adornano e abbelliscono le navate. Ne indica con la mano alcuni. E fa qualche cenno alla storia della Basilica. Il tutto in una decina di minuti che si chiudono con una foto ricordo e una benedizione.

Alle 9 la gita tour a Venezia prosegue. Altra tappa. Ci aspetta la storia di Palazzo Ducale che viene descritta attraverso radioguide con microfono. Una per ogni turista del gruppo. Allunghiamo la mano per prenderne una ma veniamo sgamati. Salutiamo e ci facciamo da parte andando incontro a quei turisti giapponesi che all’ombra di Palazzo Ducale guardano verso le colonne di Todaro e San Marco. Ammirano la chiesa della Salute, appena dietro.

La guida racconta che fu costruita come ex voto per la fine della peste del 1600. Niente visita. Non c’è tempo. I crocieristi che arrivano a Venezia in questo periodo della stagione estiva hanno ore e minuti contati. Quelli che con la nave attraccano a Fusina, Porto Marghera o Chioggia per visitare la città, trasbordano poi su grandi taxi o lancioni. Approdano direttamente a San Marco e da lì comincia il loro tour che si esaurisce in poche ore, concentrato soprattutto nell’area marciana.

Aspettando settembre

Diversamente per i crocieristi di settembre (alta stagione) che fanno soste anche di due giorni: la permanenza in città prevede un tour nell’area marciana, un salto a Rialto e una visita alle isole, soprattutto quelle del vetro, Murano e quella del merletto,Burano.

Il turismo da crociera è in crescita a Venezia, dopo il Covid ha preso quota, tanto che le previsioni indicano per il 2024 una crescita del 9 per cento che corrisponde a 540 mila turisti. Il business delle crociere coinvolge a Venezia 20 compagnie e 39 navi di diversa stazza che arrivano – anche più di cinque al giorno – e partono dai diversi ormeggi: oltre a Fusina, Porto Marghera e Chioggia, anche stazione Marittima, utilizzata per lo più come approdo per lo sbarco e imbarco.

Le navi da crociera dettano i tempi al turista. In questo periodo, se gettano l’ancora a metà mattina, significa che alle 11, a San Marco, il sole si è preso quasi tutta la piazza. C’è da boccheggiare, ma i turisti sbarcano attrezzati: capellino, borracce, vestiti comodi e leggeri. Pochi hanno con sé un libro guida.

A proposito, i gruppi non devono superare il numero di 25 persone, lo stabilisce il regolamento di polizia municipale. «Together here, together here», «venite qui, venite qui», dice a una comitiva la guida turistica, occhiali Wayfarer neri e finto panama in testa, indicando la loggia di Palazzo Ducale e sfidando la calura. «Quando andiamo in gondola?», chiede una ragazza. «Dopo, dopo...», risponde lei ben sapendo che non avanza tempo.

A mezzodì rintocca la torre dell’orologio. Trenta gradi. Non una bava di vento. Il sole picchia. Le guide si stringono con le comitive sotto le colonne della Basilica alzando ben in vista, per farsi riconoscere, chi un ombrellino, chi una bandierina lollipop. Buona parte dell’ingresso principale alla chiesa è transennato per via di alcuni lavori così le persone sono addossate a Palazzo Ducale e verso Palazzo delle Prigioni. Al riparo dal sole. Così come alle Procuratie nuove, ma sui gradini non ci si può sedere. Un addetto alla sicurezza di Piazza San Marco intima alla signora, che si era messa comoda per ascoltare l’orchestra del Florian, di alzarsi indicando un totem esplicativo.

Niente shopping

Alle 14 seguiamo un’altra comitiva. Sembra che il tour sia concluso e che la guida turistica abbia dato il “rompete le righe” . Significa che i turisti scelgono di andare dove desiderano fino all’ora indicata per il rientro. Ne seguiamo alcuni che si dirigono verso il Correr, passano davanti alle vetrine griffate, ma cercano un bagno. Consultiamo una guida. «In 4 ore di permanenza a Venezia» ci dice «pochi fanno acquisti. Il turismo delle crociere a giornata è un turismo che non spende».

«A settembre con gli americani è un’altra musica», rivela il titolare di un negozio di vetro che collabora con i tour operator e organizza le visite a Murano. Un caffè al Florian costa 7 euro. Una pallina di gelato in cono 3 euro. Una bottiglietta d’acqua 2,50. «I crocieristi sbarcano in piazza San Marco ben attrezzati», dice un altro operatore, «sì e no comprano dell’acqua».

Poco prima delle 15 sul Ponte dei Sospiri c’è ressa. Pensi che molti crocieristi si siano dati appuntamento per l’ultimo selfie e invece scopri, sbirciando fra le spalle e le gambe dei turisti che è in corso il gioco delle tre scatolette. Alcuni polacchi si danno da fare per “prendere” la giornata. Dura poco. Una scommessa e via. Il lancione attraccato al Cornoldi ha suonato la sirena: è ora di rientrare sulla nave.

Sul Venerdì del 23 agosto 2024

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